Politica
Il "puzzle" dei gruppi e i nuovi assetti in Consiglio
Schieramenti del 2012 spariti, ma Sinatra è al sicuro
Schieramenti del 2012 spariti, ma Sinatra è al sicuro
Malumori in maggioranza, feeling mai sbocciato nell'minoranza e posizioni ambigue
degli indipendenti. La geografia della massima assise cittadina si riflette nelle
votazioni, che mettono in difficoltà l'Amministrazione.
Lealisti fedeli alla linea da un lato, malpancisti pronti allo sgambetto dall'altro.
Oppositori in trincea con le armi spuntate, responsabili alla finestra con voti
(e presenze) intermittenti. Il Consiglio comunale di Vizzini non si fa mancare
nulla. Ecco com'è cambiata l'assise (e i suoi assetti) dal maggio del 2012 a oggi.
E come potrà mutare ancora.
Nell'ex maggioranza da "separati in casa" Degli schieramenti
di partenza resta poco o nulla. Maggioranza e opposizione vanno subito in frantumi,
pur senza grosse ripercussioni nell'approvazione degli atti. Ma adesso le fratture
si fanno più evidenti. E pericolose.
Il primo a cambiare aria è Giuseppe Coniglione. Carico di volontà e speranza, il più giovane dei consiglieri dimostra insofferenza per i metodi del sindaco. Un anno e mezzo di convivenza tutt'altro che idilliaca sfocia in un polemico addio e nella costituzione del gruppo «Cambiamo Vizzini dal basso», che ha "sedotto"
anche i colleghi di minoranza Vito Amore e Gino Salina.
Lo strappo più rischioso per Sinatra è però quello con l'asse Cortese-Cassone, che può contare aull'appoggio di Michele Depetro e Lidia Costa (quest'ultima entrata al posto del dimissionario Gianluca Amore, sceso dall'altalena di entusiasmi e mal di pancia). Ufficialmente in maggioranza, il gruppo si fa forte di quattro voti ed è pronto a spostare l'ago della bilancia. Al suo interno falchi e colombe, ma il malcelato silenzio di facciata sembra agli sgoccioli. A pagare il conto è anche il Partito democratico, diviso tra il sostegno alla Giunta (di cui il segretario del Pd, Santo Cilmi, è assessore e vice sindaco) e la trincea consiliare (Cassone, Cortese e Costa sono tesserati nel circolo locale).
Il primo cittadino può invece schierare almeno quattro fedelissimi: Vito Arnone, Eliana Costantino, Gregorio Palma e Luigi Giarrusso. È lo scudo con il quale parare gli attacchi che mirano alla sfiducia. Perdere un altro pezzo significherebbe aprire le porte a una fine anticipata della legislatura.
L'ultimo a salutare la maggioranza è stato invece Pippo Barbuzza. Il consigliere centrista (ex Udc, per indipendente), in Giunta per la prima metà della legislatura, dopo essere stato messo alla porta non perde occasione per attaccare Sinatra. Mina vagante in aula, il suo voto potrebbe, già dalla prossima seduta, far numero con quelli dell'opposizione.
L'opposizione sciolta come neve al sole Se Atene piange, Sparta non ride. Lo schieramento che sosteneva Franco Villardita ha palesato tutte le sue contraddizioni nella scelta dei cinque eletti di prendere ognuno la propria strada. Il gruppo unico è durato qualche mese, poi anche qui i primi addii. A partire da Carmelo Fossi, tutt'ora tra gli indipendenti, per proseguire con Vito Amore e Gino Salina, oggi con l'ex avversario Coniglione, fino a Rosalba Li Rosi, anche lei autonoma
rispetto a prese di posizione unitarie.
Pippo Li Volti resta al suo posto per forza di cose: abbandonato dagli altri quattro, continua la sua crociata d'opposizione strizzando l'occhio una volta a «Cambiamo Vizzini dal basso» (che, però, non si lascia sedurre) e una volta ai reticenti malpancisti della maggioranza. Una strategia per tornare in campo alle prossime elezioni: il sogno è la poltrona di sindaco (già occupata dal 1993 al 2002), la realtà dice che bisogna fare i conti con numeri e schieramenti.
Meno graffianti, finora, gli interventi di Fossi, che ultimamente dosa le presenze in aula, riservandole alle sedute più importanti. Tra i responsabili anche Li Rosi, transitata in area Pd ma fortemente polemica in uno degli ultimi dibattiti: «Il sindaco faccia un passo indietro ha dichiarato l'ex esponente del Mpa , credo che non ci sia motivo di far continuare questa agonia».
Il sindaco in una botte di ferro Per quanto tempo Sinatra riuscirà dunque a respingere gli assalti al fortino? Probabilmente fino al termine della legislatura, senza perς tirare troppo la corda. La maggioranza sulla quale il sindaco può fare affidamento si è assottigliata, ma è difficile da disgregare. Per la sfiducia servono 12 voti e non è un caso che il tentativo di mozione di «Cambiamo Vizzini dal basso» si sia arenato ancor prima di approdare in aula. Inoltre, il capo della Giunta può giocare
la carta della poltrona del quarto assessore lasciata libera da Palma e tenuta
finora prudentemente nel congelatore.
Tutt'altra musica è, invece, quella dei provvedimenti che non richiedono una maggioranza qualificata. In questo caso, l'Amministrazione non può più contare sugli otto voti che la metterebbero al sicuro. Ne sono la prova alcuni episodi recenti, come quello legato alla scelta dei revisori dei conti. Da qui alla fine, quindi, tutto dipenderà da come deciderà di schierarsi il correntone interno alla maggioranza, che ha già detto di voler ritirare il sostegno alla Giunta.
In ogni caso, la strada che porta alla primavera del 2017 è tutta in salita per Sinatra. Bilancio, imposte locali e trasporto scolastico i prossimi banchi di prova. I primo test già martedì prossimo: all'ordine del giorno c'è la mozione sugli alunni pendolari. Se la squadra di governo non dovesse arrivare in aula con una rivisitazione credibile della delibera di inizio agosto, un'altro scivolone sarebbe inevitabile.
Il primo a cambiare aria è Giuseppe Coniglione. Carico di volontà e speranza, il più giovane dei consiglieri dimostra insofferenza per i metodi del sindaco. Un anno e mezzo di convivenza tutt'altro che idilliaca sfocia in un polemico addio e nella costituzione del gruppo «Cambiamo Vizzini dal basso», che ha "sedotto"
Coniglione e Barbuzza ormai all'opposizione, mentre il Pd fa i conti con la fronda interna che chiede il disimpegno dalla Giunta.
Lo strappo più rischioso per Sinatra è però quello con l'asse Cortese-Cassone, che può contare aull'appoggio di Michele Depetro e Lidia Costa (quest'ultima entrata al posto del dimissionario Gianluca Amore, sceso dall'altalena di entusiasmi e mal di pancia). Ufficialmente in maggioranza, il gruppo si fa forte di quattro voti ed è pronto a spostare l'ago della bilancia. Al suo interno falchi e colombe, ma il malcelato silenzio di facciata sembra agli sgoccioli. A pagare il conto è anche il Partito democratico, diviso tra il sostegno alla Giunta (di cui il segretario del Pd, Santo Cilmi, è assessore e vice sindaco) e la trincea consiliare (Cassone, Cortese e Costa sono tesserati nel circolo locale).
Il primo cittadino può invece schierare almeno quattro fedelissimi: Vito Arnone, Eliana Costantino, Gregorio Palma e Luigi Giarrusso. È lo scudo con il quale parare gli attacchi che mirano alla sfiducia. Perdere un altro pezzo significherebbe aprire le porte a una fine anticipata della legislatura.
L'ultimo a salutare la maggioranza è stato invece Pippo Barbuzza. Il consigliere centrista (ex Udc, per indipendente), in Giunta per la prima metà della legislatura, dopo essere stato messo alla porta non perde occasione per attaccare Sinatra. Mina vagante in aula, il suo voto potrebbe, già dalla prossima seduta, far numero con quelli dell'opposizione.
L'opposizione sciolta come neve al sole Se Atene piange, Sparta non ride. Lo schieramento che sosteneva Franco Villardita ha palesato tutte le sue contraddizioni nella scelta dei cinque eletti di prendere ognuno la propria strada. Il gruppo unico è durato qualche mese, poi anche qui i primi addii. A partire da Carmelo Fossi, tutt'ora tra gli indipendenti, per proseguire con Vito Amore e Gino Salina, oggi con l'ex avversario Coniglione, fino a Rosalba Li Rosi, anche lei autonoma
Li Volti e «Cambiamo Vizzini dal basso» i più duri con il primo cittadino, posizioni "soft" di Fossi e Li Rosi.
Pippo Li Volti resta al suo posto per forza di cose: abbandonato dagli altri quattro, continua la sua crociata d'opposizione strizzando l'occhio una volta a «Cambiamo Vizzini dal basso» (che, però, non si lascia sedurre) e una volta ai reticenti malpancisti della maggioranza. Una strategia per tornare in campo alle prossime elezioni: il sogno è la poltrona di sindaco (già occupata dal 1993 al 2002), la realtà dice che bisogna fare i conti con numeri e schieramenti.
Meno graffianti, finora, gli interventi di Fossi, che ultimamente dosa le presenze in aula, riservandole alle sedute più importanti. Tra i responsabili anche Li Rosi, transitata in area Pd ma fortemente polemica in uno degli ultimi dibattiti: «Il sindaco faccia un passo indietro ha dichiarato l'ex esponente del Mpa , credo che non ci sia motivo di far continuare questa agonia».
Il sindaco in una botte di ferro Per quanto tempo Sinatra riuscirà dunque a respingere gli assalti al fortino? Probabilmente fino al termine della legislatura, senza perς tirare troppo la corda. La maggioranza sulla quale il sindaco può fare affidamento si è assottigliata, ma è difficile da disgregare. Per la sfiducia servono 12 voti e non è un caso che il tentativo di mozione di «Cambiamo Vizzini dal basso» si sia arenato ancor prima di approdare in aula. Inoltre, il capo della Giunta può giocare
Quasi impossibile trovare i voti per la sfiducia, ma gli ultimi due anni della legislatura sono tutti in salita.
Tutt'altra musica è, invece, quella dei provvedimenti che non richiedono una maggioranza qualificata. In questo caso, l'Amministrazione non può più contare sugli otto voti che la metterebbero al sicuro. Ne sono la prova alcuni episodi recenti, come quello legato alla scelta dei revisori dei conti. Da qui alla fine, quindi, tutto dipenderà da come deciderà di schierarsi il correntone interno alla maggioranza, che ha già detto di voler ritirare il sostegno alla Giunta.
In ogni caso, la strada che porta alla primavera del 2017 è tutta in salita per Sinatra. Bilancio, imposte locali e trasporto scolastico i prossimi banchi di prova. I primo test già martedì prossimo: all'ordine del giorno c'è la mozione sugli alunni pendolari. Se la squadra di governo non dovesse arrivare in aula con una rivisitazione credibile della delibera di inizio agosto, un'altro scivolone sarebbe inevitabile.
30/08/2015 | 2758 letture | 0 commenti
Cerca nel sito
Eventi
Articoli
RUBRICHE | Fisco e Finanza
25/01/2018 | 15118 letture
di C.B.
RUBRICHE | Terza pagina
27/07/2017 | 20849 letture
di M.G.V.
RUBRICHE | Economia
22/01/2017 | 16964 letture
di G.A.
RUBRICHE | Medicina
05/07/2016 | 15802 letture
di C.S.
Informazioni utili
- » Farmacie
- » Trasporti
- » Associazioni
Conferimento rifiuti
Newsletter
La città e la sua gente
- » Storia
- » Personaggi
- » Emigrati
Meteo
Le previsioni per i prossimi 7 giorni a Vizzini.
Per i dettagli clicca qui.
Per i dettagli clicca qui.
Collabora e segnala
Vuoi segnalare un problema di cui InfoVizzini.it dovrebbe occuparsi?
Ti piacerebbe diventare uno dei nostri collaboratore?
Stai organizzando un evento?
Desideri inviarci una foto o un video su Vizzini?




