Cronaca
Kalat Impianti, sottoterra circa 5 milioni di kg di rifiuti
"Tappeto" di plastica usata largo 1,5 ettari e alto 50 cm
"Tappeto" di plastica usata largo 1,5 ettari e alto 50 cm
Emergono i dettagli della vicenda legata al sequestro di quattro siti per inquinamento
nell'impianto di contrada Poggiarelli. La bonifica costerà il doppio dei soldi
"risparmiati" per la discarica.
Un enorme "tappeto" largo 15mila metri quadrati e alto 50 centimetri,
interamente formato da plastica usata. Una vera e propria discarica abusiva
occultata nell'area di uno degli impianti per la raccolta differenziata più volte
indicato come modello per i processi di recupero degli scarti. Dopo il sequestro
effettuato dal Corpo forestale, emergono i dettagli legati alla vicenda che ha
coinvolto Kalat Impianti e per la quale ci sono al momento due indagati dalla
Procura della Repubblica del Tribunale di Caltagirone.
La scoperta durante lavori di scerbatura – A chiarire l'accaduto è
direttamente Kalat Ambiente, la società pubblica che controlla interamente Kalat
Impianti, incaricata di gestire il sito di contrada Poggiarelli, a Grammichele.
«L'amministratore unico della società controllata Kalat Impianti srl – si legge in una nota –, ing. Antonino Romano, aveva informato, a fine maggio, il presidente di Kalat Ambiente Srr, ing. Salvatore Cocina del ritrovamento, a seguito della esecuzione di lavori di scerbamento del terreno ai fini antincendio, di rifiuto interrato nell'area a verde. Lo stesso ing. Cocina si è recato sul luogo riscontrando, in una trincea di scavo all'uopo eseguita nell'area, quanto riferito.
L'ing. Romano ha pertanto sporto segnalazione in data 3 giugno al Nucleo operativo
di Catania del Corpo forestale. A seguito della segnalazione, in data 14 giugno
2016, il Nucleo operativo della Forestale di Catania e l'Arpa di Catania hanno
eseguito un sopralluogo e dei campionamenti del terreno, confermando quanto
segnalato».
La scoperta è di quelle sconcertanti. «È stato accertato – spiega ancora il comunicato – che un'area di terreno destinata a verde, estesa quasi un ettaro e mezzo, è stata riempita da uno strato di rifiuti di spessore circa 50 cm, ricoperto da uno strato di compost di circa 20 cm. Il rifiuto interrato consiste prevalentemente di materia plastica costituente scarto del processo di lavorazione del rifiuto organico, pertanto esso doveva essere smaltito in discarica e non poteva essere interrato. Il materiale di rifiuto ammonterebbe a circa 7.500 mc e circa 5.000 tonnellate di peso ed avrebbe avuto un costo di smaltimento di circa 400 mila euro. L'epoca dei fatti non è, allo stato attuale, determinato ma non appare recente e cioè ascrivibile all'attuale gestione».
Per ripulire l'area serviranno 800mila euro – «I vertici delle due società pubbliche – prosegue la nota –, Kalat Ambiente Srr e Kalat Impianti, hanno tenuto fino ad oggi il doveroso riserbo sui fatti, anche per non influenzare in alcun modo il concomitante periodo elettorale, pur tenendo informati i sindaci del Consiglio di amministrazione e quelli del Controllo analogo e i vertici della Regione. Venuto a conoscenza dei fatti, il presidente Crocetta, in considerazione della gravità dei fatti, si è recato sui luoghi per rendersi conto personalmente di quanto venuto alla luce e per esprimere vicinanza agli amministratori delle
due società pubbliche, che hanno accertato e segnalato la vicenda, nonché ai
sindaci ed alla comunità del Calatino, parte lesa della vicenda».
La bonifica, adesso, costerà il doppio dei soldi "risparmiati" per la discarica. «Oltre al danno ambientale al territorio – si precisa – e di immagine alla società pubblica Kalat Ambiente, appare notevole il danno economico, in quanto bisognerà provvedere alla bonifica e alla sistemazione dell'area; il costo presunto complessivo a potrebbe superare gli 800 mila euro a carico dei 15 Comuni di Kalat Ambiente Srr e quindi dei contribuenti del Calatino. L'ing. Cocina e l'avv. Franco Tambone per Kalat Ambiente Srr hanno già provveduto, in data 5 luglio, a presentare alla Procura della Repubblica di Caltagirone formale e sostanziale querela contro ignoti con riserva di costituirsi parte civile nell'istaurando procedimento penale».
Il servizio, tuttavia, non subirà interruzioni. «Kalat Impianti srl – conclude il comunicato – rassicura tutti gli operatori che gli impianti societari di compostaggio e di selezione del secco di contrada Poggiarelli in Grammichele sono regolarmente aperti ai conferimenti e le attività procedono regolarmente nel pieno rispetto delle prescrizioni di legge. Kalat Ambiente SRR e Kalat Impianti esprimono plauso per l'azione tempestiva della Procura di Caltagirone e per i qualificati accertamenti del Nucleo operativo provinciale di Catania del Corpo forestale della Regione siciliana e dell'Arpa di Catania e ringraziano il presidente della Regione siciliana per la vicinanza manifestata».
«L'amministratore unico della società controllata Kalat Impianti srl – si legge in una nota –, ing. Antonino Romano, aveva informato, a fine maggio, il presidente di Kalat Ambiente Srr, ing. Salvatore Cocina del ritrovamento, a seguito della esecuzione di lavori di scerbamento del terreno ai fini antincendio, di rifiuto interrato nell'area a verde. Lo stesso ing. Cocina si è recato sul luogo riscontrando, in una trincea di scavo all'uopo eseguita nell'area, quanto riferito.
Secondo le prime ipotesi, si tratterebbe di una discarica abusiva risalente a diverso tempo fa, ricoperta da 20 cm di compost.
La scoperta è di quelle sconcertanti. «È stato accertato – spiega ancora il comunicato – che un'area di terreno destinata a verde, estesa quasi un ettaro e mezzo, è stata riempita da uno strato di rifiuti di spessore circa 50 cm, ricoperto da uno strato di compost di circa 20 cm. Il rifiuto interrato consiste prevalentemente di materia plastica costituente scarto del processo di lavorazione del rifiuto organico, pertanto esso doveva essere smaltito in discarica e non poteva essere interrato. Il materiale di rifiuto ammonterebbe a circa 7.500 mc e circa 5.000 tonnellate di peso ed avrebbe avuto un costo di smaltimento di circa 400 mila euro. L'epoca dei fatti non è, allo stato attuale, determinato ma non appare recente e cioè ascrivibile all'attuale gestione».
Per ripulire l'area serviranno 800mila euro – «I vertici delle due società pubbliche – prosegue la nota –, Kalat Ambiente Srr e Kalat Impianti, hanno tenuto fino ad oggi il doveroso riserbo sui fatti, anche per non influenzare in alcun modo il concomitante periodo elettorale, pur tenendo informati i sindaci del Consiglio di amministrazione e quelli del Controllo analogo e i vertici della Regione. Venuto a conoscenza dei fatti, il presidente Crocetta, in considerazione della gravità dei fatti, si è recato sui luoghi per rendersi conto personalmente di quanto venuto alla luce e per esprimere vicinanza agli amministratori delle
I 15 Comuni soci di Kalat Ambiente dovranno adesso sborsare le somme necessarie per la bonifica dei siti inquinati.
La bonifica, adesso, costerà il doppio dei soldi "risparmiati" per la discarica. «Oltre al danno ambientale al territorio – si precisa – e di immagine alla società pubblica Kalat Ambiente, appare notevole il danno economico, in quanto bisognerà provvedere alla bonifica e alla sistemazione dell'area; il costo presunto complessivo a potrebbe superare gli 800 mila euro a carico dei 15 Comuni di Kalat Ambiente Srr e quindi dei contribuenti del Calatino. L'ing. Cocina e l'avv. Franco Tambone per Kalat Ambiente Srr hanno già provveduto, in data 5 luglio, a presentare alla Procura della Repubblica di Caltagirone formale e sostanziale querela contro ignoti con riserva di costituirsi parte civile nell'istaurando procedimento penale».
Il servizio, tuttavia, non subirà interruzioni. «Kalat Impianti srl – conclude il comunicato – rassicura tutti gli operatori che gli impianti societari di compostaggio e di selezione del secco di contrada Poggiarelli in Grammichele sono regolarmente aperti ai conferimenti e le attività procedono regolarmente nel pieno rispetto delle prescrizioni di legge. Kalat Ambiente SRR e Kalat Impianti esprimono plauso per l'azione tempestiva della Procura di Caltagirone e per i qualificati accertamenti del Nucleo operativo provinciale di Catania del Corpo forestale della Regione siciliana e dell'Arpa di Catania e ringraziano il presidente della Regione siciliana per la vicinanza manifestata».
06/07/2016 | 4838 letture | 0 commenti
di R.I.
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