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Cronaca
Truffa da 3 milioni di euro all'Ue, arrestati tre vizzinesi
Applicate misure cautelari per 9 persone, 57 denunciate
La Guardia di Finanzia ha portato a termine un'operazione finalizzata al contrasto dell'illecita percezione di aiuti comunitari all'agricoltura. Coinvolti soggetti legati a personalità della criminalità organizzata.
Gli uomini del Comando provinciale della Guardia di Finanza, all'alba di stamattina, hanno tratto in arresto ai domiciliari 9 persone con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla illecita percezione di aiuti comunitari all'agricoltura. Tra i destinatari dei provvedimenti anche due vizzinesi.
Foto n. 2
Insieme all'esecuzione all'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Caltagirone, Ettore Cavallaro, su richiesta del procuratore della Repubblica, Giuseppe Verzera e del sostituto, Ilaria Corda, le Fiamme Gialle hanno anche
TUTTI GLI ARRESTATI

Nove i destinatari di misura cautelare ai domiciliari,
tre sono di Vizzini


R.I.) Sono nove, in tutto, i soggetti per i quali il Tribunale di Caltagirone ha disposto gli arresti domiciliari. Tre di loro sono originari di Vizzini: si tratta di due uomini (un 50enne e un 43enne) e una donna (di 32 anni).
Le altre persone coinvolte nell'operazione sono un 33enne originario di Tortorici (in provincia di Messina), un 59enne di Galati Mamertino (Messina), un 29enne e un 31enne di Sant'Agata di Militello (Messina), una 39enne di Bronte (Catania) e un 64enne di Militello in Val di Catania.
provveduto a denunciare 57 persone, tra cui interi nuclei familiari in alcuni casi collegati con esponenti di spicco della criminalità organizzata che, negli anni dal 2009 al 2014, hanno percepito indebitamente oltre 2,7 milioni di euro di contributi.
Tra gli arrestati anche i responsabili di tre centri di assistenza agricola, che avrebbero omesso di eseguire i previsti controlli sulle domande presentate, attestandone falsamente la regolarità e agevolando la commissione delle frodi.
I finanzieri hanno anche eseguito provvedimenti di sequestro di immobili, terreni, autoveicoli, quote societarie e denaro per garantire il recupero delle somme indebitamente percepite dagli indagati.

Le indagini condotte dalla Compagnia di Caltagirone, durate circa un anno, rappresentano il seguito dell'operazione «Terra Bruciata» conclusa nel maggio dello scorso anno con l'esecuzione di 13 misure cautelari (due delle quali dirette a un uomo e una donna di Vizzini) e con il sequestro di 1,5 milioni euro di contributi illecitamente percepiti.
Le attività delle Fiamme Gialle calatine si sono concentrate sul controllo di centinaia di beneficiari dei contributi e hanno consentito di appurare la presenza di un gruppo affaristico-criminale ben organizzato, che si avvaleva di una fitta rete di complicità da parte di operatori dei centri di assistenza agricola, i quali, anziché svolgere le proprie funzioni di consulenza e controllo, erano parte integrante del sistema teso all'ottenimento di contributi non spettanti. Gli indagati, infatti, dapprima interrogavano le banche dati dei centri alla ricerca dei terreni non ancora utilizzati per l'ottenimento degli aiuti. Acquisite le informazioni necessarie, procedevano a redigere falsi contratti di affitto o di comodato di tali terreni con soggetti del tutto ignari e, in taluni casi, addirittura deceduti, intestandoli a persone compiacenti. I responsabili dell'organizzazione si premuravano di reclutare individui che, dietro corrispettivo di 1.000 euro circa, consegnavano copia dei propri documenti di riconoscimento necessari per le istanze di accesso ai finanziamenti.
Tra le particelle impropriamente utilizzate, oltre a quelle di privati cittadini, anche quelle di proprietà dello Stato, del Demanio della Regione siciliana e di numerosi enti locali in varie province siciliane che, ovviamente, non avevano mai concesso l'uso di tali fondi agricoli.
Al fine di mascherare la frode, inoltre, i terreni venivano trasferiti di anno in anno da un indagato all'altro, attraverso cessioni incrociate, in modo da non far risultare lo stesso beneficiario per il medesimo fondo agricolo. In alcuni casi è stata anche appurata la falsificazione della firma dei capi area tecnica di alcuni Comuni sui contratti di cessione dei terreni di proprietà degli enti locali. Ancora, sono state individuate decine di imprese agricole costituite al solo scopo di gestire solo sulla carta, per ogni annualità, oltre 1.500 ettari di terreno.

Nel corso dell'indagine è stato accertato che il sodalizio criminale aveva presentato anche per l'anno 2015 domande di pagamento di contributi all'Agea per circa un milione di euro, relativamente alle quali sono state avviate le procedure per il blocco dell'erogazione.
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21/02/2015 | 9185 letture | 0 commenti
di R.I.
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