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Politica
Li Volti e Villardita attaccano il sindaco Sinatra dal palco
«Vizzini piombata in un grande baratro senza risalita»
Il consigliere comunale di Forza Italia e l'avversario dell'attuale primo cittadino alle ultime elezioni tracciano un bilancio sull'operato dell'Amministrazione comunale durante un comizio in piazza Umberto I.
Tempo di bilanci, necessità di visibilità e, in fondo, anche un pizzico di quella irresistibile attrazione esercitata dal palco. C'è un po' di tutto dietro il comizio "fuori stagione" che sabato sera ha comunque attirato un elevato numero di vizzinesi in piazza Umberto I, curiosi di ascoltare le parole di Pippo Li Volti e Franco Villardita, che sull'arte oratoria hanno sempre scommesso le loro sfide politiche.
Foto n. 2
Gli argomenti non mancano e lo speaker corner di fronte al municipio si anima sin dalle prime battute. Che sono tutte (o quasi) contro il sindaco Marco Sinatra. Cinquantanove minuti di critiche, programma elettorale alla mano, ma anche di accuse, nemmeno troppo velate, sulla gestione della cosa pubblica. I due protagonisti del comizio si ritrovano a distanza di due anni e mezzo, si citano a vicenda e colgono l'occasione per togliersi anche qualche "sassolino" (che pesa più di un macigno) lasciato dentro la scarpa dagli ormai ex alleati elettorali. Prove tecniche di nuove intese? Non sembrerebbe, almeno a detta dei diretti interessati, la cui missione, almeno per il momento, punta a mettere a nudo i limiti (e non solo) degli avversari politici.

L'intervento di Villardita - «Non lo ha votato nessuno. È diventato sindaco per volere di Dio, perché nessun cittadino di Vizzini ha mai detto, dopo quelle elezioni del maggio del 2012, che ha votato questo sindaco». L'ironia con cui Villardita apre il suo intervento diventa il filo conduttore dell'intero comizio del quarantanovenne penalista, che snocciola uno per uno tutti i punti finora disattesi del programma elettorale di Sinatra. «Vizzini è piombata in un grande baratro senza risalita dal quale non potrà mai più riprendersi», accusa Villardita, che punta il dito contro la raccolta dei rifiuti e la pulizia del paese, il mancato sviluppo turistico e agricolo, le tasse, la mancanza di lavoro e la viabilità interna.
«Alzi la mano chi ha il coraggio di dire che ha votato questo sindaco», invita l'ex consigliere comunale dal palco, chiamando per nome i suoi ascoltatori, per poi rincarare la dose parlando di «vergogna, è un paese umiliato, che non ha nemmeno la voglia di parlare».
Villardita tira in ballo «l'amico Cortese, la cui amministrazione - sottolinea -, rispetto a questa, si trovava in una posizione cento volte più alta» e all'attuale presidente del Consiglio comunale attribuisce la paternità di pesanti dichiarazioni di rottura: «Anche io mi taglierei le mani per averlo votato e per averlo fatto votare - riferisce, citando le parole di Cortese -, io mi dissocio da questa amministrazione e da questo sindaco». Ma ce n'è anche per i consiglieri di minoranza. «In politica - aggiunge - si possono fare i salti della quaglia, se la motivazione è di carattere amministrativo. Ma se la motivazione è di altra natura, si deve venire su questo palco a dire "io l'ho fatto perché amministrativamente questo sindaco mi rappresenta e mi gratifica", ognuno di noi deve avere grande dignità».
Prima di congedarsi, Villardita rassicura gli ascoltatori sottolineando di essere in piazza «senza velleità di alcun genere, sono la voce libera di un cittadino», per poi chiudere con un chiaro riferimento al risultato elettorale: «Sappiamo come è andata ma non sapremo come sarebbe andata».

Le parole di Li Volti - Il consigliere di Forza Italia inizia il suo discorso da dove lo aveva interrotto Villardita. «Con una lista più equilibrata - spiega con qualche rimorso Li Volti -, senza coloro i quali erano pronti a fare i voltafaccia, i voltagabbana, noi potevamo vincere le elezioni». Poi si sposta sui temi amministrativi, parlando di «paese nel degrado della spazzatura» e «tariffe più alte del circondario», ritornando sulla proposta di «un fondo di garanzia a sostegno delle fasce che hanno più bisogno» e scagliandosi contro il ragioniere comunale. «La gente ha votato questo sindaco - sottolinea ancora Li Volti - e oggi si nasconde, si vergogna di averlo fatto».
I toni si accendono ulteriormente sul tema Sprar. «Qui gli interessi sono altri - accusa il consigliere di minoranza -, si parte dall'accoglienza per arrivare agli interessi biechi e di bottega. Non possiamo creare una struttura tipo Cara di Mineo a Vizzini Scalo senza interpellare le famiglie, senza capire il danno che farà all'economia paesana, soltanto perché qualcuno tenterà di arricchirsi. Invece di difendere i lavoratori si difendono gli ospiti. Il Comune deve verificare che fine fa questo grande fiume di denaro pubblico, deve capire perché chi ha la laurea rimane a fare l'inserviente e chi ha la tessera ed è amico del sindaco fa il capozona».
Li Volti parla anche della bocciatura della commissione consiliare d'inchiesta sullo Sprar («la maggioranza ha paura che qualcosa possa venire a galla in questa gestione furbesca»), di cantieri di servizio, di bilancio, di precari e di Cunziria «destinata a cadere a pezzi», per poi lanciare un monito: «Vizzini deve scegliere se fare il centro di accoglienza a Vizzini Scalo o fare turismo. Sono due aspetti che non possono convivere».
«Il fotovoltaico si è fatto in maniera sbagliata - spiega poi l'ex sindaco, cambiando argomento -, abbiamo avuto la premura di realizzarlo con 2,6 milioni di mutuo, nel giro di 15 giorni, accantonando le ditte locali che proponevano lo stesso lavoro per 1,3 milioni. Su questa cosa ho presentato un esposto alla Procura, è stato fatto è un grave illecito, ci sono le indagini in corso».
Su una eventuale mozione di sfiducia Li Volti si augura «che i consiglieri e Cortese la firmino per mandare a casa un sindaco incapace, che ha trasformato questo paese in dormitorio».
L'ultima stoccata è per i colleghi della massima assise cittadina. «Dalla maggioranza mutismo assoluto. Tranne qualcuno che sistema l'amico, il compare presso lo Sprar, tranne qualcuno che sistema la moglie, la cugina o la parente presso qualche altra struttura, il ruolo del consigliere comunale è finito». In chiusura un invito a Sinatra a dimettersi e un riferimento alle vicende giudiziarie del primo cittadino: «Chi è imputato deve avere il coraggio di affrontare un processo, per sapere se è colpevole o innocente».
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30/11/2014 | 7409 letture | 0 commenti
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