Sanità
Raccolta firme per la riforma del sistema sanitario
Sabato e domenica in piazza Umberto I e piazza Marconi
Sabato e domenica in piazza Umberto I e piazza Marconi
Punta a modificare le modalità di nomina dei direttori generali, rendendole più
selettive per ridurre i margini di discrezionalità di scelta della politica, ma
anche a migliorare ...
Punta a modificare le modalità di nomina dei direttori generali, rendendole più
selettive per ridurre i margini di discrezionalità di scelta della politica, ma
anche a migliorare l'organizzazione della rete ospedaliera per garantire il diritto
alla salute di tutti la proposta di legge regionale d'iniziativa popolare presentata
dall'europarlamentare Rita Borsellino e da Renato Costa, segretario regionale della
Cgil Medici e responsabile del Cantiere sanità di Un'altra Storia. Sabato 10 e
domenica 11 luglio anche a Vizzini si mobiliteranno i volontari per la raccolta
delle firme necessarie.
La legge è promossa da un gruppo di associazioni e sindacati ed è stata depositata
alla Regione siciliana. Ora è necessario raccogliere 10 mila firme per presentare
l'istanza all'Ars.
«Ci sono almeno due ragioni che rendono la recente legge una riforma mancata - afferma l'europarlamentare Rita Borsellino -. Anzitutto lascia invariato il sistema di lottizzazione politica di manager e primari. E in secondo luogo, istituisce una sola azienda sanitaria per provincia, senza tenere in considerazione le diverse caratteristiche territoriali. Gestire la domanda sanitaria di una provincia di 200 mila abitanti non è la stesso cosa di gestire quella di province con più di un milione di residenti».
L'iniziativa che punta alla legge popolare si chiama «Fuori i partiti dalla sanità», ed è basata sull'introduzione di modalità più selettive di nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie e dei responsabili delle strutture sanitarie complesse e sul riequilibrio degli ambiti organizzativi delle aziende territoriali attraverso l'istituzione di una seconda azienda sanitaria locale dislocata nelle province di Catania, Messina e Palermo.
«Ci sono almeno due ragioni che rendono la recente legge una riforma mancata - afferma l'europarlamentare Rita Borsellino -. Anzitutto lascia invariato il sistema di lottizzazione politica di manager e primari. E in secondo luogo, istituisce una sola azienda sanitaria per provincia, senza tenere in considerazione le diverse caratteristiche territoriali. Gestire la domanda sanitaria di una provincia di 200 mila abitanti non è la stesso cosa di gestire quella di province con più di un milione di residenti».
L'iniziativa che punta alla legge popolare si chiama «Fuori i partiti dalla sanità», ed è basata sull'introduzione di modalità più selettive di nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie e dei responsabili delle strutture sanitarie complesse e sul riequilibrio degli ambiti organizzativi delle aziende territoriali attraverso l'istituzione di una seconda azienda sanitaria locale dislocata nelle province di Catania, Messina e Palermo.
08/07/2010 | 1639 letture | 0 commenti
di R.I.
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