Polemiche
Addolorata, divergenze tra parroco e portatori
Don Enzo Mangano: «Rispettare liturgia e dottrina»
Don Enzo Mangano: «Rispettare liturgia e dottrina»
Il sacerdote dispone una nuova collocazione per la statua nella chiesa, mentre i
fedeli invocano la tradizione. Intervengono i carabinieri. Anche la processione
"dimezzata".
Le uniche divise che finora, a memoria di vizzinese, avevano varcato l'ingresso
della chiesa di San Giovanni Battista nei giorni di Pasqua erano quelle rosso
porpora indossate dai portatori del simulacro dell'Addolorata con il Cristo morto.
Giovedì sera, invece, per garantire la massima serenità ed evitare possibili tensioni,
all'interno del tempio c'erano anche quelle dei carabinieri della locale stazione.
Il singolare episodio, che ha stupito non poco i tanti fedeli, sembrerebbe derivare
da divergenze di vedute tra il rettore della parrocchia di San Sebastiano e San
Giovanni Battista, don Enzo Mangano, e i devoti che ogni anno, il Venerdì Santo,
portano in spalla l'antica statua per le vie del paese.
Pare, infatti, che don Enzo avesse dato disposizioni di collocare il simulacro non, come avvenuto sempre negli anni passati, sul lato sinistro della navata centrale, bensì a destra del transetto, in posizione più defilata. Una scelta apparentemente ininfluente, ma mal "digerita" dai portatori, che hanno provato a far cambiare idea al parroco in nome della tradizione. Ma niente da fare.
La processione dell'Addolorata, tuttavia, venerdì sera ha fatto registrare un altro episodio motivo di discussione. Il prete non ha infatti seguito per intero il corteo e, dopo il passaggio in piazza Umberto I, ha atteso il rientro dei fedeli in chiesa.
Interpellato su quanto accaduto, don Enzo Mangano ha provato a chiarire le motivazioni delle sue scelte, «che ho provato a spiegare con molta pazienza - sottolinea il prete - anche ai fedeli nel corso degli ultimi tre anni». Secondo il sacerdote, occorre «rispettare liturgia e dottrina», e quindi la nuova collocazione della statua deriverebbe dalla volontà di "bilanciare" l'attenzione dei fedeli, tutta rivolta verso l'Addolorata (la cui festa, da calendario liturgico, ricade il 15 settembre) anziché verso i simboli che ricordano il Cristo morto, reale "protagonista" del Venerdì Santo.
Alla base della volontà di non seguire per intero la processione c'è invece un mancato accordo con i portatori. Don Enzo aveva proposto infatti di allungare il tragitto, percorrendo via Matteo Agosta e viale Margherita, in cambio di una più rapida discesa della "scalazza", per evitare che un'eccessiva dispersione e distrazione del corteo che attende il simulacro in piazza Umberto I. Ma lo "scambio" non è andato in porto e il rettore della parrocchia di San Sebastiano e San Giovanni Battista ha deciso di attendere in chiesa il rientro della statua.
Pare, infatti, che don Enzo avesse dato disposizioni di collocare il simulacro non, come avvenuto sempre negli anni passati, sul lato sinistro della navata centrale, bensì a destra del transetto, in posizione più defilata. Una scelta apparentemente ininfluente, ma mal "digerita" dai portatori, che hanno provato a far cambiare idea al parroco in nome della tradizione. Ma niente da fare.
La processione dell'Addolorata, tuttavia, venerdì sera ha fatto registrare un altro episodio motivo di discussione. Il prete non ha infatti seguito per intero il corteo e, dopo il passaggio in piazza Umberto I, ha atteso il rientro dei fedeli in chiesa.
Interpellato su quanto accaduto, don Enzo Mangano ha provato a chiarire le motivazioni delle sue scelte, «che ho provato a spiegare con molta pazienza - sottolinea il prete - anche ai fedeli nel corso degli ultimi tre anni». Secondo il sacerdote, occorre «rispettare liturgia e dottrina», e quindi la nuova collocazione della statua deriverebbe dalla volontà di "bilanciare" l'attenzione dei fedeli, tutta rivolta verso l'Addolorata (la cui festa, da calendario liturgico, ricade il 15 settembre) anziché verso i simboli che ricordano il Cristo morto, reale "protagonista" del Venerdì Santo.
Alla base della volontà di non seguire per intero la processione c'è invece un mancato accordo con i portatori. Don Enzo aveva proposto infatti di allungare il tragitto, percorrendo via Matteo Agosta e viale Margherita, in cambio di una più rapida discesa della "scalazza", per evitare che un'eccessiva dispersione e distrazione del corteo che attende il simulacro in piazza Umberto I. Ma lo "scambio" non è andato in porto e il rettore della parrocchia di San Sebastiano e San Giovanni Battista ha deciso di attendere in chiesa il rientro della statua.
22/04/2014 | 4812 letture | 0 commenti
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