Lavoro
Cta «Cappuccini», salta l'incontro previsto in Prefettura
La Cgil: «Valutiamo il ricorso all'autorità giudiziaria»
La Cgil: «Valutiamo il ricorso all'autorità giudiziaria»
I proprietari della struttura sanitaria hanno chiesto uno slittamento di almeno
20 giorni perché impegnati nelle trattative per la cessione della società. Il
sindacato conferma lo stato di agitazione dei lavoratori.
Niente "raffreddamento" tra le parti, almeno per ora. È saltato
l'incontro, convocato per ieri dal prefetto, tra la Fp-Cgil del Calatino, i proprietari
della Comunità terapeutica assistita «Cappuccini» di Vizzini e i rappresentanti
dell'Asp di Catania. L'obiettivo della riunione (alla quale si erano presentati
anche i lavoratori Mariangela Russo e Paolo Galifi, insieme a Enzo Maggiore e
Rosaria Leonardi, della Cgil) era in particolare quello di far dialogare sindacato
e società, coinvolti con ruoli differenti nel processo di cessione delle quote
a un nuovo gruppo imprenditoriale.
«Trattative in piena discussione» - Una lettera degli avvocati
dei proprietari ha tuttavia lasciato la situazione in sospeso. Gli Arena hanno
chiesto infatti il rinvio dell'incontro «di almeno 20 giorni»
perché «sono in corso serie trattative di cessione delle quote
societarie a un serio acquirente, e tutto ciò, si precisa, anche nell'interesse
dei lavoratori. Trattative che ancora oggi sono in piena discussione, sotto tutti
i profili, e che saranno ampiamente e con grande disponibilità, solo alla definizione
di tale fase, comunicate ai lavoratori». La riunione è stata ritenuta dai
soci della Cta «prematura, visto che molti elementi di un accordo sono in
corso di formazione e certamente non possono formare oggetto di discussione, avendo
le caratteristiche della riservatezza». Dal punto di vista del mantenimento
dei livelli occupazionali nella lettera è stato specificato solo che «l'intero
organico del personale è stato sottoposto al nuovo futuro acquirente e che ogni
iniziativa sul punto sarà condotta di concerto con la Fp-Cgil di Caltagirone».
Le mosse della Cgil - L'inaspettato rinvio non è tuttavia andato giù al sindacato, pronto a inasprire le sue posizioni. «Siamo riusciti, dopo anni di attriti, a far assumere ai due coamministratori una scelta unica rispetto alla riunione di oggi», ha commentato ironicamente Francesco D'Amico, segretario della Fp-Cgil del Calatino.
«Il rinvio - aggiunge poi il sindacalista - ha uno specifico segnale: non
vogliono portaci a conoscenza delle trattative in corso».
«Il 4 marzo - ricorda poi D'Amico - avevamo proclamato uno sciopero, ma in seguito alla convocazione del prefetto abbiamo concesso l'ennesima fiducia per un confronto che già il 10 febbraio, alla Direzione territoriale del lavoro, gli Arena avevano promesso di portare avanti. Ad oggi riteniamo che la Cta violi i rapporti regolamentati dalla legge, quindi insieme ai legali stiamo valutando l'applicazione della condotta antisindacale». L'organizzazione di categoria sta valutando inoltre il ricorso «all'autorita giudiziaria e a quella ispettiva, anche perché la preoccupazione è massima, in quanto non vorremo ritrovarci domani con la società già venduta e con sgradevoli sorprese, come riduzione del personale e trasferimento dell'azienda in un altro Comune».
Un'assemblea per decidere - Lunedì mattina, dalle 10 alle 12, la Cgil ha convocato un'assemblea sindacale per discutere la questione con i lavoratori. D'Amico ha inoltre ribadito «lo stato di agitazione permanente, con un'allerta superiore».
Le mosse della Cgil - L'inaspettato rinvio non è tuttavia andato giù al sindacato, pronto a inasprire le sue posizioni. «Siamo riusciti, dopo anni di attriti, a far assumere ai due coamministratori una scelta unica rispetto alla riunione di oggi», ha commentato ironicamente Francesco D'Amico, segretario della Fp-Cgil del Calatino.
Per il sindacato la Cta violerebbe i rapporti regolamentati dalla legge.
«Il 4 marzo - ricorda poi D'Amico - avevamo proclamato uno sciopero, ma in seguito alla convocazione del prefetto abbiamo concesso l'ennesima fiducia per un confronto che già il 10 febbraio, alla Direzione territoriale del lavoro, gli Arena avevano promesso di portare avanti. Ad oggi riteniamo che la Cta violi i rapporti regolamentati dalla legge, quindi insieme ai legali stiamo valutando l'applicazione della condotta antisindacale». L'organizzazione di categoria sta valutando inoltre il ricorso «all'autorita giudiziaria e a quella ispettiva, anche perché la preoccupazione è massima, in quanto non vorremo ritrovarci domani con la società già venduta e con sgradevoli sorprese, come riduzione del personale e trasferimento dell'azienda in un altro Comune».
Un'assemblea per decidere - Lunedì mattina, dalle 10 alle 12, la Cgil ha convocato un'assemblea sindacale per discutere la questione con i lavoratori. D'Amico ha inoltre ribadito «lo stato di agitazione permanente, con un'allerta superiore».
13/03/2015 | 2434 letture | 0 commenti
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