Polemiche
Sul Cara di Mineo «ne discutano i Consigli comunali»
Proposta di deliberazione per 6 Comuni del Calatino
Proposta di deliberazione per 6 Comuni del Calatino
Il Coordinamento di consiglieri che segue le vicende dei centri di accoglienza
presenta un documento per la chiusura della struttura di contrada Cucinella e chiede
chiarezza alla magistratura.
La questione del Cara di Mineo, finito nell'occhio del ciclone dell'inchiesta
«Mondo di mezzo», che ha coinvolto il consulente-dipendente Luca Odevaine,
continua a tenere banco. Contro il mega centro per migranti puntano ancora una volta
il dito i membri del Coordinamento dei consiglieri comunali del Calatino, che hanno
preparato un documento da sottoporre ai colleghi dei Consigli di Mineo, Caltagirone,
Palagonia, Vizzini, Grammichele e Scordia.
A Vizzini l'iniziativa porta la firma di Giuseppe Coniglione, Vito Amore e Gino
Salina, componenti del gruppo consiliare «Cambiamo Vizzini dal basso»,
che hanno chiesto al presidente della massima assise cittadina di mettere all'ordine
del giorno la discussione sulla struttura d'accoglienza di contrada Cucinella
e sul consorzio che la gestisce.
Nella proposta di deliberazione si sottolinea la necessità di «chiedere alla magistratura che l'indagine che ha coinvolto Roma faccia chiarezza anche sulla gestione del Cara di Mineo e del consorzio "Calatino Terra d'accoglienza", sottoporre al cda del consorzio la richiesta di istituire una commissione di indagine che accerti le procedure con cui è stata espletata l'ultima gara d'appalto, valutando la possibilità di annullarla per effettuarne una nuova, e sottoporre alla prefettura di Catania e al consorzio la richiesta di ridurre il numero degli ospiti e gradualmente svuotare la struttura, perché l'attuale affollamento è intollerabile, contrario a ogni regola di accoglienza dignitosa e causa di illegalità diffusa e disaggregazione sociale».
Il documento impegnerebbe inoltre i sindaci a «farsi carico della delicata situazione relativa alle assunzioni dei lavoratori del Cara, deliberando l'obbligo di attingere da graduatorie trasparenti e pubbliche, che si avvalgano dell'ufficio di collocamento, nonché di vigilare sui tipi di contratti che vengono sottoscritti» e a «garantire la tutela lavorativa delle professionalità che lavorano al Cara, accompagnandole verso i microsistemi di accoglienza»
I promotori dell'iniziativa propongono, come alternativa al Cara, «microsistemi d'accoglienza diffusi e siti all'interno delle città» e chiedono di «aumentare le commissioni per il rilascio dei permessi di soggiorno e adeguare alla normativa europea i tempi di attesa», auspicando che «si metta mano a una nuova normativa che riordini la materia, visto che la vigente Bossi-Fini ha causato criticità gravissime».
Nella proposta di deliberazione si sottolinea la necessità di «chiedere alla magistratura che l'indagine che ha coinvolto Roma faccia chiarezza anche sulla gestione del Cara di Mineo e del consorzio "Calatino Terra d'accoglienza", sottoporre al cda del consorzio la richiesta di istituire una commissione di indagine che accerti le procedure con cui è stata espletata l'ultima gara d'appalto, valutando la possibilità di annullarla per effettuarne una nuova, e sottoporre alla prefettura di Catania e al consorzio la richiesta di ridurre il numero degli ospiti e gradualmente svuotare la struttura, perché l'attuale affollamento è intollerabile, contrario a ogni regola di accoglienza dignitosa e causa di illegalità diffusa e disaggregazione sociale».
Il documento impegnerebbe inoltre i sindaci a «farsi carico della delicata situazione relativa alle assunzioni dei lavoratori del Cara, deliberando l'obbligo di attingere da graduatorie trasparenti e pubbliche, che si avvalgano dell'ufficio di collocamento, nonché di vigilare sui tipi di contratti che vengono sottoscritti» e a «garantire la tutela lavorativa delle professionalità che lavorano al Cara, accompagnandole verso i microsistemi di accoglienza»
I promotori dell'iniziativa propongono, come alternativa al Cara, «microsistemi d'accoglienza diffusi e siti all'interno delle città» e chiedono di «aumentare le commissioni per il rilascio dei permessi di soggiorno e adeguare alla normativa europea i tempi di attesa», auspicando che «si metta mano a una nuova normativa che riordini la materia, visto che la vigente Bossi-Fini ha causato criticità gravissime».
13/12/2014 | 2353 letture | 0 commenti
di R.I.
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