Lavoro
Cta «Cappuccini» tra tensioni interne e rischio chiusura
In bilico 40 posti di lavoro e 31 assistiti, interviene la Cgil
In bilico 40 posti di lavoro e 31 assistiti, interviene la Cgil
Giorni cruciali per la società, che potrebbe essere acquisita da una cordata trapanese.
Ancora nessuna garanzia sul futuro, tensioni per l'anticipo del Tfr. Il sindacato rivendica il diritto seguire le trattative.
Sale la preoccupazione per l'incerto futuro di una delle realtà private più importanti
per numero di lavoratori in ambito locale. Non dormono sereni i 40 dipendenti della
Comunità terapeutica assistita «Cappuccini» di Vizzini. La struttura
potrebbe passare di mano o addirittura chiudere, dopo 33 anni di attività.
Imprenditori trapanesi sarebbero interessati a rilevarne le quote, ma nessun accordo
è ancora stato siglato né sono note le intenzioni dei possibili acquirenti. Non
è da escludere, dunque, che la convenzione, dopo la cessione, possa essere trasferita
in un altro Comune, ipotesi avvalorata dall'urgente ristrutturazione di cui necessita
l'immobile che ospita la Cta.
Prospettive ancora peggiori, invece, se dovesse sfumare la vendita: la proprietà ha già manifestato l'intenzione di affidarsi a un commissario liquidatore, che traghetterebbe la società verso la chiusura. Una vero dramma in un periodo di crisi, mentre per gli assistiti, ridotti da 40 a 31 dopo il decreto regionale che limita la degenza a 72 mesi, servirebbe una nuova sistemazione.
A denunciare la delicata situazione è Francesco D'Amico, segretario generale della Fp-Cgil del Calatino, che ha già proclamato lo stato di agitazione del personale. «La Cta svolge un importante servizio - spiega il sindacalista -, ospitando pazienti ai quali viene garantito un trattamento terapeutico-riabilitativo molto intenso, tanto che negli anni la struttura ha accresciuto il proprio prestigio. Occorre quindi una tempestiva soluzione, non solo perché si rischiano ripercussioni sui lavoratori, ma anche perché è in gioco il futuro di un centro sanitario d'eccellenza».
D'Amico rivendica «la presenza delle organizzazioni sindacali in tutte le trattative. Dovevamo essere informati per primi delle intenzioni della proprietà al fine di garantire la salvaguardia dei lavoratori».
Un clima di incertezza, dunque, appesantito da un procedimento disciplinare nei confronti di due lavoratrici, da parte un amministratore, «che vìola - secondo la Fp-Cgil - quanto stabilito dalla contrattazione collettiva e dalla legge», oltre che dal mancato pagamento a 13 lavoratori (su 15 richiedenti) del Tfr, bloccato a causa di divergenze tra gli amministratori della società.
«L'anticipazione del Tfr - sottolinea il segretario della Fp-Cgil -, in un momento di crisi, è una richiesta legittima, uno spiraglio per far fronte a spese indifferibili».
Prospettive ancora peggiori, invece, se dovesse sfumare la vendita: la proprietà ha già manifestato l'intenzione di affidarsi a un commissario liquidatore, che traghetterebbe la società verso la chiusura. Una vero dramma in un periodo di crisi, mentre per gli assistiti, ridotti da 40 a 31 dopo il decreto regionale che limita la degenza a 72 mesi, servirebbe una nuova sistemazione.
A denunciare la delicata situazione è Francesco D'Amico, segretario generale della Fp-Cgil del Calatino, che ha già proclamato lo stato di agitazione del personale. «La Cta svolge un importante servizio - spiega il sindacalista -, ospitando pazienti ai quali viene garantito un trattamento terapeutico-riabilitativo molto intenso, tanto che negli anni la struttura ha accresciuto il proprio prestigio. Occorre quindi una tempestiva soluzione, non solo perché si rischiano ripercussioni sui lavoratori, ma anche perché è in gioco il futuro di un centro sanitario d'eccellenza».
D'Amico rivendica «la presenza delle organizzazioni sindacali in tutte le trattative. Dovevamo essere informati per primi delle intenzioni della proprietà al fine di garantire la salvaguardia dei lavoratori».
Un clima di incertezza, dunque, appesantito da un procedimento disciplinare nei confronti di due lavoratrici, da parte un amministratore, «che vìola - secondo la Fp-Cgil - quanto stabilito dalla contrattazione collettiva e dalla legge», oltre che dal mancato pagamento a 13 lavoratori (su 15 richiedenti) del Tfr, bloccato a causa di divergenze tra gli amministratori della società.
«L'anticipazione del Tfr - sottolinea il segretario della Fp-Cgil -, in un momento di crisi, è una richiesta legittima, uno spiraglio per far fronte a spese indifferibili».
10/08/2014 | 3696 letture | 0 commenti
Cerca nel sito
Eventi
Articoli
RUBRICHE | Fisco e Finanza
25/01/2018 | 15126 letture
di C.B.
RUBRICHE | Terza pagina
27/07/2017 | 20853 letture
di M.G.V.
RUBRICHE | Economia
22/01/2017 | 16973 letture
di G.A.
RUBRICHE | Medicina
05/07/2016 | 15807 letture
di C.S.
Informazioni utili
- » Farmacie
- » Trasporti
- » Associazioni
Conferimento rifiuti
Newsletter
La città e la sua gente
- » Storia
- » Personaggi
- » Emigrati
Meteo
Le previsioni per i prossimi 7 giorni a Vizzini.
Per i dettagli clicca qui.
Per i dettagli clicca qui.
Collabora e segnala
Vuoi segnalare un problema di cui InfoVizzini.it dovrebbe occuparsi?
Ti piacerebbe diventare uno dei nostri collaboratore?
Stai organizzando un evento?
Desideri inviarci una foto o un video su Vizzini?






