Lavoro
Cara di Mineo, licenziati dal consorzio 47 dipendenti
«Trauma per padri di famiglia, trattati come animali»
«Trauma per padri di famiglia, trattati come animali»
Mercoledì è giunta agli ormai ex operatori del centro d'accoglienza
la telefonata che annunciava la risoluzione del contratto. Sconforto tra chi da
ieri è stato lasciato a casa. Possibili azioni legali.
Nessuno se lo aspettava. Non adesso che il loro lavoro sembrava tornato necessario.
Men che meno, poi, con quelle modalità. Invece mercoledì sera una telefonata ha
annunciato il licenziamento immediato a 47 operatori del Cara di Mineo (tra i quali anche 5 vizzinesi). Sono loro
i primi a pagare il calo dei migranti nel centro d'accoglienza di contrada
Cucinella.
A ottobre erano 133 – Inseriti in una lista stilata in base a criteri
sui quali i sindacati hanno espresso perplessità, i primi dipendenti in esubero
del consorzio Nuovo Cara Mineo sono rimasti ieri a casa sulla base di una procedura
di licenziamento collettivo avviata a ottobre, quando fu annunciato il taglio di
133 unità. Gli ultimi arrivi avevano nuovamente incrementato il numero di ospiti
e dato l'illusione di un possibile "congelamento" della procedura avviata
lo scorso ottobre. Qualcuno, nell'ex Residence degli aranci, pensava addirittura
che il peggio fosse passato e il posto fosse salvo. Poi la doccia fredda.
Le reazioni di chi ha perso il posto – «È stata fatta una cosa bruttissima, per un padre di famiglia è un trauma», confessa con un misto di rabbia e sconforto Fabio, da tre anni al Cara e con due figli a carico, ora
senza lavoro. «Non si può licenziare una persona per telefono – aggiunge –,
è degradante. Siamo stati trattati come animali e non capiamo i criteri adottati».
Anche Giuseppe, padre di una bimba e negli ultimi due anni in servizio come autista, si ritrova da ieri disoccupato e con molte perplessità. «Nella gestione del centro – accusa l'ormai ex dipendente del consorzio – ci sono spese superflue, specie sui trasporti, ma i commissari hanno preferito avallare i licenziamenti anziché tagliare gli appalti. Si potevano salvare diversi posti di lavoro, per esempio, con il servizio di bus scolastico, da settembre affidato a una ditta esterna».
La Fp Cgil valuta il ricorso al giudice – La loro vicenda, come quella di molti altri, potrebbe adesso approdare davanti a un giudice. La Fp Cgil di Caltagirone, che ieri ha avviato gli incontri a Mirabella e Grammichele, ha chiesto ai suoi
legali di valutare «ogni azione a tutela dei lavoratori. Se ci sono
irregolarità – avverte il segretario dell'organizzazione sindacale, Francesco D'Amico
–, impugneremo i licenziamenti. Abbiamo più volte contestato la procedura, che
non ha coinvolto tutto il personale, escludendo quello amministrativo. Sin
dall'inizio nutrivamo dubbi, per queso motivo abbiamo preferito non firmare
l'accordo».
Resta inoltre aperta anche la questione stipendi, infatti «i dipendenti – ricorda la Cgil – attendono la tredicesima e le mensilità di dicembre e gennaio».
L'arrivo di nuovi migranti aveva fatto sperare in una sospensione della procedura.
Le reazioni di chi ha perso il posto – «È stata fatta una cosa bruttissima, per un padre di famiglia è un trauma», confessa con un misto di rabbia e sconforto Fabio, da tre anni al Cara e con due figli a carico, ora
Gli ex dipendenti del consorzio puntano il dito contro i servizi appaltati a ditte esterne.
Anche Giuseppe, padre di una bimba e negli ultimi due anni in servizio come autista, si ritrova da ieri disoccupato e con molte perplessità. «Nella gestione del centro – accusa l'ormai ex dipendente del consorzio – ci sono spese superflue, specie sui trasporti, ma i commissari hanno preferito avallare i licenziamenti anziché tagliare gli appalti. Si potevano salvare diversi posti di lavoro, per esempio, con il servizio di bus scolastico, da settembre affidato a una ditta esterna».
La Fp Cgil valuta il ricorso al giudice – La loro vicenda, come quella di molti altri, potrebbe adesso approdare davanti a un giudice. La Fp Cgil di Caltagirone, che ieri ha avviato gli incontri a Mirabella e Grammichele, ha chiesto ai suoi
Ieri i primi incontri a Mirabella e Grammichele, si attende il parere dei legali.
Resta inoltre aperta anche la questione stipendi, infatti «i dipendenti – ricorda la Cgil – attendono la tredicesima e le mensilità di dicembre e gennaio».
05/02/2016 | 4976 letture | 0 commenti
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