Politica
Programma da sindaco, Asta svela le consultazioni
«Proposto al Comune un anno fa: nessun interesse»
«Proposto al Comune un anno fa: nessun interesse»
Il consulente aziendale supera il vincolo della candidatura unica e già a ottobre
presenterà le sue proposte definitive. Il mese scorso incontri con consiglieri ed
esponenti politici: «Per loro Vizzini non è in coma».
«Vizzini non è in coma e non ci sono grandi problemi, la maggioranza delle
famiglie percepisce uno o più redditi pubblici, mangiano al ristorante, hanno
almeno due auto, fanno regolarmente le vacanze e così via». Sarebbe questa
l'opinione che diversi esponenti politici locali hanno della situazione attuale
del paese, secondo quanto emerso da una fitta serie di incontri ai quali ha partecipato,
lo scorso mese di agosto, Maurizio Asta, che due mesi e mezzo fa aveva dato la
sua disponibilità a candidarsi alla carica di sindaco con un rivoluzionario
programma elettorale.
«Quasi convinto che non fossi necessario» – Il consulente aziendale,
residente a Varese ma vizzinese di nascita, svela i retroscena delle consultazioni
estive con consiglieri comunali, movimenti e gruppi, durante le quali ha illustrato
a decine di persone la sua ricetta per risollevare l'economia locale. La "cura
araba" ha incontrato però alcune perplessità.
«Non vi è la disponibilità ad aprirsi agli arabi – spiega Asta, sintetizzando quanto riferito dai suoi interlocutori – perché Vizzini deve mantenere la sua identità culturale. Inoltre, il progetto sembra faraonico e dà spazio a legittime perplessità. Quindi è meglio perseguire una politica dei piccoli passi». Progetto tramontato? «Mi ero quasi convinto che la mia candidatura non fosse necessaria – confessa l'aspirante primo cittadino –, sennonché in molti mi hanno chiesto di "non credere alle loro parole perché il paese non solo è in coma, ma addirittura in stato terminale". Tanti mi hanno chiesto di insistere, scendendo direttamente in competizione elettorale, "tanto più buio di mezzanotte..."».
L'incontro con il sindaco – Asta ci tiene a specificare la genesi della sua candidatura, «nata nell'aprile di quest'anno, convinto che il paese fosse ormai entrato in "coma". Nell'agosto del 2015 – aggiunge – presentai al sindaco e alla Giunta un progetto di partnership per il coinvolgimento di investitori arabi, con tanto di nome e cognome, con il mio impegno a presentarglieli personalmente non appena il progetto fosse stato adeguato. Passato un anno, ho
preso atto della mancanza di interesse del governo vizzinese e adesso sono sostenuto
dalla convinzione che sarebbe folle non beneficiare di questa opportunità. Non
solo per salvare Vizzini, ma anche per dargli una svolta definitiva verso lo sviluppo».
Incassato il «no» implicito dell'Amministrazione comunale, Asta decide quindi di proseguire da solo, puntando su quattro obiettivi. «Vendita dei beni demaniali comunali – spiega ancora –, proposta di vendita dei terreni privati per avviare un'attività di produzione agricola su larga scala, proposta di vendita degli immobili privati del centro storico per un progetto di sviluppo turistico sul modello di Ragusa Ibla e creazione di Vizzini Tourism, un contenitore operativo che realizzi il progetto di sviluppo turistico, che prevede la ristrutturazione e la messa in sicurezza degli immobili, la costruzione di un centro natatorio, piani turistici a prezzi agevolati e voli a prezzi agevolati con i nostri concittadini in Australia, America ed Europa». Il consulente aziendale si è già dato da fare, «segnalando ai nostri concittadini australiani la disponibilità di Fly Emirates su come poter avere biglietti a prezzi scontati per la tratta Melbourne–Roma».
Cosa si aspetta da questa ambiziosa "cura"? «Di ripopolare il paese – dichiara Asta – per riportarlo a circa 18mila persone in dieci anni attraverso la creazione di circa 2.500 posti di lavoro».
Prossima mossa: confronto con i vizzinesi – «Pur ribadendo la mia richiesta di fare una sola lista – spiega il più attivo dei potenziali sindaci –, magari di soli giovani, per convincere gli investitori a spendere su Vizzini, ho deciso di verificare anche un'altra possibilità. A ottobre presenterò il programma definitivo, su cui chiederò il confronto e le proposte di integrazione di tutti. Solo in base all'effettiva adesione dei vizzinesi deciderò se ci sono le condizioni per entrare in competizione elettorale. Da lì si vedrà se vogliono un cambiamento di sviluppo
o se desiderano restare così come sono».
Asta non nasconde la sua preoccupazione. «Mi sembra che Vizzini stia male, con una società dilaniata da rancori e rabbia latente, vittima e complice dell'illegalità che sta ormai arrivando a essere considerata il punto di appoggio del vivere quotidiano. Io penso che in queste elezioni i vizzinesi dovranno scegliere in modo chiaro se cambiare veramente abbracciando la legalità e l'onestà oppure mantenere lo status quo, fatto di privilegi e particolarismi».
La soluzione sarebbe «un sindaco manager, che deve lavorare solo per il suo Comune, lasciando il suo lavoro oppure chiudendo la sua attività, proprio per non dare adito a sospetti di conflitti di interesse, percependo due o più stipendi». Una visione manageriale anche per il giudizio sull'operato del nuovo primo cittadino, il cui rendimento dovrebbe essere «misurabile anche in termini finanziari, ovvero di introiti che si riesce a portare nelle casse comunali. Il mio invito – conclude Asta – è quello di farsi un esame di coscienza e decidere se è il caso di lavorare tutti insieme per un unico importante obiettivo oppure egoisticamente coltivare ognuno il proprio orticello».
Per alcuni il progetto sarebbe faraonico e quindi fonte di perplessità.
«Non vi è la disponibilità ad aprirsi agli arabi – spiega Asta, sintetizzando quanto riferito dai suoi interlocutori – perché Vizzini deve mantenere la sua identità culturale. Inoltre, il progetto sembra faraonico e dà spazio a legittime perplessità. Quindi è meglio perseguire una politica dei piccoli passi». Progetto tramontato? «Mi ero quasi convinto che la mia candidatura non fosse necessaria – confessa l'aspirante primo cittadino –, sennonché in molti mi hanno chiesto di "non credere alle loro parole perché il paese non solo è in coma, ma addirittura in stato terminale". Tanti mi hanno chiesto di insistere, scendendo direttamente in competizione elettorale, "tanto più buio di mezzanotte..."».
L'incontro con il sindaco – Asta ci tiene a specificare la genesi della sua candidatura, «nata nell'aprile di quest'anno, convinto che il paese fosse ormai entrato in "coma". Nell'agosto del 2015 – aggiunge – presentai al sindaco e alla Giunta un progetto di partnership per il coinvolgimento di investitori arabi, con tanto di nome e cognome, con il mio impegno a presentarglieli personalmente non appena il progetto fosse stato adeguato. Passato un anno, ho
Primi contatti con vizzinesi residenti in Australia per usufruire di tariffe aeree agevolate sulla tratta da Melbourne a Roma.
Incassato il «no» implicito dell'Amministrazione comunale, Asta decide quindi di proseguire da solo, puntando su quattro obiettivi. «Vendita dei beni demaniali comunali – spiega ancora –, proposta di vendita dei terreni privati per avviare un'attività di produzione agricola su larga scala, proposta di vendita degli immobili privati del centro storico per un progetto di sviluppo turistico sul modello di Ragusa Ibla e creazione di Vizzini Tourism, un contenitore operativo che realizzi il progetto di sviluppo turistico, che prevede la ristrutturazione e la messa in sicurezza degli immobili, la costruzione di un centro natatorio, piani turistici a prezzi agevolati e voli a prezzi agevolati con i nostri concittadini in Australia, America ed Europa». Il consulente aziendale si è già dato da fare, «segnalando ai nostri concittadini australiani la disponibilità di Fly Emirates su come poter avere biglietti a prezzi scontati per la tratta Melbourne–Roma».
Cosa si aspetta da questa ambiziosa "cura"? «Di ripopolare il paese – dichiara Asta – per riportarlo a circa 18mila persone in dieci anni attraverso la creazione di circa 2.500 posti di lavoro».
Prossima mossa: confronto con i vizzinesi – «Pur ribadendo la mia richiesta di fare una sola lista – spiega il più attivo dei potenziali sindaci –, magari di soli giovani, per convincere gli investitori a spendere su Vizzini, ho deciso di verificare anche un'altra possibilità. A ottobre presenterò il programma definitivo, su cui chiederò il confronto e le proposte di integrazione di tutti. Solo in base all'effettiva adesione dei vizzinesi deciderò se ci sono le condizioni per entrare in competizione elettorale. Da lì si vedrà se vogliono un cambiamento di sviluppo
Al palazzo municipale un sindaco manager che lavori a tempo pieno, da giudicare in base agli introiti che riesce a portare in cassa.
Asta non nasconde la sua preoccupazione. «Mi sembra che Vizzini stia male, con una società dilaniata da rancori e rabbia latente, vittima e complice dell'illegalità che sta ormai arrivando a essere considerata il punto di appoggio del vivere quotidiano. Io penso che in queste elezioni i vizzinesi dovranno scegliere in modo chiaro se cambiare veramente abbracciando la legalità e l'onestà oppure mantenere lo status quo, fatto di privilegi e particolarismi».
La soluzione sarebbe «un sindaco manager, che deve lavorare solo per il suo Comune, lasciando il suo lavoro oppure chiudendo la sua attività, proprio per non dare adito a sospetti di conflitti di interesse, percependo due o più stipendi». Una visione manageriale anche per il giudizio sull'operato del nuovo primo cittadino, il cui rendimento dovrebbe essere «misurabile anche in termini finanziari, ovvero di introiti che si riesce a portare nelle casse comunali. Il mio invito – conclude Asta – è quello di farsi un esame di coscienza e decidere se è il caso di lavorare tutti insieme per un unico importante obiettivo oppure egoisticamente coltivare ognuno il proprio orticello».
12/09/2016 | 5065 letture | 0 commenti
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