Lavoro
Cara di Mineo, i dipendenti scelgono i licenziamenti
Bocciati con un referendum i contratti di solidarietà
Bocciati con un referendum i contratti di solidarietà
La consultazione tra i lavoratori promossa dai Fp Cgil e UilTemp sancisce lo stop
alla trattativa con l'azienda, che procederà quindi una riduzione del 40 percento
del personale a tempo indeterminato in servizio.
Sarà pure il Villaggio della Solidarietà, ma quando al Cara di Mineo si tratta di
condividere il peso di scelte essenziali per evitare i licenziamenti collettivi,
lo spirito diventa tutt'altro che solidale. Ne è la prova l'esito del referendum
con il quale i lavoratori hanno bocciato l'ipotesi di applicazione dei contratti
difensivi, lasciando al consorzio che gestisce il centro d'accoglienza l'onere di
procedere ai 133 licenziamenti già annunciati.
A casa i primi 133 operatori – Niente riduzione delle ore, «sì»
al taglio del personale. Alla consultazione indetta da Fp Cgil e UilTemp, giovedì
e venerdì, hanno partecipato 269 dipendenti su 334 aventi diritto. Quasi il 63
percento di loro (169 votanti) ha scartato la proposta di solidarietà difensiva.
Sarà dunque un Natale "nero" per il 40 percento degli operatori che, al termine del confronto tra azienda e sindacati, rimarrà senza un'occupazione. Altri potrebbero seguire la stessa sorte, soltanto rinviata dall'arrivo, sabato, di 300 migranti.
Al prossimo incontro con il consorzio Nuovo Cara Mineo le organizzazioni di categoria, su mandato della maggioranza dei tesserati, non si batteranno più per la salvaguardia dei livelli occupazionali.
La delusione della Fp Cgil – Non nasconde l'amarezza per il risultato
Francesco D'Amico, segretario della Fp Cgil di Caltagirone. «Abbiamo sempre
manifestato la nostra contrarietà nei confronti del consorzio – sottolinea il
sindacalista –, invitando più volte i lavoratori a mobilitarsi. Tutto ciò con
scarsi risultati, visti gli esiti del sit-in del 17 novembre, del successivo
sciopero e di tante altre iniziative andate deserte. Eppure, nonostante gli
ostacoli, il nostro spirito ci ha spinto a rimanere al fianco dei lavoratori».
Quasi il 63 percento dei votanti ha detto «no» alla riduzione delle ore per salvare i posti di lavoro.
Sarà dunque un Natale "nero" per il 40 percento degli operatori che, al termine del confronto tra azienda e sindacati, rimarrà senza un'occupazione. Altri potrebbero seguire la stessa sorte, soltanto rinviata dall'arrivo, sabato, di 300 migranti.
Al prossimo incontro con il consorzio Nuovo Cara Mineo le organizzazioni di categoria, su mandato della maggioranza dei tesserati, non si batteranno più per la salvaguardia dei livelli occupazionali.
La delusione della Fp Cgil – Non nasconde l'amarezza per il risultato
D'Amico lamenta la scarsa adesione alle iniziative sindacali.
07/12/2015 | 3583 letture | 0 commenti
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