Lavoro
Cara di Mineo, due opzioni per frenare i licenziamenti
Ammortizzatori sociali e ricollocamento negli Sprar
Ammortizzatori sociali e ricollocamento negli Sprar
Si tenta di ridurre al minimo il numero di operatori che resteranno a casa entro
Natale. Da Roma si attendono notizie sui contratti di solidarietà e sull'ampliamento
della rete d'accoglienza di secondo livello.
La "partita" sui licenziamenti collettivi al Cara di Mineo si sposta a
Roma. Il tentativo di salvare il maggior numero possibile di posti di lavoro,
rispetto ai 133 dipendenti che entro Natale resteranno a casa per effetto della
riduzione degli ospiti del centro d'accoglienza, si aggrappa a due opzioni.
Altri 10mila posti per l'accoglienza – La prima punta su un ricollocamento
degli operatori nelle strutture del Sistema di protezione per richiedenti asilo
e rifugiati. Dei 30mila posti previsti dal ministero dell'Interno, due terzi sono
già stati distribuiti. Restano 10mila posti da "spalmare" sul
territorio nazionale. Bisogna però valutare la disponibilità, da
parte dei Comuni, di ampliare la rete di accoglienza di secondo livello.
Nel Calatino già oggi tutti gli enti locali (tranne Militello e Mazzarrone) fanno parte dei progetti Sprar di cui sono titolari Vizzini, Caltagirone e Ramacca, per un totale di quasi 500 posti.
Il "nodo" dei contratti – La seconda opzione, non meno complicata, riguarda il ricorso a specifici ammortizzatori sociali e tira in ballo anche i
sindacati. Lo scoglio da superare è rappresentato dall'applicabilità
dei contratti di solidarietà di tipo difensivo. In questo caso, sarebbe
possibile compensare una riduzione delle ore con un trattamento di integrazione
salariale e con l'abbassamento dei contributi previdenziali. «Tutte strade
da non trascurare – secondo Francesco D'Amico, della Fp Cgil – viste le difficoltà
attuali».
Giovedì nuovo incontro consorzio-sindacati – Della questione si è interessata anche Luisella Albanella, deputata del Pd, che ha incontrato il
sottosegretario all'Interno Domenico Manzione e che segue la possibilità
di accedere agli ammortizzatori sociali anche in commissione Lavoro. L'unica
certezza, al momento, resta il ridimensionamento del Cara, destinato a diventare
un hot spot o un centro di primo soccorso. Intanto, per giovedì prossimo
è previsto un nuovo incontro tra il consorzio che gestisce il centro
d'accoglienza e le sigle sindacali.
Il Calatino ospità già quasi 500 migranti negli Sprar.
Nel Calatino già oggi tutti gli enti locali (tranne Militello e Mazzarrone) fanno parte dei progetti Sprar di cui sono titolari Vizzini, Caltagirone e Ramacca, per un totale di quasi 500 posti.
Il "nodo" dei contratti – La seconda opzione, non meno complicata, riguarda il ricorso a specifici ammortizzatori sociali e tira in ballo anche i
La Cgil invita a non trascurare alcuna possibile soluzione.
Giovedì nuovo incontro consorzio-sindacati – Della questione si è interessata anche Luisella Albanella, deputata del Pd, che ha incontrato il
Il Cara destinato a diventare hot spot o centro di primo soccorso.
30/10/2015 | 2218 letture | 0 commenti
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