Cronaca
«La gara d'appalto per il Cara di Mineo è illegittima»
L'Autorità nazionale anticorruzione invia atti in Procura
L'Autorità nazionale anticorruzione invia atti in Procura
Raffaele Cantone boccia, senza troppi giri di parole, le scelte del consorzio
di Comuni «Calatino terra d'accoglienza» sulla mega gara da 97 milioni
di euro, viziata da «assenza di concorrenza e di convenienza».
«La gara d'appalto per la gestione del Cara di Mineo è illegittima».
A dirlo, questa volta, non sono oppositori politici o contestatori del mega
centro d'accoglienza di contrada Cucinella. Il giudizio, messo nero su bianco
lo scorso 25 febbraio, porta in calce la firma di Raffaele Cantone, il magistrato che
presiede l'Autorità nazionale anticorruzione e che ha trasmesso alle Procure della
Repubblica competenti una relazione di 13 pagine sulla procedura con la quale
sono stati affidati 97 milioni di euro di servizi, lavori e forniture.
Le violazioni - Secondo l'Anac, che si è espressa in relazione alla richiesta di parere presentata
dalla Cot - la cooperativa esclusa dal bando pubblicato dal consorzio di Comuni
«Calatino terra d'accoglienza», di cui fa parte anche Vizzini -, sono stati violati «i principi
di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza e
proporzionalità», scegliendo di appaltare «con un'unica procedura e
a un unico operatore economico una pluralità di attività eterogenee (lavori,
servizi e forniture), senza valutare di procedere attraverso una suddivisione
per lotti».
Cantone contesta anche la scelta di non specificare nel capitolato di gara i costi
dei singoli servizi, dei lavori e delle forniture, oltre a quella di non indicare
esplicitamente l'ammontare dell'iva.
Illegittima è stata ritenuta, inoltre, anche «la clausola che riferisce il fatturato richiesto rispetto a un complesso di prestazioni contrattuali eterogenee, in assenza dell'indicazione di importi a base d'asta riferiti alle diverse attività». Il bando, infatti, richiedeva ai partecipanti un fatturato di 47 milioni di euro nel triennio.
Le violazioni contestate dal Consiglio dell'Anac concorrerebbero, secondo i magistrati, a configurare una «assenza di concorrenza e di convenienza per la stazione appaltante, dimostrata dal fatto che vi è stato un solo concorrente che ha partecipato alla procedura (il gestore uscente), cui è stato aggiudicato l'appalto con un ribasso molto ridotto pari a 1,00671% sul prezzo». Nonostante uno "sconto" così basso, il consorzio, «pur avendone la facoltà», non ha «valutato di non procedere all'aggiudicazione per il caso che nessuna offerta risultasse conveniente».
Trenta giorni per agire - La relazione del Consiglio presieduto da Cantone è stata trasmessa a Giovanni Ferrera, direttore del consorzio «Calatino terra d'accoglienza», nonché responsabile del procedimento di gara, e alla cooperativa capofila del raggruppamento di imprese che si è aggiudicato l'appalto. I destinatari avranno adesso 30 giorni di tempo per assumere provvedimenti "riparatori", ma potranno comunque presentare «ricorso giurisdizionale» contro il parere dell'Anac.
Cantone contesta anche la scelta di non specificare nel capitolato di gara i costi
L'appalto, secondo Cantone, andava spezzettato in più lotti, suddivisi per lavori, servizi e forniture.
Illegittima è stata ritenuta, inoltre, anche «la clausola che riferisce il fatturato richiesto rispetto a un complesso di prestazioni contrattuali eterogenee, in assenza dell'indicazione di importi a base d'asta riferiti alle diverse attività». Il bando, infatti, richiedeva ai partecipanti un fatturato di 47 milioni di euro nel triennio.
Le violazioni contestate dal Consiglio dell'Anac concorrerebbero, secondo i magistrati, a configurare una «assenza di concorrenza e di convenienza per la stazione appaltante, dimostrata dal fatto che vi è stato un solo concorrente che ha partecipato alla procedura (il gestore uscente), cui è stato aggiudicato l'appalto con un ribasso molto ridotto pari a 1,00671% sul prezzo». Nonostante uno "sconto" così basso, il consorzio, «pur avendone la facoltà», non ha «valutato di non procedere all'aggiudicazione per il caso che nessuna offerta risultasse conveniente».
Trenta giorni per agire - La relazione del Consiglio presieduto da Cantone è stata trasmessa a Giovanni Ferrera, direttore del consorzio «Calatino terra d'accoglienza», nonché responsabile del procedimento di gara, e alla cooperativa capofila del raggruppamento di imprese che si è aggiudicato l'appalto. I destinatari avranno adesso 30 giorni di tempo per assumere provvedimenti "riparatori", ma potranno comunque presentare «ricorso giurisdizionale» contro il parere dell'Anac.
05/03/2015 | 2379 letture | 0 commenti
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