Cronaca
Sprar, «sospensione cautelativa» per due operatori
Ma per la Fp-Cgil il provvedimento risulta «infondato»
Ma per la Fp-Cgil il provvedimento risulta «infondato»
Ancora un "botta e risposta" tra sindacato e gestori del centro di accoglienza
per migranti, scaturito da una decisione dei vertici delle cooperative «Il
Sorriso» e «San Francesco» nei confronti di due dipendenti.
Nuova "puntata" delle vicende che, nelle scorse settimane, hanno contrapposto
la Fp-Cgil del Calatino ai gestori del progetto Sprar per l'accoglienza dei migranti,
di cui è titolare il Comune di Vizzini. A richiamare l'attenzione del sindacato
è stata la decisione di sospendere temporaneamente i due lavoratori (dipendenti
dalle cooperative «Il Sorriso» e «San Francesco», entrambe
affiliate al consorzio Sol.Calatino) vittime delle presunte aggressioni da parte
di ospiti della struttura di contrada Albanicchi.
Secondo il segretario Francesco D'Amico ci sarebbero «irregolarità
nell'applicazione dei provvedimenti disciplinari ai dipendenti» dovute a
«codice non affisso, assenza di audizione dei lavoratori e mancata sospensione
delle misure a seguito della richiesta di conciliazione e arbitrato».
Nel chiedere la revoca immediata del provvedimento «infondato», il sindacato ha diffidato i presidenti delle due cooperative affinché ponessero fine «all'atteggiamento gravemente lesivo della legge e ingiustamente vessatorio».
La Cgil, che si è detta «disponibile a un dialogo e a un percorso costruttivo per risolvere la vertenza», denuncia una «chiusura totale della cooperativa, prosecuzione del percorso unilaterale e violazione normativa in materia di lavoro».
Secca la risposta delle parti chiamate in causa. «Non si tratta assolutamente di provvedimenti di natura disciplinare - replica Francesca Gilistro, presidente della cooperativa "Il Sorriso" -, ma di sospensioni cautelative per verificare e tutelare la sicurezza degli operatori e degli ospiti».
Intanto prosegue lo stato di agitazione dei lavoratori, che reclamano tre mensilità arretrate relative ad agosto, settembre e ottobre.
Nel chiedere la revoca immediata del provvedimento «infondato», il sindacato ha diffidato i presidenti delle due cooperative affinché ponessero fine «all'atteggiamento gravemente lesivo della legge e ingiustamente vessatorio».
La Cgil, che si è detta «disponibile a un dialogo e a un percorso costruttivo per risolvere la vertenza», denuncia una «chiusura totale della cooperativa, prosecuzione del percorso unilaterale e violazione normativa in materia di lavoro».
Secca la risposta delle parti chiamate in causa. «Non si tratta assolutamente di provvedimenti di natura disciplinare - replica Francesca Gilistro, presidente della cooperativa "Il Sorriso" -, ma di sospensioni cautelative per verificare e tutelare la sicurezza degli operatori e degli ospiti».
Intanto prosegue lo stato di agitazione dei lavoratori, che reclamano tre mensilità arretrate relative ad agosto, settembre e ottobre.
15/11/2014 | 2996 letture | 0 commenti
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