Accade in paese
Le affissioni "selvagge" tornano a deturpare la città
Facce tirate e sorrisi forzati, vestito buono e slogan che, a leggerli bene, vogliono
dire poco o quasi nulla. In questi giorni siamo nuovamente "accerchiati"
da centinaia di manifesti ele...
Facce tirate e sorrisi forzati, vestito buono e slogan che, a leggerli bene, vogliono
dire poco o quasi nulla. In questi giorni siamo nuovamente "accerchiati"
da centinaia di manifesti elettorali che, pieni di volti dei candidati alle prossime
elezioni provinciali, sembrano ammiccare a chi, negli ultimi mesi, rischia di crepare
per "overdose da voto". E, ancora una volta, si ripresenta lo stesso
problema: le affissioni indiscriminate deturpano le vie, i palazzi e i monumenti
di Vizzini.
Facce tirate e sorrisi forzati, vestito buono e slogan che, a leggerli bene, vogliono
dire poco o quasi nulla. In questi giorni siamo nuovamente "accerchiati"
da centinaia di manifesti elettorali che, pieni di volti dei candidati alle prossime
elezioni provinciali, sembrano ammiccare a chi, negli ultimi mesi, rischia di crepare
per "overdose da voto". E, ancora una volta, si ripresenta lo stesso
problema: le affissioni indiscriminate deturpano le vie, i palazzi e i monumenti
di Vizzini.
La corsa forsennata a ricoprire ogni centimetro di muro disponibile torna, puntuale,
a ogni appuntamento elettorale. La "febbre" da affissione non risparmia
nemmeno il pavimento: nei giorni scorsi qualcuno, nel quartiere Matrice, aveva
addirittura attaccato manifesti per terra.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Domenica pomeriggio la piazzetta di Santa Teresa (frequentatissima meta per i turisti in visita a Vizzini) sembrava la sede di un comitato elettorale. Ben 6 manifesti 70x100 sulla facciata di un antico palazzo, altri 4 ad imbrattare la chiesetta di Santa Teresa. E poi ancora lungo la via Masera, e in tutti gli angoli del paese. Pefino nello stretto di Santa Lucia, che mai aveva ospitato manifesti, se non qualche affissione funebre. E siamo sotanto agli inizi, visto che da qui al 15 e 16 giugno mancano ancora quasi 3 settimane. E chissà quanti metri quadrati di carta per "confezionare" chiese e palazzi.
Oltre il danno, poi, c'è anche la beffa. A guardarli bene, nessuno dei manifesti riporta il timbro del Comune di Vizzini, che dovrebbe essere obbligatorio in caso di affissioni pubbliche. Questo vuol dire che, forse, nessuno ha pagato un centesimo di tassa d'affissione. Oppure lo ha fatto soltanto in parte.
Viene naturale domandarsi, anche questa volta, come si possa dare fiducia a chi,
ancor prima di essere eletto, dimostra la totale mancanza di rispetto per il proprio
paese imbrattando muri e strade. E non rispettando nemmeno la normativa sulle affissioni.
Sono già in bella mostra i manifesti di due dei tre candidati locali. Mancano ancora
quelli della candidata del centrosinistra (per non parlare dei forestieri), e ci
auguriamo vivamente che non decida di seguire la strada di chi l'ha preceduta.
Si potrà obiettare che i manifesti non vengono attaccati dai candidati in persona. È vero, per questi lavori esistono gli attacchini. Ma il committente chi è? Non è certo la prima volta che il fenomeno si verifica. Non si potrebbe chiedere, alla consegna dei manifesti, un minimo di rispetto per la città? I candidati fanno affiggere forse le proprie facce sulle pareti delle proprie villette? No, ma sulle abitazioni degli altri, a quanto pare, sì.
Infine, non sarebbe ora di far rispettare le regole? Qualche multa calmerebbe gli spregiudicati pennelli degli attacchini. Al resto penserà il giudizio degli elettori, che prima o poi si scocceranno definitivamente di dare il proprio voto a chi (politico di destra, centro o sinistra) dimostra di avere un rispetto per la città prossimo allo zero.
AGGIORNAMENTO - Nell'articolo è stato scritto che «forse, nessuno ha pagato un centesimo di tassa d'affissione». In realtà nella normativa vigente sulle affissioni elettorale non è specificato l'obbligo di pagamento di alcuna tassa, come avviene invece per il resto della pubblicità muraria. Tuttavia, i manifesti fatti affiggere finora da qualunque candidato restano irregolari. La legge prevede, infatti, che il Comune riceva dalla Prefettura l'elenco delle liste ammesse alla competizione elettorale e predisponga, di conseguenza, i dovuti spazi per la propaganda. Ma ancora tali disposizioni non sono state emanate, quindi qualunque affissione di tipo elettorale risulta al momento irregolare.
PALAZZI DETURPATI Le affissioni indiscriminte in piazza Santa Teresa.
CHIESA IMBRATTATA Nessun rispetto nemmeno per la chiesetta di Santa Teresa.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Domenica pomeriggio la piazzetta di Santa Teresa (frequentatissima meta per i turisti in visita a Vizzini) sembrava la sede di un comitato elettorale. Ben 6 manifesti 70x100 sulla facciata di un antico palazzo, altri 4 ad imbrattare la chiesetta di Santa Teresa. E poi ancora lungo la via Masera, e in tutti gli angoli del paese. Pefino nello stretto di Santa Lucia, che mai aveva ospitato manifesti, se non qualche affissione funebre. E siamo sotanto agli inizi, visto che da qui al 15 e 16 giugno mancano ancora quasi 3 settimane. E chissà quanti metri quadrati di carta per "confezionare" chiese e palazzi.
Oltre il danno, poi, c'è anche la beffa. A guardarli bene, nessuno dei manifesti riporta il timbro del Comune di Vizzini, che dovrebbe essere obbligatorio in caso di affissioni pubbliche. Questo vuol dire che, forse, nessuno ha pagato un centesimo di tassa d'affissione. Oppure lo ha fatto soltanto in parte.
STRADE INVASE DALLE AFFISSIONI Manifesti elettorali in via Masera.
Si potrà obiettare che i manifesti non vengono attaccati dai candidati in persona. È vero, per questi lavori esistono gli attacchini. Ma il committente chi è? Non è certo la prima volta che il fenomeno si verifica. Non si potrebbe chiedere, alla consegna dei manifesti, un minimo di rispetto per la città? I candidati fanno affiggere forse le proprie facce sulle pareti delle proprie villette? No, ma sulle abitazioni degli altri, a quanto pare, sì.
Infine, non sarebbe ora di far rispettare le regole? Qualche multa calmerebbe gli spregiudicati pennelli degli attacchini. Al resto penserà il giudizio degli elettori, che prima o poi si scocceranno definitivamente di dare il proprio voto a chi (politico di destra, centro o sinistra) dimostra di avere un rispetto per la città prossimo allo zero.
AGGIORNAMENTO - Nell'articolo è stato scritto che «forse, nessuno ha pagato un centesimo di tassa d'affissione». In realtà nella normativa vigente sulle affissioni elettorale non è specificato l'obbligo di pagamento di alcuna tassa, come avviene invece per il resto della pubblicità muraria. Tuttavia, i manifesti fatti affiggere finora da qualunque candidato restano irregolari. La legge prevede, infatti, che il Comune riceva dalla Prefettura l'elenco delle liste ammesse alla competizione elettorale e predisponga, di conseguenza, i dovuti spazi per la propaganda. Ma ancora tali disposizioni non sono state emanate, quindi qualunque affissione di tipo elettorale risulta al momento irregolare.
28/05/2008 | 2458 letture | 0 commenti
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