Sedute consiliari
Li Volti: «Se il sindaco non si dimette, vado in procura»
Li Rosi fa gruppo con Forza Italia, polemica Sprar
Li Rosi fa gruppo con Forza Italia, polemica Sprar
Il progetto di accoglienza per migranti ancora al centro del dibattito in aula.
Dure critiche dal consigliere di Forza Italia e da Cassone. La frattura in maggioranza
potrebbe avere presto importanti risvolti.
Le questioni legate al Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati
continuano a tenere banco nel Consiglio comunale di Vizzini, che durante l'ultima
seduta, chiamato a discutere la situazione dei lavoratori licenziati, ha affrontato
anche i dettagli dell'appalto con il quale il Comune ha affidato il servizio.
Le perplessità del sindacato – L'argomento è stato introdotto dal segretario
della Fp Cgil di Caltagirone. «Come mai – si è chiesto il sindacalista Francesco
D'Amico – la cooperativa avvia la procedura di licenziamento avendo in corso altri
progetti? Ancora oggi ci sono molti dubbi. Nel protocollo risultano solo 16 lavoratori,
mentre vengono tagliati fuori i 3 del progetto Iris. L'Amministrazione non ha
tenuto conto della mozione del Consiglio comunale. Sembrerebbe che siano rimasti
fuori solo i lavoratori iscritti alla Cgil». Un sospetto, quest'ultimo, al
quale il consigliere Gregorio Palma ha replicato sottolineando che «nessuno
si può permettere il lusso di maltrattare il sindacato».
Da più parti sono giunte critiche per l'assenza in aula dei rappresentanti della Giunta e dei funzionari comunali. «Dopo stasera forse mi dimetterò da consigliere – ha annunciato Pippo Li Volti –, però voglio che a una pentola venga tolto il coperchio». L'esponente di Forza Italia ha puntato il dito contro l'ultimo bando Sprar, definendolo un abito ritagliato «su misura. Abbiamo fatto un bando e abbiamo detto "vince Sol.Calatino". Se domani mattina il nostro sindaco non si dimette – ha poi minacciato –, domani pomeriggio vado alla procura della Repubblica a relazionare su quello che ho detto in questo Consiglio comunale».
Il padrone "mafioso" – «Le mie generazioni – ha invece spiegato Vito Cortese – hanno contribuito a mettere qualche pietruzza per costruire questo paese, mentre c'è stata molta gente che ha approfittato, è cresciuta, ha fatto quello che ha voluto. Io tutto questo non l'ho fatto, quindi sono fortemente amareggiato perchè sono molto a disagio. Gli sproloqui che sento mi danno la misura di chi sono gli interlocutori oggi e questa è una cosa di una tristezza enorme».
Non meno tenere le parole di Vito Cassone. «Chi ha rapporti con quest'ente – ha fatto notare il consigliere del Pd – non può pensare di essere il padrone
"mafioso" e fare ciò che gli conviene. Bisogna aiutarci all'interno
dell'ente per non far capire che chi viene da fuori può spadroneggiare, tranne
che ci sia la volontà di qualcuno di farlo spadroneggiare. La mia non c'è stata
mai». Il vice presidente dell'assise ha poi pronunciato parole che lasciano
intendere prese di posizione nette già a partire dalle prossime sedute.
«Presidente – ha concluso Cassone rivolgendosi a Cortese –, è il momento
di chiarire in maniera formale chi sta da una parte e chi sta dall'altra. Lei in
tante occasioni me ne ha parlato a denti stretti, perché le viene difficile prendere
posizioni particolari, perché aumenterebbe ancora di più l'amarezza di una scelta
forte. È arrivato il momento di certificarlo con un atto politico ben forte,
di cui lei ci porterà a conoscenza nel prossimo incontro».
«Continue e velate dicerie» – Le novità, tuttavia, riguardano anche gli assetti in Consiglio. Rosalba Li Rosi è infatti tornata in gruppo con Pippo Li Volti, spiegandone le motivazioni in apertura di seduta. «Tale
decisione – ha chiarito l'ex esponente del Mpa, adesso di area Dem – scaturisce
dal fatto che la sottoscritta ha ricevuto nella competizione elettorale del 2012
mandato dai propri elettori per rappresentare l'opposizione a questa Amministrazione
comunale. Negli ultimi periodi i miei comportamenti di opposizione costruttiva,
astenendomi o votando alcuni atti, sono stati totalmente travisati, generando
nella pubblica opinione dubbi circa il mio passaggio dai ranghi dell'opposizione
a quelli della maggioranza. Poichè ciò non corrisponde al vero, questa mia dichiarazione
intende porre fine alle continue e velate dicerie. Eventuali nuovi risvolti che
possano fare sorgere dubbi sulla mia condotta o il mio operato non potranno che
essere visti come maldestro tentativo di screditarmi».
Protocollo d'intesa ancora senza firma, una parte dei lavoratori resta a casa.
Da più parti sono giunte critiche per l'assenza in aula dei rappresentanti della Giunta e dei funzionari comunali. «Dopo stasera forse mi dimetterò da consigliere – ha annunciato Pippo Li Volti –, però voglio che a una pentola venga tolto il coperchio». L'esponente di Forza Italia ha puntato il dito contro l'ultimo bando Sprar, definendolo un abito ritagliato «su misura. Abbiamo fatto un bando e abbiamo detto "vince Sol.Calatino". Se domani mattina il nostro sindaco non si dimette – ha poi minacciato –, domani pomeriggio vado alla procura della Repubblica a relazionare su quello che ho detto in questo Consiglio comunale».
Il padrone "mafioso" – «Le mie generazioni – ha invece spiegato Vito Cortese – hanno contribuito a mettere qualche pietruzza per costruire questo paese, mentre c'è stata molta gente che ha approfittato, è cresciuta, ha fatto quello che ha voluto. Io tutto questo non l'ho fatto, quindi sono fortemente amareggiato perchè sono molto a disagio. Gli sproloqui che sento mi danno la misura di chi sono gli interlocutori oggi e questa è una cosa di una tristezza enorme».
Non meno tenere le parole di Vito Cassone. «Chi ha rapporti con quest'ente – ha fatto notare il consigliere del Pd – non può pensare di essere il padrone
L'ala critica della gruppo uscito vittorioso dalle elezioni pronta a un atto politico forte.
«Continue e velate dicerie» – Le novità, tuttavia, riguardano anche gli assetti in Consiglio. Rosalba Li Rosi è infatti tornata in gruppo con Pippo Li Volti, spiegandone le motivazioni in apertura di seduta. «Tale
Li Rosi, ex esponente Mpa ora in area Dem, respinge le critiche dell'opinione pubblica.
06/12/2015 | 3158 letture | 0 commenti
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