Iniziative
Vizzini "laboratorio" per l'integrazione multietnica
Partito il Centro d'accoglienza per rifugiati politici
Partito il Centro d'accoglienza per rifugiati politici
Ha da poco aperto i battenti a Vizzini, nella struttura di contrada Albanicchi,
il Centro di accoglienza, tutela e integrazione per soggetti richiedenti asilo
e rifugiati politici. Il progetto, fina...
Ha da poco aperto i battenti a Vizzini, nella struttura di contrada Albanicchi,
il Centro di accoglienza, tutela e integrazione per soggetti richiedenti asilo
e rifugiati politici. Il progetto, finanziato dal dipartimento per le libertà
civili e l'immigrazione del Ministero dell'Interno, ha come promotore il Comune
di Vizzini ed è realizzato dal Consorzio di cooperative sociali Sol.Calatino S.c.s.,
aderente al Consorzio regionale Sol.Co. Catania - Rete di Imprese Sociali Siciliane
- S.c.s., che ne ha affidato la gestione alla cooperativa vizzinese «Il Sorriso».
Ha da poco aperto i battenti a Vizzini, nella struttura di contrada Albanicchi,
il Centro di accoglienza, tutela e integrazione per soggetti richiedenti asilo
e rifugiati politici. Il progetto, finanziato dal dipartimento per le libertà
civili e l'immigrazione del Ministero dell'Interno, ha come promotore il Comune
di Vizzini ed è realizzato dal Consorzio di cooperative sociali Sol.Calatino S.c.s.,
aderente al Consorzio regionale Sol.Co. Catania - Rete di Imprese Sociali Siciliane
- S.c.s., che ne ha affidato la gestione alla cooperativa vizzinese «Il Sorriso».
Il Centro, destinato alle donne singole e con minori, dispone 15 posti e offre
agli ospiti, oltre a vitto e alloggio, sostegno psico-socio-sanitario e orientamento
legale, mediazione linguistica interculturale e inserimento socio-lavorativo.
Un'equipe multidisciplinare, composta da 9 operatori specializzati (operatore
legale, consulente esperto in politiche attive del lavoro, psicologo, educatrici
e mediatore culturale e operatrici dell'accoglienza) segue da vicino il percorso
d'inserimento sociale dei beneficiari con percorsi personalizzati.
Al fine di favorire l'inserimento sociale dei beneficiari, il centro offre alcuni servizi volti a migliorare le condizioni socio-sanitarie. Attraverso l'iscrizione al Servizio sanitario nazionale, gli ospiti possono accedere ai consultori, ai ricoveri e alle visite specializzate a seconda delle patologie.
Sono attivi interventi di supporto e accompagnamento dei minori nel sistema scolastico attraverso momenti di gruppo, laboratori di lingua italiana, sostegno scolastico, corsi di apprendimento e approfondimento della lingua italiana coordinati dalla cooperativa A.Gis.Form., specializzata in formazione. Fondamentale è l'integrazione dei soggetti e il loro inserimento lavorativo attraverso l'incontro domanda-offerta, con la possibilità di utilizzo dei servizi presenti e delle realtà imprenditoriali del territorio.
L'equipe effettuerà inoltre un costante monitoraggio delle esigenze degli interessati e delle disponibilità di alloggio presenti sul territorio, organizzando incontri con specialisti immobiliari per fornire informazioni sulla normativa e per supportare la ricerca di soluzioni abitative.
«L'iniziativa ha un grande valore sociale - spiega il sindaco di Vizzini, Vito Cortese - ma è anche una importante operazione culturale. La nostra città si accredita come una piccola realtà del Mediterraneo capace di offrire accoglienza e solidarietà in una dimensione multietnica, valorizzando il senso di umanità e la generosità dei vizzinesi».
Sulla stessa linea di pensiero Paolo Ragusa, presidente del consorzio che gestisce il Centro: «La cooperazione sociale è ancora protagonista nell'attivazione di processi che fanno della cittadinanza attiva il volano dello sviluppo del territorio, sia in termini di crescita sociale che di opportunità per l'economia locale. Le politiche di integrazione delle persone immigrate, sfuggite alla tortura e talvolta anche alla morte, rendono le nostre comunità più sicure in una prospettiva multietnica, e propongono occasioni di lavoro e di reddito a beneficio degli operatori impegnati nel sistema dell'accoglienza».
"LABORATORIO" PER L'INTEGRAZIONE La struttura di contrada Albanicchi che ospita il Centro di accoglienza per rifugiati politici.
Al fine di favorire l'inserimento sociale dei beneficiari, il centro offre alcuni servizi volti a migliorare le condizioni socio-sanitarie. Attraverso l'iscrizione al Servizio sanitario nazionale, gli ospiti possono accedere ai consultori, ai ricoveri e alle visite specializzate a seconda delle patologie.
Sono attivi interventi di supporto e accompagnamento dei minori nel sistema scolastico attraverso momenti di gruppo, laboratori di lingua italiana, sostegno scolastico, corsi di apprendimento e approfondimento della lingua italiana coordinati dalla cooperativa A.Gis.Form., specializzata in formazione. Fondamentale è l'integrazione dei soggetti e il loro inserimento lavorativo attraverso l'incontro domanda-offerta, con la possibilità di utilizzo dei servizi presenti e delle realtà imprenditoriali del territorio.
L'equipe effettuerà inoltre un costante monitoraggio delle esigenze degli interessati e delle disponibilità di alloggio presenti sul territorio, organizzando incontri con specialisti immobiliari per fornire informazioni sulla normativa e per supportare la ricerca di soluzioni abitative.
«L'iniziativa ha un grande valore sociale - spiega il sindaco di Vizzini, Vito Cortese - ma è anche una importante operazione culturale. La nostra città si accredita come una piccola realtà del Mediterraneo capace di offrire accoglienza e solidarietà in una dimensione multietnica, valorizzando il senso di umanità e la generosità dei vizzinesi».
Sulla stessa linea di pensiero Paolo Ragusa, presidente del consorzio che gestisce il Centro: «La cooperazione sociale è ancora protagonista nell'attivazione di processi che fanno della cittadinanza attiva il volano dello sviluppo del territorio, sia in termini di crescita sociale che di opportunità per l'economia locale. Le politiche di integrazione delle persone immigrate, sfuggite alla tortura e talvolta anche alla morte, rendono le nostre comunità più sicure in una prospettiva multietnica, e propongono occasioni di lavoro e di reddito a beneficio degli operatori impegnati nel sistema dell'accoglienza».
21/05/2009 | 2145 letture | 0 commenti
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