Lavoro
Sprar, la cooperativa Il Sorriso chiude e licenzia
A casa 16 operatori, un "patto" per riassumerli
A casa 16 operatori, un "patto" per riassumerli
Da lunedì sono senza occupazione i dipendenti che erano impegnati nei servizi della
struttura d'accoglienza di contrada Albanicchi. Il progetto proseguirà fino alla
scadenza, si spera in un "ripescaggio".
Forse per rispetto dei migranti, nessuno finora ha usato la parola crisi. Eppure
il settore dell'accoglienza, nel Calatino, sembra quantomeno in affanno. Un paradosso
fatto di continui sbarchi sulle coste siciliane da un lato e di licenziamenti del
personale addetto ai servizi dall'altro.
«Difficoltà economiche» – Se il caso del Cara di Mineo, con quasi
duecento esuberi tra gli operatori, rappresenta la diretta e prevedibile conseguenza
della volontà di ridurre il sovraffollamento del centro di contrada Cucinella,
più difficile diventa spiegare le motivazioni che a Vizzini hanno spinto i
"pionieri" dell'accoglienza di secondo livello a chiudere i battenti.
La cooperativa Il Sorriso, che dal 2009 assiste richiedenti asilo e rifugiati per
conto del consorzio Sol.Calatino (vincitore di un bando emanato dal Comune), getta
la spugna e congeda i dipendenti. Dopo il preavviso inviato a giugno, per sedici
lavoratori dei progetti Sprar (che si aggiungono ai tre già rimasti senza occupazione
nei mesi scorsi) sono arrivate lunedì le lettere di licenziamento immediato.
«Le problematiche legate alle difficoltà della cooperativa a mantenere i requisiti per il mantenimento dei progetti ancora in essere – si giustificano i vertici societari – rendono impossibile la prosecuzione dell'attività produttiva aziendale». La traduzione dal burocratese, qualche riga più in basso, chiarisce l'arcano. «Le difficoltà economiche della cooperativa – si legge nelle missive – determinano il mancato proseguimento di ogni tipo di attività».
Lunedì la firma? – Una decisione che coinvolge in tutto diciannove dipendenti, già provati dal ritardo di cinque mesi nel pagamento degli stipendi. I progetti Sprar, tuttavia, proseguiranno fino alla scadenza naturale dell'affidamento, prevista per dicembre dell'anno prossimo. In campo, in attesa di eventuali nuovi ingressi, resta al momento un'altra delle cooperative della galassia Sol.Calatino, la San
Francesco, che finora ha affiancato Il Sorriso.
Al consorzio, secondo la Fp Cgil di Caltagirone, spetta adesso il compito di "ammortizzare" l'effetto dei licenziamenti. «Auspichiamo che ci sia sensibilità da parte degli amministratori – spiega il segretario dell'organizzazione sindacale, Francesco D'Amico – affinché tutti i dipendenti vengano riassunti dalla nuova società senza che venga dispersa la loro preziosa professionalità». Una proposta che, almeno nelle intenzioni, sembra trovare d'accordo Sol.Calatino. Lunedì è previsto un incontro tra consorzio, sindacato e Comune di Vizzini per firmare un travagliato protocollo d'intesa, atteso col fiato sospeso dagli ormai ex dipendenti, che sperano nel "ripescaggio".
La cooperativa Il Sorriso, che dal 2009 assiste richiedenti asilo e rifugiati per
Tagli anche per il personale del Cara di Mineo, oltre che per gli operatori dello Sprar.
«Le problematiche legate alle difficoltà della cooperativa a mantenere i requisiti per il mantenimento dei progetti ancora in essere – si giustificano i vertici societari – rendono impossibile la prosecuzione dell'attività produttiva aziendale». La traduzione dal burocratese, qualche riga più in basso, chiarisce l'arcano. «Le difficoltà economiche della cooperativa – si legge nelle missive – determinano il mancato proseguimento di ogni tipo di attività».
Lunedì la firma? – Una decisione che coinvolge in tutto diciannove dipendenti, già provati dal ritardo di cinque mesi nel pagamento degli stipendi. I progetti Sprar, tuttavia, proseguiranno fino alla scadenza naturale dell'affidamento, prevista per dicembre dell'anno prossimo. In campo, in attesa di eventuali nuovi ingressi, resta al momento un'altra delle cooperative della galassia Sol.Calatino, la San
La Cgil chiede a Sol.Calatino di "ammortizzare" l'effetto dei licenziamenti.
Al consorzio, secondo la Fp Cgil di Caltagirone, spetta adesso il compito di "ammortizzare" l'effetto dei licenziamenti. «Auspichiamo che ci sia sensibilità da parte degli amministratori – spiega il segretario dell'organizzazione sindacale, Francesco D'Amico – affinché tutti i dipendenti vengano riassunti dalla nuova società senza che venga dispersa la loro preziosa professionalità». Una proposta che, almeno nelle intenzioni, sembra trovare d'accordo Sol.Calatino. Lunedì è previsto un incontro tra consorzio, sindacato e Comune di Vizzini per firmare un travagliato protocollo d'intesa, atteso col fiato sospeso dagli ormai ex dipendenti, che sperano nel "ripescaggio".
09/10/2015 | 3560 letture | 0 commenti
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