Politica
Il Pd si spacca, Cassone: «Uscire fuori dalla Giunta»
Cilmi replica: «Mi dimetto se lo decidono gli iscritti»
Cilmi replica: «Mi dimetto se lo decidono gli iscritti»
È scontro nel principale partito di maggioranza sull'opportunità
di continuare a sostenere Sinatra con un assessore nella squadra di governo.
Improbabile una decisione, stasera, durante la riunione dei tesserati.
Acque agitate nella sezione locale Partito democratico. Ad accentuare una frattura
già da tempo evidente, ma finora tenuta il più possibile "tra le mura di casa",
sono giunte le vicende legate al Cara di Mineo, che hanno definitivamente demolito
la già traballante fiducia di alcuni esponenti di punta del partito nei confronti
dell'Amministrazione comunale e, in particolare, del sindaco, Marco Sinatra.
Il dissenso latente - Il primo a uscire allo scoperto è il consigliere
comunale e vice presidente della massima assise cittadina, Vito Cassone, che
già in passato non aveva fatto mistero di "mal di pancia" nei confronti
del gruppo che sostiene il primo cittadino.
I malumori, però, adesso sono diventati espliciti. «A partire dalla metà del 2014 - spiega Cassone - avevo comunicato alla sezione locale del Pd opacità gestionali, alcune delle quali sono emerse. La revoca della Giunta, non concordata con il partito, imponeva una presa di distanza dall'Amministrazione e
un eventuale appoggio esterno».
Presa di distanza che non si è mai verificata, nonostante un'intensa dialettica tra i tesserati, che ha preceduto la scelta di confermare la fiducia e scegliere un nuovo nome per la Giunta. «Alcuni dirigenti del Pd - accusa il consigliere - hanno voluto continuare l'esperienza amministrativa anche in contrasto con la rappresentanza consiliare, il cui silenzio ha evitato spaccature in seno al partito. Penso, però, che ormai non si possa più aspettare in quanto il tempo potrà solo peggiorare la situazione attuale».
Un invito per nulla velato a togliere l'appoggio alla squadra di governo, all'interno della quale il Pd è rappresentato, da dicembre, dal vice sindaco Santo Cilmi, succeduto proprio a Cassone. Ma anche una "frecciata" al direttivo del partito e allo stesso Cilmi, che ricopre ancora il ruolo di coordinatore del circolo di via Roma.
A sostenere la linea dell'ex vice sindaco, all'interno del circolo e tra i banchi del Consiglio comunale, c'è l'attuale presidente dell'assise, Vito Cortese, che si dice favorevole a un disimpegno, sposando le ragioni di Cassone.
«Servono solide motivazioni politiche» - L'accusa di «continuo silenzio» non va tuttavia giù al segretario Cilmi, che non si sottrae al confronto e replica. «Solo adesso - fa notare l'attuale vice sindaco - i sindaci del Pd, allineandosi alle recenti decisioni della segreteria provinciale, decidono di dimettersi dal consorzio del Cara di Mineo, nonostante le precedenti indicazioni e i tempi non sospetti citati. A Vizzini abbiamo un sindaco non iscritto al Pd. La segreteria politica locale si uniforma anch'essa e non è affatto in contrasto con la recente mozione votata in sede provinciale, ritenendo che occorra ripensare radicalmente al sistema di accoglienza dei migranti e con chiarezza nella gestione». Cilmi ricorda, inoltre, che «l'Amministrazione comunale, di
cui il Pd vizzinese fa parte, concorda con il sindaco Sinatra sulla proposta che
egli farà sullo scioglimento del consorzio nella seduta di martedì, anche in aderenza
alla decisione della segreteria provinciale».
Il segretario passa poi la scelta di eventuali dimissioni ai tesserati. «A chi dialetticamente argomenta una "presa di distanza" dalla Giunta Sinatra, altrettanto dialetticamente dico che l'eventuale uscita del Pd deve essere supportata da solide motivazioni politiche, specialmente in un periodo delicato come quello che stiamo vivendo, che richiede grande senso di responsabilità da parte di tutti. Ogni decisione dovrà essere discussa, ponderata e votata da tutti gli iscritti al partito: questa è una regola di democrazia. Se e quando il partito dovesse responsabilmente decidere di uscire dall'Amministrazione, sarò pronto a lasciare l'incarico».
Le prossime mosse potrebbero venire fuori dalla riunione del circolo locale, in programma stasera per cercare «di far uscire il partito dall'ambiguità contestata», annuncia Cilmi. Un'assembela alla quale, però, non parteciperanno Cassone e Cortese.
I malumori, però, adesso sono diventati espliciti. «A partire dalla metà del 2014 - spiega Cassone - avevo comunicato alla sezione locale del Pd opacità gestionali, alcune delle quali sono emerse. La revoca della Giunta, non concordata con il partito, imponeva una presa di distanza dall'Amministrazione e
La posizione di Vito Cassone è appoggiata in Consiglio e nel partito anche da Vito Cortese.
Presa di distanza che non si è mai verificata, nonostante un'intensa dialettica tra i tesserati, che ha preceduto la scelta di confermare la fiducia e scegliere un nuovo nome per la Giunta. «Alcuni dirigenti del Pd - accusa il consigliere - hanno voluto continuare l'esperienza amministrativa anche in contrasto con la rappresentanza consiliare, il cui silenzio ha evitato spaccature in seno al partito. Penso, però, che ormai non si possa più aspettare in quanto il tempo potrà solo peggiorare la situazione attuale».
Un invito per nulla velato a togliere l'appoggio alla squadra di governo, all'interno della quale il Pd è rappresentato, da dicembre, dal vice sindaco Santo Cilmi, succeduto proprio a Cassone. Ma anche una "frecciata" al direttivo del partito e allo stesso Cilmi, che ricopre ancora il ruolo di coordinatore del circolo di via Roma.
A sostenere la linea dell'ex vice sindaco, all'interno del circolo e tra i banchi del Consiglio comunale, c'è l'attuale presidente dell'assise, Vito Cortese, che si dice favorevole a un disimpegno, sposando le ragioni di Cassone.
«Servono solide motivazioni politiche» - L'accusa di «continuo silenzio» non va tuttavia giù al segretario Cilmi, che non si sottrae al confronto e replica. «Solo adesso - fa notare l'attuale vice sindaco - i sindaci del Pd, allineandosi alle recenti decisioni della segreteria provinciale, decidono di dimettersi dal consorzio del Cara di Mineo, nonostante le precedenti indicazioni e i tempi non sospetti citati. A Vizzini abbiamo un sindaco non iscritto al Pd. La segreteria politica locale si uniforma anch'essa e non è affatto in contrasto con la recente mozione votata in sede provinciale, ritenendo che occorra ripensare radicalmente al sistema di accoglienza dei migranti e con chiarezza nella gestione». Cilmi ricorda, inoltre, che «l'Amministrazione comunale, di
Cilmi annuncia che il partito locale si allineerà alla segreteria provinciale.
Il segretario passa poi la scelta di eventuali dimissioni ai tesserati. «A chi dialetticamente argomenta una "presa di distanza" dalla Giunta Sinatra, altrettanto dialetticamente dico che l'eventuale uscita del Pd deve essere supportata da solide motivazioni politiche, specialmente in un periodo delicato come quello che stiamo vivendo, che richiede grande senso di responsabilità da parte di tutti. Ogni decisione dovrà essere discussa, ponderata e votata da tutti gli iscritti al partito: questa è una regola di democrazia. Se e quando il partito dovesse responsabilmente decidere di uscire dall'Amministrazione, sarò pronto a lasciare l'incarico».
Le prossime mosse potrebbero venire fuori dalla riunione del circolo locale, in programma stasera per cercare «di far uscire il partito dall'ambiguità contestata», annuncia Cilmi. Un'assembela alla quale, però, non parteciperanno Cassone e Cortese.
08/06/2015 | 2560 letture | 0 commenti
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