Lavoro
Mozione alla Camera, posti al Cara di nuovo a rischio
Operatori in agitazione, la Cgil pronta allo sciopero
Operatori in agitazione, la Cgil pronta allo sciopero
I deputati chiedono di proseguire «nel ridimensionamento della struttura»,
che comporterebbe una inevitabile contrazione dei livelli occupazionali. Il destino
del centro d'accoglienza sembra tracciato.
La tregua, legata a un "sold out" di migranti che garantisce posti di
lavoro, è durata solo alcuni mesi. Al Cara di Mineo, da ieri, si è tornato a
parlare di livelli occupazionali a rischio. A far scattare l'allarme è stata la
mozione di maggioranza votata alla Camera, che impegna il governo «a ridurre
progressivamente le presenze all'interno del centro di Mineo, proseguendo nel
ridimensionamento della struttura avviato dopo il commissariamento» e «ad
escludere l'ipotesi di adibire il Cara alla funzione di hotspot compatibilmente
con lo sviluppo dei flussi».
Albanella: «Processo inevitabile» – Uno scenario meno dirompente
rispetto alle mozioni con le quali si chiedeva una chiusura immediata del centro
di contrada Cucinella, ma che preoccupa ugualmente i tesserati della Filcams Cgil
in servizio per la cooperativa La Cascina, da ieri in stato di agitazione.
Sono circa 40 i dipendenti che, con due turni giornalieri, confezionano 5.000
pasti e gestiscono il punto ristorazione per colazione, pranzo e cena. Il responsabile
della segreteria di Caltagirone dell'organizzazione sindacale, Francesco D'Amico,
ha già chiesto un incontro con i rappresentanti del consorzio che gestisce l'ex
Residence degli aranci e della cooperativa che si occupa della mensa, annunciando
anche che «qualora entro breve tempo non dovessimo ricevere alcun riscontro,
i lavoratori saranno costretti a passare ad azioni di sciopero».
La strada, tuttavia, sembra già tracciata, seppure la tempistica resta incerta. Sul destino del Cara di Mineo pesano gli scandali giudiziari, ai quali si aggiungono le ispezioni della Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema di accoglienza dei migranti, che ha espresso un giudizio ampiamente negativo sul funzionamento della struttura. La chiusura «non è un processo immediato – sottolinea Luisella Albanella, deputata del Pd –, ci verrà un po' di tempo, ma è un processo ormai inevitabile».
Sono circa 40 i dipendenti che, con due turni giornalieri, confezionano 5.000
Il sindacato ha già chiesto un incontro con i rappresentanti del consorzio e con la cooperativa che si occupa della mensa.
La strada, tuttavia, sembra già tracciata, seppure la tempistica resta incerta. Sul destino del Cara di Mineo pesano gli scandali giudiziari, ai quali si aggiungono le ispezioni della Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema di accoglienza dei migranti, che ha espresso un giudizio ampiamente negativo sul funzionamento della struttura. La chiusura «non è un processo immediato – sottolinea Luisella Albanella, deputata del Pd –, ci verrà un po' di tempo, ma è un processo ormai inevitabile».
07/10/2016 | 3006 letture | 0 commenti
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