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Centro per l'impiego, "dietrofront" della Regione
La sede di Vizzini non chiude, ma manca l'ufficialità
La sede di Vizzini non chiude, ma manca l'ufficialità
La dirigente regionale del Dipartimento del Lavoro ha annunciato l'intenzione di
rivedere la decisione presa qualche settimana fa, che aveva suscitato dure proteste
e la mobilitazione di due deputati all'Ars.
La Regione sarebbe pronta a fare marcia indietro sull'annunciata chiusura delle
sedi distaccate dei Centri per l'impiego, convinta dalle numerose proteste contro
una spending review che non fa risparmiare un euro. La notizia è trapelata
dall'incontro di martedì a Palermo, nella sede dell'assessorato del Lavoro, tra
il capogruppo di Forza Italia all'Ars, Marco Falcone, il consigliere comunale di
Vizzini, Pippo Li Volti, e la dirigente del Dipartimento del Lavoro, Anna Rosa
Corsello.
Depositate oltre 500 firme - Falcone e Li Volti, dopo aver depositato le
515 firme raccolte in meno di una settimana a Vizzini per dire «no»
alla soppressione del locale recapito del Cpi, hanno appreso dalla Corsello
l'intenzione di mantenere in vita gli uffici periferici, la cui attività doveva
cessare da lunedì prossimo.
Tuttavia, manca ancora il provvedimento ufficiale, in attesa del quale gli impiegati in servizio nella cittadina verghiana, insieme ai colleghi del recapito di Mineo, hanno comunque provveduto a preparare gli scatoloni per il trasloco a Grammichele.
«Abbiamo chiesto la disponibilità per una riunione, tra settembre e ottobre, con l'assessorato del Lavoro - ha spiegato Falcone - per discutere la sostenibilità dell'ufficio di Vizzini e di molti alti. Dobbiamo capire se può essere potenziato e diventare zonale. C'è per ora soddisfazione per aver evitato la chiusura e aver strappato la promessa di maggiore attenzione».
Sul Cpi due interrogazioni all'Ars - La decisione di eliminare i recapiti dei Cpi (i cui costi, eccetto che per il personale, sono a totale carico dei Comuni) aveva suscitato dure proteste, soprattutto per i disagi all'utenza locale e, in
particolar modo, per i lavoratori forestali alle prese con le chiamate per la
stagione antincendio.
Per Vizzini e Mineo si era mobilitato anche il gruppo del Movimento 5 stelle all'Ars, che con un'interrogazione predisposta dal deputato Francesco Cappello aveva puntato il dito contro «esigenze di spending review che mal si conciliano con le esigenze delle popolazioni locali» e chiesto al Governo di «recedere dalla decisione, atteso il grave nocumento che ne deriverebbe».
Sulla stessa linea anche il deputato Salvatore Giuffrida (gruppo misto), al quale il consigliere comunale Pippo Barbuzza aveva chiesto di farsi portavoce, tramite un'interpellanza, della richiesta di conoscere «le motivazioni della chiusura del Cpi di Vizzini», una scelta ritenuta «a danno dei cittadini del territorio».
Nei prossimi giorni, inoltre, l'argomento dovrebbe essere discusso anche nel corso di una seduta urgente del Consiglio comunale, richiesta dal gruppo «Cambiamo Vizzini dal basso».
Dopo l'estate una riunione per "strappare" a Grammichele la sede dell'ufficio zonale.
Tuttavia, manca ancora il provvedimento ufficiale, in attesa del quale gli impiegati in servizio nella cittadina verghiana, insieme ai colleghi del recapito di Mineo, hanno comunque provveduto a preparare gli scatoloni per il trasloco a Grammichele.
«Abbiamo chiesto la disponibilità per una riunione, tra settembre e ottobre, con l'assessorato del Lavoro - ha spiegato Falcone - per discutere la sostenibilità dell'ufficio di Vizzini e di molti alti. Dobbiamo capire se può essere potenziato e diventare zonale. C'è per ora soddisfazione per aver evitato la chiusura e aver strappato la promessa di maggiore attenzione».
Sul Cpi due interrogazioni all'Ars - La decisione di eliminare i recapiti dei Cpi (i cui costi, eccetto che per il personale, sono a totale carico dei Comuni) aveva suscitato dure proteste, soprattutto per i disagi all'utenza locale e, in
I costi delle sedi distaccate sono stati finora sostenuti per intero dai
Comuni.
Comuni.
Per Vizzini e Mineo si era mobilitato anche il gruppo del Movimento 5 stelle all'Ars, che con un'interrogazione predisposta dal deputato Francesco Cappello aveva puntato il dito contro «esigenze di spending review che mal si conciliano con le esigenze delle popolazioni locali» e chiesto al Governo di «recedere dalla decisione, atteso il grave nocumento che ne deriverebbe».
Sulla stessa linea anche il deputato Salvatore Giuffrida (gruppo misto), al quale il consigliere comunale Pippo Barbuzza aveva chiesto di farsi portavoce, tramite un'interpellanza, della richiesta di conoscere «le motivazioni della chiusura del Cpi di Vizzini», una scelta ritenuta «a danno dei cittadini del territorio».
Nei prossimi giorni, inoltre, l'argomento dovrebbe essere discusso anche nel corso di una seduta urgente del Consiglio comunale, richiesta dal gruppo «Cambiamo Vizzini dal basso».
03/07/2015 | 2669 letture | 0 commenti
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