Cronaca
Operaio folgorato, si indaga su cause e responsabilità
Ieri lungo sopralluogo di carabinieri, Asp ed Enel
Ieri lungo sopralluogo di carabinieri, Asp ed Enel
"Lente d'ingrandimento" sul rispetto della normativa in materia di
sicurezza sul lavoro e sulla posizione della vittima. Per i funerali bisognerà
attendere la restituzione della salma.
Sarà la magistratura, con il supporto di inquirenti e tecnici, a stabilire eventuali
responsabilità nella morte di Angelo Pepi, l'operaio 53enne originario di Licodia
Eubea rimasto folgorato nel tardo pomeriggio di lunedì mentre si trovava su un
cestello elevatore in contrada Campo Liberto, nei pressi di Vizzini Scalo.
Probabile l'esame autoptico – Secondo le prime ricostruzioni, l'uomo stava effettuando
la potatura di alcuni alberi e avrebbe accidentalmente tranciato con una motosega
i cavi aerei della linea elettrica ad alta tensione, dalla quale poi è partita
la scossa mortale da 20mila volt. Inutile l'intervento dei soccorsi.
I dettagli di quanto accaduto, tuttavia, sono ancora al vaglio dei carabinieri, che svolgono le indagini per conto della Procura della Repubblica del Tribunale
di Caltagirone. Ieri pomeriggio i militari dell'Arma si sono recati sul luogo in
cui è morto Pepi, accompagnati da personale dell'Asp e da tecnici dell'Enel. Il
lungo sopralluogo mira a ricostruire le cause dell'incidente, ma al vaglio degli
inquirenti c'è anche il rispetto della normativa in materia di sicurezza sul lavoro
e la posizione dell'operaio morto.
In un incidente simile, a poca distanza da contrada Campo Liberto, nel 2010 aveva perso la vita un 26enne di Palagonia, folgorato dal contatto accidentale tra un'autopompa per la posa del calcestruzzo e i cavi dell'alta tensione.
Il cadavere del 53enne, intanto, è stato trasportato all'obitorio dell'ospedale «Gravina» di Caltagirone, dove resta a disposizione della magistratura. È probabile che la Procura disponga l'esame autoptico. Per la data dei funerali, quindi, bisognerà attendere la restituzione della salma alla famiglia.
Rabbia e dolore sui social networks – Ancora scossa dalla notizia, la comunità di Licodia Eubea si interroga adesso sulla tragedia. Come quasi sempre, ormai, accade in questi casi, il dolore di chi conosceva la vittima viene sfogato in rete e, in particolare, sui social
networks. «Si rimane sempre più impotenti – scrive Vania –, sempre più
scioccati, sempre più inutili di fronte al destino crudele che qualcuno più potente
di noi ci ha assegnato». Anche Silvana non nasconde la rabbia per l'assurda
tragedia e si domanda «se bisogna morire per lavorare. I nostri politici
lo sanno questo? La gente che lavora per pochi soldi – conclude amareggiata –
perde anche la vita».
Clara ricorda Angelo Pepi come «un uomo meraviglioso, gentile e sempre disponibile per gli altri. Una persona che si faceva in quattro per la sua famiglia, veramente una persona di grande cuore», mentre un collega del settore forestale, Francesco, lo definisce «un grande amico, una bravissima persona».
I dettagli di quanto accaduto, tuttavia, sono ancora al vaglio dei carabinieri, che svolgono le indagini per conto della Procura della Repubblica del Tribunale
La salma di Pepi è stata portata all'obitorio dell'ospedale di Caltagirone.
In un incidente simile, a poca distanza da contrada Campo Liberto, nel 2010 aveva perso la vita un 26enne di Palagonia, folgorato dal contatto accidentale tra un'autopompa per la posa del calcestruzzo e i cavi dell'alta tensione.
Il cadavere del 53enne, intanto, è stato trasportato all'obitorio dell'ospedale «Gravina» di Caltagirone, dove resta a disposizione della magistratura. È probabile che la Procura disponga l'esame autoptico. Per la data dei funerali, quindi, bisognerà attendere la restituzione della salma alla famiglia.
Rabbia e dolore sui social networks – Ancora scossa dalla notizia, la comunità di Licodia Eubea si interroga adesso sulla tragedia. Come quasi sempre, ormai, accade in questi casi, il dolore di chi conosceva la vittima viene sfogato in rete e, in particolare, sui social
Il ricordo della vittima nelle parole degli amici e dei conoscenti.
Clara ricorda Angelo Pepi come «un uomo meraviglioso, gentile e sempre disponibile per gli altri. Una persona che si faceva in quattro per la sua famiglia, veramente una persona di grande cuore», mentre un collega del settore forestale, Francesco, lo definisce «un grande amico, una bravissima persona».
13/04/2016 | 5046 letture | 0 commenti
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