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Politica
Ultimi "botti", pienone in piazza per i comizi senza "big"
Caccia agli indecisi, dal palco volano accuse reciproche
Cala il sipario su una campagna elettorale partita in sordina e terminata con i toni "infuocati" dei due comizi che, venerdì sera, hanno preceduto l'obbligo di silenzio scattato a m...
Cala il sipario su una campagna elettorale partita in sordina e terminata con i toni "infuocati" dei due comizi che, venerdì sera, hanno preceduto l'obbligo di silenzio scattato a mezzanotte. Sul palco di piazza Umberto I, però, nessun "big" della politica regionale e nazionale a sostenere le due liste e spazio riservato esclusivamente ai candidati. Che non se le sono mandate a dire.
Cala il sipario su una campagna elettorale partita in sordina e terminata con i toni "infuocati" dei due comizi che, venerdì sera, hanno preceduto l'obbligo di silenzio scattato a mezzanotte. Sul palco di piazza Umberto I, però, nessun "big" della politica regionale e nazionale a sostenere le due liste e spazio riservato esclusivamente ai candidati. Che non se le sono mandate a dire.
[Foto: folla comizi]
ULTIMI COMIZI Piazza piena per la chiusura della campagna elettorale.
Il comizio di Sinatra - Primo turno assegnato per sorteggio alla lista di Sinatra. Come prevedibile, è Vito Cassone a prendere la parola. Il consigliere uscente in quota Pd decide di non usare mezzi termini e definisce «profughi politici, zavorra per l'amministrazione Cortese» i tre dissidenti passati all'opposizione. Cassone pone l'accento sulle contraddizioni interne al Mpa, sulle commissioni d'inchiesta sul centro per rifugiati, sulla relazione dell'ispettore Messina e, ancora una volta, sul mancato riconoscimento del barocco vizzinese, da parte dell'Unesco, ai tempi della sindacatura Li Volti. La piazza si infiamma quando l'esponente dei democratici fa riferimento alla lista avversaria definendola come «il cast di un film di Antonio Albanese, con Ciccio La Qualunque che lo vedeva promettere, promettere, promettere, senza mantenere». «I soliti baroni della politica - aggiunge Cassone - ci mettono la faccia perché ce l'hanno stagnata». Finale senza sconti per il consigliere "fedelissimo" di Cortese, che invita Villardita a dire pubblicamente «chi nella tua compagine è candidato pur avendo procedimenti penali in corso e procedimenti per evasione per centinaia e centinaia di migliaia di euro. Meglio un salto nel buoio con questi giovani che un suicidio assistito con i vecchi che stanno dall'altra parte».
Nell'ultimo comizio da sindaco, Vito Cortese "smonta" il volantino distribuito nelle ultime e firmato Di Benedetto. «Mi sono rivolto a un avvocato per difendere la comunita di Vizzini - spiega il primo cittadino -, non il segretario, che nn c'entra niente, e ho pagato con i miei soldi». Stesso "bersaglio" per l'argomento Prg: «Non è possibile che una comunità debba aspettare i comodi di questo signore e della combriccola. Loro hanno sempre chiesto contro Vizzini e hanno fermato tutto quello che potevano fermare. Dovevano fare la caccia all'uomo, la caccia a me che nn ho dato gli spazi da utilizzare contro la nostra comunità».
«Non c'e bisogno che sia io a dire chi sono quelle persone». La scelta di Sinatra è quella di riservare il suo ultimo discorso dal palco ai progetti della sua lista. L'architetto parla di agricoltura, viabilita rurale, finanziamenti legati al Gal, ospitalità, operai forestali, fotovoltaico, parcheggi, zona industriale a Vizzini Scalo e, soprattutto, della "trasversalità" politica grazie alla quale ha allacciato rapporti anche con esponenti del regionali del Mpa. «Vi chiedo di stare vicino a un progetto - conclude Sinatra -, la dignità non è in vendita con un televisore o con una lavatrice, il voto deve essere frutto di un giudizio politico. Se non riesco in due anni a dare i primi segnali tangibili, ce ne andiamo a casa con tutta la squadra. Metterò la mia indennita a disposizione della gente, non prenderò un euro perché la politica è servizio. Grazie Vito (Cortese n.d.r.) per quello che hai fatto».

Il comizio di Villardita - Ancora una volta spazio alle donne in apertura del comizio della lista Insieme per ripartire. Questa volta tocca a Rosalba Li Rosi, che sottolinea come «a sentire i nostri avversari la peristalsi è stata forte». Poi aggiunge: «Abbiamo fatto 20 passi indietro per stare tutti assieme». La candidata del Mpa non trattiene le lamentele sul trattamento ricevuto dall'associazione Vizzinesi nel mondo, di cui è presidente. «Chi puo promettere oggi posti di lavoro - conclude la Li Rosi - è un cretino o una cretina. Noi vi preghiamo, per voi e per la nostra Vizzini, di votare prima Franco Villardita e poi noi candidati».
La risposta a Cortese sul volantino firmato da Di Benedetto arriva dal diretto interessato, che ne ribadisce i contenuti e aggiunge: «Io non denuncio lui perché non amo fare la guerra con nessuno». Parla di confronto delle idee, attacca Cortese e più volte ripete un «io non ci sto» mutuato da quello più celebre pronunciato da Oscar Luigi Scalfaro nel 1993.
Di concetto e principio di libertà, di unità laica o cristiana del popolo, parla invece Antonio La Rosa. Che poi attacca la sezione locale del Partito democratico per aver prima «deliberato all'unanimità di indire le elezioni primare, e Giulio Cesare ha pensato bene di schiaffeggiare l'intera classe dirigente di quel partito». La Rosa difende il ragioniere Tomasello, parla di bilancio, di legalità, e chiede agli avversari di abbassare i toni. Auspicio difficile, perché dopo di lui prende la parola ancora una volta Pippo Li Volti, un altro che sempre pronto a dire la sua senza risparmiarsi. Parla di «accuse gratuite» l'ex sindaco, di debiti e della vicenda legata ai rimborsi richiesti dall'ex vice sindaco Luigi Bianco.
«Non ho potuto fare a meno di sentire lo schifo e il veleno sputato da questo palco, avrei voluto rispondere ma nn rispondo a nessuno». Niente repliche da parte di Villardita alla precedente richiesta di Cassone. «Solo invettive, niente progetti» sottolinea il candidato a sindaco. «Cortese - aggiunge - doveva dimettersi quando ha perso la maggioranza». Le ultime battute sono per i propopsiti e l'appello al voto. «Vogliamo ripopolare Vizzini» spiega Villardita. «Non possiamo accettare queste critiche - sottolinea in conclusione l'avvocato - di basso conto e di basso tenore. Noi vi offriamo il cambiamento con il cuore in mano. Vizzini si trova a un bivio, chi vi offre una proposta politica concreta e fattibile, un programma serio e costruttivo, e chi non ha fornito una sola motivazione per continuarli a votare».

Gli ultimi applausi e la piazza che si svuota lentamente. Cala il "sipario". Soltanto lunedì sera sarà possibile valutare l'efficacia dei 6 comizi e di una campagna elettorale comunque "anomala".
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05/05/2012 | 2373 letture | 0 commenti
di R.I.
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