Cronaca
Kalatambiente, manette per ex presidente e altri tre
Per la Procura etnea truffa da milioni di euro ai Comuni
Per la Procura etnea truffa da milioni di euro ai Comuni
La Procura distrettuale della Repubblica presso il Tribunale di Catania ha disposto
una serie di provvedimenti di custodia cautelare e obbligo di dimora a carico dell'ex presidente di Kalatambiente
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La Procura distrettuale della Repubblica presso il Tribunale di Catania ha disposto
una serie di provvedimenti di custodia cautelare e obbligo di dimora a carico dell'ex presidente di Kalatambiente
S.p.a. (oggi trasformata in S.r.r.) e di altri sette (alcuni dei quali oggi in servizio presso altre realtà lavorative) tra dipendenti dell'attuale
società, di quella in liquidazione, nonché delle ditte appaltatrici Agesp S.p.a.
e Aimeri S.r.l., con l'accusa di traffico e smaltimento illecito di rifiuti, truffa
e frode in pubbliche forniture.
La Procura distrettuale della Repubblica presso il Tribunale di Catania ha disposto
una serie di provvedimenti di custodia cautelare e obbligo di dimora a carico dell'ex presidente di Kalatambiente
S.p.a. (oggi trasformata in S.r.r.) e di altri sette (alcuni dei quali oggi in servizio presso altre realtà lavorative) tra dipendenti dell'attuale
società, di quella in liquidazione, nonché delle ditte appaltatrici Agesp S.p.a.
e Aimeri S.r.l., con l'accusa di traffico e smaltimento illecito di rifiuti, truffa
e frode in pubbliche forniture.
I carabinieri della Compagnia di Palagonia hanno notificato l'avviso di provvedimento
restrittivo, oltre che all'ex presidente Vito "Vittorio" Digeronimo
(originario di Grammichele, attuale commissario del Policlinico di Catania e dirigente
dell'Asp di Siracusa) anche a Salvatore Ilardi, 43 anni, responsabile tecnico
di Kalatambiente S.r.r., Vincenzo Ruggieri, 41 anni, già responsabile flussi
dell'impianto di stabilizzazione di Grammichele, e Salvatore Stracquadanio, 44 anni,
responsabile cantieri di Agesp. Obbligo di dimora nel Comune di residenza e avviso di garanzia, invece, per Alfio Agrifoglio, 59 anni, ex responsabile regionale
di Aimeri, Salvatore Albachiara, 45 anni, dipendente di Agesp, Giuseppe Bufalino,
45 anni, dipendente di Agesp, e Vincenzo Ciffo, 39 anni, funzionario della
vecchia società per azioni Kalatambiente.
Attualmente è in corso la notifica di informazioni di garanzia ad alcuni amministratori locali e dipendenti di Kalatambiente, che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti nell'ato Ct5, di cui fanno parte i 15 Comuni del Calatino.
Secondo la Procura etnea, che ha condotto l'operazione Bad boys (cattivi ragazzi), sarebbe stata attuata una frode da milioni di euro ai danni dei Comuni in cui ha
operato fino a oggi Kalatambiente (tra i quali anche Vizzini) attraverso false
percentuali di raccolta differenziata, che in alcuni casi superavano il 70%.
Le indagini, condotte tramite consulenze tecniche, servizi di osservazione, pedinamenti, intercettazioni audio e riprese video, avrebbero svelato attività illecite negli impianti di compostaggio e trattamento della frazione secca in contrada Poggiarelli, a Grammichele. Qui sarebbero stati trattati e miscelati i rifiuti per far "sparire" le tracce della frazione indifferenziata, unendola al compost poi venduto agli imprenditori agricoli, con notevole danno per l'ambiente e le persone.
Il meccanismo avrebbe permesso l'aumento del costo di raccolta e conferimento negli impianti, in virtù delle alte percentuali di differenziata, e un notevole aggravio per le casse dei Comuni, già soggetti a una forte esposizione debitoria nei confronti di Kalatambiente. Sotto la lente d'ingrandimento sono finiti anche servizi fatturati ma in realtà mai forniti.
"TERREMOTO" KALATAMBIENTE L'ex presidente Digeronimo e l'impianto di trattamento dei rifiuti in contrada Poggiarelli, a Grammichele.
Attualmente è in corso la notifica di informazioni di garanzia ad alcuni amministratori locali e dipendenti di Kalatambiente, che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti nell'ato Ct5, di cui fanno parte i 15 Comuni del Calatino.
Secondo la Procura etnea, che ha condotto l'operazione Bad boys (cattivi ragazzi), sarebbe stata attuata una frode da milioni di euro ai danni dei Comuni in cui ha
Alterate le reali percentuali di raccolta differenziata nei Comuni
Le indagini, condotte tramite consulenze tecniche, servizi di osservazione, pedinamenti, intercettazioni audio e riprese video, avrebbero svelato attività illecite negli impianti di compostaggio e trattamento della frazione secca in contrada Poggiarelli, a Grammichele. Qui sarebbero stati trattati e miscelati i rifiuti per far "sparire" le tracce della frazione indifferenziata, unendola al compost poi venduto agli imprenditori agricoli, con notevole danno per l'ambiente e le persone.
Il meccanismo avrebbe permesso l'aumento del costo di raccolta e conferimento negli impianti, in virtù delle alte percentuali di differenziata, e un notevole aggravio per le casse dei Comuni, già soggetti a una forte esposizione debitoria nei confronti di Kalatambiente. Sotto la lente d'ingrandimento sono finiti anche servizi fatturati ma in realtà mai forniti.
10/05/2013 | 2772 letture | 0 commenti
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