Cronaca
Mafia Capitale fa "tremare" i vertici del Cara di Mineo
Nell'inchiesta "bis" politici, funzionari e imprenditori
Nell'inchiesta "bis" politici, funzionari e imprenditori
Stamattina i carabinieri hanno eseguito 44 ordini di custodia cautelare e diverse
perquisizioni in enti e società che gestiscono il redditizio "business dell'accoglienza".
Sono invece 21 gli indagati a piede libero.
Nuova ondata di arresti, perquisizioni e avvisi di garanzia nell'ambito dell'indagine
«Mafia Capitale», partita a dicembre (con 101 indagati e 37 ordini di
custodia cautelare) e approdata oggi alla seconda fase con l'esecuzione, da parte
degli uomini del Reparto operativo speciale dei carabinieri, di altre 44 misure
restrittive e di una vasta acquisizione di documenti nelle sedi delle società,
dei politici e dei funzionari che gestiscono il "business dell'accoglienza"
dei migranti in Sicilia e, in particolare, nel Cara di Mineo.
Il business dei migranti da Roma alla Sicilia - L'operazione del Ros,
scattata all'alba, è stata estesa alle province di Roma, Rieti, Frosinone, L'Aquila,
Catania ed Enna. Nell'ordinanza di custodia cautelare, emessa su richiesta della
Procura distrettuale antimafia di Roma, vengono ipotizzati a vario titolo i reati
di associazione di tipo mafioso, corruzione, turbativa d'asta, false fatturazioni,
trasferimento fraudolento di valori e altro.
In Sicilia occhi puntati sul Cara di Mineo, già al centro di polemiche per il ruolo di Luca Odevaine, finito in carcere a inizio dicembre durante il primo blitz dell'inchiesta. Gli inquirenti puntano a scovare prove di eventuali illeciti nell'assegnazione a privati di servizi da svolgere all'interno del centro d'accoglienza per migranti che sorge in contrada Cucinella. Sono attualmente 21 gli indagati a piede libero.
Il Cara è al momento gestito dal consorzio «Calatino terra d'accoglienza», composto da 9 Comuni e presieduto dal primo cittadino di Mineo, Anna Aloisi. Alla guida dell'organo politico siede invece il sindaco di Vizzini, Marco Sinatra, eletto presidente dell'assemblea di cui fanno parte tutti i colleghi amministratori comunali, mentre il direttore generale del consorzio è Giovanni Ferrera.
La nota della Procura di Catania sul Cara - «L'attività di indagine è finalizzata a verificare se gli appalti per la gestione del Cara siano stati strutturati dal soggetto attuatore al fine di favorire l'Ati condotta dalla cooperativa catanese Sisifo, così come emerso anche nelle indagini della Procura di Roma, con
la quale è costante il coordinamento delle indagini». È quanto specificato
in una nota della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania (che
collabora con i colleghi romani), con la quale è stato reso noto che gli inquirenti
hanno effettuato oggi «molteplici perquisizioni» nella provincia etnea.
I carabinieri si sarebbero presentati stamani negli uffici del consorzio Sol.Calatino,
una delle imprese che opera presso il Cara di Mineo, e dell'ex Provincia regionale
di Catania (il cui ultimo presidente è stato Giuseppe Castiglione). Controlli
anche presso la sede romana della cooperativa La Cascina, altra società dell'associazione
temporanea d'imprese del Cara menenino.
La "retromarcia" di Zappalà e Petta - Intanto il consorzio «Calatino terra d'accoglienza» starebbe per perdere i primi "pezzi". Sembra che Franco Zappalà, sindaco di Ramacca, e Giovanni Petta, primo cittadino
di San Michele di Ganzaria, siano intenzionati a uscire ufficialmente dall'associazione
di Comuni subetrata al commissario straordinario Giuseppe Castiglione nella gestione
del centro d'accoglienza di Mineo. I due amministratori, già da tempo su posizioni
distanti da quelle dei colleghi, non avrebbero infatti "digerito" la
decisione del direttore generale, Giovanni Ferrera, di confermare l'appalto triennale
da quasi 100 milioni di euro ritenuto irregolare dall'Autorità nazionale anticorruzione.
Occhi puntati sul Cara di Mineo e sugli appalti milionari per la gestione del centro d'accoglienza.
In Sicilia occhi puntati sul Cara di Mineo, già al centro di polemiche per il ruolo di Luca Odevaine, finito in carcere a inizio dicembre durante il primo blitz dell'inchiesta. Gli inquirenti puntano a scovare prove di eventuali illeciti nell'assegnazione a privati di servizi da svolgere all'interno del centro d'accoglienza per migranti che sorge in contrada Cucinella. Sono attualmente 21 gli indagati a piede libero.
Il Cara è al momento gestito dal consorzio «Calatino terra d'accoglienza», composto da 9 Comuni e presieduto dal primo cittadino di Mineo, Anna Aloisi. Alla guida dell'organo politico siede invece il sindaco di Vizzini, Marco Sinatra, eletto presidente dell'assemblea di cui fanno parte tutti i colleghi amministratori comunali, mentre il direttore generale del consorzio è Giovanni Ferrera.
La nota della Procura di Catania sul Cara - «L'attività di indagine è finalizzata a verificare se gli appalti per la gestione del Cara siano stati strutturati dal soggetto attuatore al fine di favorire l'Ati condotta dalla cooperativa catanese Sisifo, così come emerso anche nelle indagini della Procura di Roma, con
Perquisizioni nella sede del consorzio Sol.Calatino e dell'ex Provincia regionale di Catania.
La "retromarcia" di Zappalà e Petta - Intanto il consorzio «Calatino terra d'accoglienza» starebbe per perdere i primi "pezzi". Sembra che Franco Zappalà, sindaco di Ramacca, e Giovanni Petta, primo cittadino
I sindaci "ribelli" pronti a uscire dal consorzio di Comuni.
04/06/2015 | 3195 letture | 0 commenti
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