Comunicati
I consiglieri del Calatino: «Bisogna chiudere il Cara»
Coniglione chiede chiarezza su Odevaine e Vizzini Scalo
Coniglione chiede chiarezza su Odevaine e Vizzini Scalo
I risvolti dell'inchiesta «Mondo di mezzo» investono anche il consorzio
«Calatino Terra d'accoglienza», che aveva affidato a Luca Odevaine,
arrestato a Roma, il ruolo di consulente per il Cara di Mineo.
Il Coordinamento dei consiglieri comunali del Calatino interviene sul caso sollevato
dall'operazione «Mondo di mezzo» della Procura romana, che nei giorni
scorsi ha svelato, tra le altre cose, un presunto sistema illecito di gestione
del flusso dei migranti nelle strutture di prima accoglienza e un "sistema
di potere" che sarebbe stato capace di indirizzare gli appalti per la gestione
dei centri.
Mario Noto, Nella Risuscitazione e Cristina Venuti (Mineo), Salvo Grasso (Palagonia),
Giuseppe Larocca (Grammichele), Giuseppe Coniglione (Vizzini) e Gemma Marino (Caltagirone)
puntano il dito contro il «Sistema Odevaine», spiegando che «il
consorzio dei Comuni "Calatino Terra d'accoglienza« ha la responsabilità
di garantire la trasparenza delle gare di appalto, il controllo delle procedure,
il rispetto della legalità e dei diritti di tutti. La scelta di rinnovare ripetutamente
l'incarico a Luca Odevaine, nominato consulente sin dal 2011, solleva tra i cittadini
non pochi dubbi sulla conduzione del consorzio stesso, considerato che Odevaine
è stato anche nella commissione della gara di appalto per la gestione dei servizi
del Cara di Mineo».
I consiglieri chiedono alla magistratura «che l'indagine che ha coinvolto Roma faccia chiarezza anche sugli aspetti riguardanti la gestione del Cara di Mineo». Il Coordinamento ritengono inoltre necessario che «si valuti la possibilità di annullare la gara d'appalto per la gestione del Cara di Mineo, fosse solo per i sospetti che gravano sull'aggiudicazione, e se ne faccia una nuova, e che il Cara venga, in tempi ragionevolmente brevi, svuotato e chiuso, in quanto struttura dannosa e incivile, e che, nell'attesa, aumentino le commissioni e si adeguino alla normativa europea i tempi di attesa per il rilascio dei documenti richiesti dai migranti».
«Resta per noi coerente alla buona accoglienza - si legge ancora in una nota - il modello di microsistemi d'accoglienza diffusi e siti all'interno delle città. Dai sindaci dei Comuni aderenti al consorzio ci si attende una presa di posizione forte e impegnativa, avendo essi responsabilità gestionale e, soprattutto, ruolo di controllo. Ove questa mancasse, sarebbe difficile continuar e a credere in una istituzione davvero libera e si sarebbe autorizzati a pensare che il "Sistema Odevaine" nel nostro territorio abbia già radici profonde».
Sulla questione, soprattutto in chiave locale, c'è anche la presa di posizione del consigliere comunale Giuseppe Coniglione. «Il dott. Luca Odevaine - sottolinea il membro della massima assise cittadina - era un personaggio chiave nel sistema dell'accoglienza nel Calatino. Proprio a lui veniva affidato l'incarico di effettuare il sopralluogo a Vizzini Scalo per conto del Cara di Mineo, un personaggio di frequente presente nel nostro paese come relatore a diverse conferenze e incontri sul tema dell'accoglienza degli immigrati e addirittura membro della commissione appaltante dello stesso Cara. Visto tutto quello che in questi giorni sta venendo fuori dall'operazione "Mondo di Mezzo", sarebbe opportuno che tutti i cosiddetti "fautori dell'accoglienza" facciano chiarezza su questa vicenda e, soprattutto, che la facciano i sindaci del Calatino che fanno parte del consorzio "Calatino Terra d'accoglienza". Fino a oggi il sindaco di Vizzini non ha ancora dichiarato pubblicamente cosa voglia fare nell'ex Deposito dell'aviazione di Vizzini Scalo, né ha trovato il tempo e l'esigenza di coinvolgere e parlarne ai vizzinesi. Oggi, più che mai, credo che sia giunto finalmente il momento di farlo. La politica è condivisione e coinvolgimento, non altro».
I consiglieri chiedono alla magistratura «che l'indagine che ha coinvolto Roma faccia chiarezza anche sugli aspetti riguardanti la gestione del Cara di Mineo». Il Coordinamento ritengono inoltre necessario che «si valuti la possibilità di annullare la gara d'appalto per la gestione del Cara di Mineo, fosse solo per i sospetti che gravano sull'aggiudicazione, e se ne faccia una nuova, e che il Cara venga, in tempi ragionevolmente brevi, svuotato e chiuso, in quanto struttura dannosa e incivile, e che, nell'attesa, aumentino le commissioni e si adeguino alla normativa europea i tempi di attesa per il rilascio dei documenti richiesti dai migranti».
«Resta per noi coerente alla buona accoglienza - si legge ancora in una nota - il modello di microsistemi d'accoglienza diffusi e siti all'interno delle città. Dai sindaci dei Comuni aderenti al consorzio ci si attende una presa di posizione forte e impegnativa, avendo essi responsabilità gestionale e, soprattutto, ruolo di controllo. Ove questa mancasse, sarebbe difficile continuar e a credere in una istituzione davvero libera e si sarebbe autorizzati a pensare che il "Sistema Odevaine" nel nostro territorio abbia già radici profonde».
Sulla questione, soprattutto in chiave locale, c'è anche la presa di posizione del consigliere comunale Giuseppe Coniglione. «Il dott. Luca Odevaine - sottolinea il membro della massima assise cittadina - era un personaggio chiave nel sistema dell'accoglienza nel Calatino. Proprio a lui veniva affidato l'incarico di effettuare il sopralluogo a Vizzini Scalo per conto del Cara di Mineo, un personaggio di frequente presente nel nostro paese come relatore a diverse conferenze e incontri sul tema dell'accoglienza degli immigrati e addirittura membro della commissione appaltante dello stesso Cara. Visto tutto quello che in questi giorni sta venendo fuori dall'operazione "Mondo di Mezzo", sarebbe opportuno che tutti i cosiddetti "fautori dell'accoglienza" facciano chiarezza su questa vicenda e, soprattutto, che la facciano i sindaci del Calatino che fanno parte del consorzio "Calatino Terra d'accoglienza". Fino a oggi il sindaco di Vizzini non ha ancora dichiarato pubblicamente cosa voglia fare nell'ex Deposito dell'aviazione di Vizzini Scalo, né ha trovato il tempo e l'esigenza di coinvolgere e parlarne ai vizzinesi. Oggi, più che mai, credo che sia giunto finalmente il momento di farlo. La politica è condivisione e coinvolgimento, non altro».
10/12/2014 | 2715 letture | 0 commenti
di R.I.
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