Lavoro
Al Cara di Mineo 3.000 migranti, servono operatori
Accordo azienda-sindacati per riassumere i licenziati
Accordo azienda-sindacati per riassumere i licenziati
Cgil e Uil firmano la proposta del consorzio, che valuterà però
il numero di ospiti nei prossimi mesi prima di stabilizzare i lavoratori. D'Amico:
«Con il "no" alla solidarietà persi i diritti quesiti».
Per arginare un'emergenza occorre sperare in un'altra emergenza. L'amaro paradosso
del Cara di Mineo, che dal 2011 ospita i migranti sbarcati sulle coste siciliane,
accende ancora una volta i riflettori su un doppio dramma: quello di chi è
costretto a fuggire da zone di guerra e povertà, che si lega al problema
occupazionale nella provincia di Catania e, in particolare, nel Calatino.
A febbraio 46 operatori mandati a casa – In questo contesto, l'altalena di
ospiti nel centro d'accoglienza di contrada Cucinella rappresenta il termometro di
due crisi inevitabilmente connesse. Lo sanno bene i 46 lavoratori licenziati in
blocco due mesi fa a causa del calo di presenze nell'ex Residence degli aranci.
Per loro, adesso che i migranti sono raddoppiati in meno di 6 mesi (raggiungendo
quota 3mila), arriva una seconda occasione.
Il consorzio Nuovo Cara Mineo ha infatti trovato l'accordo con le organizzazioni sindacali per riassumere gli operatori tagliati fuori. Cgil e Uil hanno detto «sì» al piano che prevede un rientro immediato in azienda dei licenziati con lo stesso monte ore precedente e con un contratto di 3 mesi, rinnovabile per altri 90 giorni. Se la situazione all'interno del villaggio di contrada Cucinella dovesse poi stabilizzarsi, il rapporto di lavoro verrà trasformato a tempo indeterminato.
Si riparte da oggi – Già stamattina i primi lavoratori saranno chiamati a firmare la riassunzione per affiancarsi ai 265 attualmente in servizio. Molti di loro, tuttavia, hanno già scelto di chiudere il capitolo Cara, quindi le ore restanti saranno "spalmate" sui contratti part-time.
Un piccolo spiraglio si apre anche per i 39 ex dipendenti ai quali lo scorso dicembre non era stato rinnovato il contratto. Saranno infatti loro i primi a essere richiamati se il numero di ospiti dovesse ulteriormente salire.
«Ritenevamo già da tempo – sottolinea Salvatore Bonaventura, segretario della Uil di Catania, presente all'incontro insieme al collega della UilTemp Giancaro Mattone – che questo settore fosse talmente in movimento da lasciarci
la possibilità che nel tempo si potesse dare risposta ai fuoriusciti.
Siamo soddisfatti rispetto alla situazione complessiva che c'è in quel
territorio, perché siamo riusciti a dare una speranza ai lavoratori».
Giudica positivamente l'accordo anche la Cgil di Caltagirone, che però coglie l'occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa nei confronti dei dipendenti, ai quali in più occasioni aveva chiesto un sacrificio in termini di ore (bocciato da un referendum) per provare a salvare i posti in esubero. «Se si fosse optato per la solidarietà collettiva – ricorda Francesco D'Amico, responsabile del settore Funzione pubblica –, oggi avremmo parlato solo di una semplice redistribuzione delle ore. In questo modo, invece, i lavoratori hanno perso i diritti quesiti, perchè saranno riassunti con le regole più strette del Jobs Act».
Proposto contratto da 3 mesi, rinnovabile per altri 90 giorni e trasformabile a tempo indeterminato.
Il consorzio Nuovo Cara Mineo ha infatti trovato l'accordo con le organizzazioni sindacali per riassumere gli operatori tagliati fuori. Cgil e Uil hanno detto «sì» al piano che prevede un rientro immediato in azienda dei licenziati con lo stesso monte ore precedente e con un contratto di 3 mesi, rinnovabile per altri 90 giorni. Se la situazione all'interno del villaggio di contrada Cucinella dovesse poi stabilizzarsi, il rapporto di lavoro verrà trasformato a tempo indeterminato.
Si riparte da oggi – Già stamattina i primi lavoratori saranno chiamati a firmare la riassunzione per affiancarsi ai 265 attualmente in servizio. Molti di loro, tuttavia, hanno già scelto di chiudere il capitolo Cara, quindi le ore restanti saranno "spalmate" sui contratti part-time.
Un piccolo spiraglio si apre anche per i 39 ex dipendenti ai quali lo scorso dicembre non era stato rinnovato il contratto. Saranno infatti loro i primi a essere richiamati se il numero di ospiti dovesse ulteriormente salire.
«Ritenevamo già da tempo – sottolinea Salvatore Bonaventura, segretario della Uil di Catania, presente all'incontro insieme al collega della UilTemp Giancaro Mattone – che questo settore fosse talmente in movimento da lasciarci
Soddisfatti i sindacalisti di Cgil e Uil, che hanno sottoscritto l'accordo con il consorzio.
Giudica positivamente l'accordo anche la Cgil di Caltagirone, che però coglie l'occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa nei confronti dei dipendenti, ai quali in più occasioni aveva chiesto un sacrificio in termini di ore (bocciato da un referendum) per provare a salvare i posti in esubero. «Se si fosse optato per la solidarietà collettiva – ricorda Francesco D'Amico, responsabile del settore Funzione pubblica –, oggi avremmo parlato solo di una semplice redistribuzione delle ore. In questo modo, invece, i lavoratori hanno perso i diritti quesiti, perchè saranno riassunti con le regole più strette del Jobs Act».
22/04/2016 | 3450 letture | 0 commenti
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