Spettacolo
"Nedda" fuori dagli schemi del Teatro di reviviscenza
Verga rivisto con la regia di Michele Agosta: il video
Verga rivisto con la regia di Michele Agosta: il video
Ampia partecipazione di pubblico, nonostante le "minacce" pomeridiane
del meteo e i pochi posti a sedere, per la rappresentazione andata in scena domenica
sera in largo Cappuccini.
La pioggia, caduta poche ore prima, e le sedie, decisamente insufficienti, non
hanno scoraggiato i tanti spettatori accorsi domenica sera sul sagrato della
chiesa dei Cappuccini per assistere alla riduzione di "Nedda", affidata
alla regia di Michele Agosta e, nelle vesti di assistente, a Cristian Alfieri.
Il racconto nel racconto – Fuori dagli schemi classici del Teatro di reviviscenza,
lo spettacolo ha dato spazio, in un unico contenitore, alla danza, al canto, alla
musica e alla prosa. L'espediente del racconto nel racconto, con la storia che
il narratore (Michele Agosta) riferisce a un bimbo (Giovanni Dorata), ha accompagnato
lo spettatore, insieme ai brani – uno dei quali composto per l'occasione – di Giampiero Mazzone (figlio di Alfredo, ideatore
delle Manifestazioni verghiane) magistralmente eseguiti da Giovanni Briganti e agli
arrangiamenti di Matteo Verga, fino alla toccante ultima scena, durante la quale
Nedda consegna sua figlia agli angeli della morte.
Le parole del regista – «Il teatro ci ha sempre fornito un prezioso parametro di qualità culturale e creativa – ha sottilineato Agosta –, un immenso repertorio di stimoli dal quale attingere. Ripercorrere con "Nedda"
l'inizio della letteratura verista è stato come aprire una finestra sul passato
ed entrare nella grande fattoria del Pino, alle falde dell'Etna, dove Verga aveva
incorniciato gli affetti più cari e miti. L'umanità soffre, oggi come ieri, e il
lavoro di Verga, come quello del regista e drammaturgo Alfredo Mazzone, sembra
disperdersi, così come l'alba discioglie i fantasmi delle notti di Amleto».
Il regista, inoltre, ha voluto ringraziare «il sindaco, l'Amministrazione comunale, Lorenzo Muscoso, che ci ha inserito nel circuito del Festival Verghiano, i collaboratori e tutti coloro i quali ci hanno supportato nella realizzazione dello spettacolo».
Attori, ballerini e musicisti – Nel cast Valentina Riggio (Nedda), Vito Arnone (zio Giovanni), Cristian Alfieri (Ianu), Raimonda Ventura (donna Carmela), Gianluca Amore (Tanu malerba), Salvatore Lazzaro (il barone), Armando Dorata (il cavaliere), Santina Rantino, Maria Pina Sciorto, Francesco Dovile e Vito Lentini (popolani), Giovanni Cultraro, Giuseppe Decorrado, Vito Cantaro, Maurizio Vacca,
Giovanni Cortese, Maria Cultraro e Vito Vacca (umanità verghiana), Giulia Carfì,
Carlo Sciacca, Maria Sole Barrano, Anna Barrano, Giuseppe Sipione, Samuel Sinatra,
Gianmatteo Amenta, Andrea Terlato, Antonio Grazia, Daniele Riggio, Veronica Riggio,
Michele Cannizzaro, Paolo Costa, Giusi Ferraro, Davide e Lorenzo Agosta, Edoardo
Magnano, Valentino Castelli (la banda musicale, diretta dal maestro Vito Grasso,
dell'associazione "Il Pentagramma"), Anastasio Gulizia, Chiara Schiacciante,
Donatella Ardito, Elisabeth Lisa, Giovanni La Gona, Maicol Palazzolo, Salvatore
Salina, Valentina Palio, Massimo Palma, Massimiliano Fava, Giulia Bonanno e Manuel
Pintaloro (i ballerini, diretti dal maestro Manuel Pintaloro, del gruppo di danza
"Baila Conmigo" di Caltagirone).
I brani, uno dei quali composto per l'occasione, portano la firma di Giampiero Mazzone.
Le parole del regista – «Il teatro ci ha sempre fornito un prezioso parametro di qualità culturale e creativa – ha sottilineato Agosta –, un immenso repertorio di stimoli dal quale attingere. Ripercorrere con "Nedda"
Il «salto nel passato» e il «repertorio di stimoli» del teatro.
Il regista, inoltre, ha voluto ringraziare «il sindaco, l'Amministrazione comunale, Lorenzo Muscoso, che ci ha inserito nel circuito del Festival Verghiano, i collaboratori e tutti coloro i quali ci hanno supportato nella realizzazione dello spettacolo».
Attori, ballerini e musicisti – Nel cast Valentina Riggio (Nedda), Vito Arnone (zio Giovanni), Cristian Alfieri (Ianu), Raimonda Ventura (donna Carmela), Gianluca Amore (Tanu malerba), Salvatore Lazzaro (il barone), Armando Dorata (il cavaliere), Santina Rantino, Maria Pina Sciorto, Francesco Dovile e Vito Lentini (popolani), Giovanni Cultraro, Giuseppe Decorrado, Vito Cantaro, Maurizio Vacca,
Cinquanta personaggi in scena sul sagrato della chiesa dei Cappuccini.
15/09/2016 | 4215 letture | 0 commenti
di R.I.
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