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Sedute consiliari
Assunzioni e appalti, in aula accuse di "clientelismo"
Palma: «Nessun parente lavora presso Sprar o Cara»
Botta e risposta tra consiglieri di opposizione, sindaco, assessori sulla polemica sollevata dall'intervista del sindaco di Ramacca. Per Cortese e Cassone necessità di spostare l'attenzione sul piano politico.
Clima "rovente" e accuse per nulla velate, venerdì sera, durante la seduta del Consiglio comunale di Vizzini. Alla presenza di una cinquantina di cittadini, al centro della discussione è finita, su iniziativa della minoranza, l'ormai famosa intervista rilasciata a Sudpress dal sindaco di Ramacca, Francesco Zappalà, in merito al Cara di Mineo e agli Sprar del Calatino.
Foto n. 2
«Nessuna ingerenza nelle assunzioni» - Dichiarazioni ritenute gravi, specie per i riferimenti al primo cittadino vizzinese, dal consigliere Giuseppe Coniglione, del gruppo «Cambiamo Vizzini dal basso», che ha auspicato chiarezza, in particolare sulle assunzioni, invocando anche la revoca dell'attuale appalto di gestione del Cara.
«Non c'è alcun tipo di preoccupazione e non c'è stata nessuna ingerenza da parte nostra nelle assunzioni», ha assicurato il sindaco, Marco Sinatra, replicando anche alle polemiche sui voti raccolti dal Ncd a Mineo durante le ultime elezioni europee. «Ci sono tante cose strane nella vita - ha spiegato il capo della Giunta -, ma non si può pensare che a ogni cosa strana corrisponda qualcosa di illecito».

Lo scontro con Li Volti - Dai banchi della minoranza Pippo Li Volti ha invece puntato il dito contro la scelta di nominare l'ex presidente della Provincia di Catania, Giuseppe Castiglione, alla guida del consorzio «Calatino terra d'accoglienza». «Qualcuno che siede in questa sala era compagno di merende», ha inoltre accusato il consigliere di Forza Italia criticando l'incarico a Luca Odevaine.
Sospetti pesanti anche sull'appalto per il centro d'accoglienza di contrada Cucinella. «Quella gara era fatta su misura - ha denunciato Li Volti -,
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Per il consigliere di Forza Italia «quella gara era fatta su
misura».
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perché doveva vincerla quella ditta. Siccome sapevano che vincevano, su una gara di 100 milioni di euro viene fatto un vergognoso ribasso dell'1 percento».
«È vergognoso - ha poi conlcuso l'esponente della minoranza - che qualcuno che siede a fare l'assessore utilizzi la sua carica per mandare i suoi figli a lavorare al Cara di Mineo, dovrebbero immediatamente dimettersi per una forma di dignità. Vorrei capire se ci sono dei consiglieri comunali che lavorano negli Sprar a Vizzini e che siedono stasera nell'aula del Consiglio comunale non avendo i titoli e il diritto per poterlo fare».
«Compagni di merende non ce n'è, quando lei parla non può abbindolare la gente», ha replicato senza mezzi termini Sinatra, sfidando Li Volti a fare i nomi e invitandolo a rilegge gli atti. «Nessun assessore ha figli al Cara - ha poi smentito il sindaco -, deve avere rispetto per la dignità della gente. Io ho solo un ruolo di controllo politico all'interno dell'Assemblea. Sarò molto vigile, se ci sono dei vizi sarò il primo a dire che la fine del consorzio è fissata».
Per rigettare ogni accusa è intervenuto anche l'assessore e consigliere Gregorio Palma, secondo cui «nessun tra gli assessori si può vergognare perché nessun parente stretto attualmente lavora o ha lavorato presso gli Sprar o presso il Cara di Mineo».

«Questione politica» per Cortese e Cassone - Hanno invece spostato l'attenzione sul piano politico il presidente dell'assise, Vito Cortese, e il suo vice, Vito Cassone. «Abbiamo avuto l'occasione per creare a Vizzini un centro d'accoglienza - ha ricordato l'ex sindaco -, i vizzinesi hanno dimostrato di essere una società aperta, capace di confrontarsi con le problematiche del tempo che vive. Dobbiamo sapere se l'occasione del Cara di Mineo è stata vissuta come una fonte
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Dal punto di vista penale ci sono già indagini della procura.
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di guadagno oppure siamo stati utili a un processo storico che andrà avanti ancora per molto tempo. Dobbiamo interessarci del fatto politico. È un vulnus non essere riusciti a creare nel Calatino la testimonianza di una società capace di accogliere». Secco ma inequivocabile il giudizio sull'ex presidente della Provincia: «Ai tempi miei Castiglione doveva andarsene».
«Quel voto ha creato riserve mentali, come se fosse voluto per nascondere vicende poco chiare legate al passato», ha invece fatto notare Cassone in riferimento alla recente bocciatura della commissione d'inchiesta sullo Sprar. «Per smentire le ulteriori dicerie - ha aggiunto il consigliere del Pd - chiedo di trovare la formula per riprendere quella discussione. Già in passato, dopotutto, è stata fatta una commissione che non ha portato a nulla».
«Dal punto di vista penale ci sono già indagini della procura, possiamo solo aspettare il risultato», ha poi concluso Cassone, che ha anche chiesto chiarezza sulla effettiva volontà, da parte dei sindaci, di nominare Castiglione alla guida del consorzio «Calatino terra d'accoglienza».
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22/02/2015 | 3718 letture | 0 commenti
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