Lavoro
Cara di Mineo, scatta l'ora dei licenziamenti collettivi
Niente rinnovo per 44, a casa altri 150 operatori
Niente rinnovo per 44, a casa altri 150 operatori
Gli ospiti passano da 3.800 a 1.800, determinando un ridimensionamento dei dipendenti:
quelli in eccesso perderanno il posto entro i prossimi due mesi e mezzo. I sindacati
chiedono una soluzione alle istituzioni.
La lettera ai sindacati arriverà la settimana prossima. Tuttavia, la conferma
della notizia che avevamo anticipato nei giorni scorsi c'è già: per i lavoratori
del Cara di Mineo si materializza lo spettro dei licenziamenti collettivi. Il
drastico calo degli ospiti nella struttura d'accoglienza di contrada Cucinella
ha infatti spinto il consorzio Nuovo Cara Mineo ad avviare il ridimensionamento
del numero di operatori utilizzati per i servizi.
Entro natale taglio al numero di ore – I primi a perdere il posto saranno
i 44 dipendenti a tempo determinato, ai quali non verranno rinnovati i contratti
in scadenza tra ottobre e novembre. Prima di Natale, poi, la scure si abbatterà
anche sui colleghi a tempo indeterminato. Quanti? Non si sbilancia Roberto Roccuzzo,
amministratore delegato del consorzio, che preferisce parlare di numero di ore,
ma conferma che «la riduzione del personale sarà proporzionale al calo degli
ospiti».
I conti sono presto fatti. I 390 lavoratori attualmente in servizio al Cara sono stati assunti per assistere i circa 3.800 migranti ospitati fino a qualche mese fa. Ma gli stranieri nel Residence degli aranci, che domani scenderanno a quota 2.030 per effetto dell'ultimo decreto di trasferimento, secondo il manager sono destinati ad attestarsi intorno ai 1.800. Meno della metà rispetto al pienone, che significa quindi anche un dimezzamento degli operatori. Questo vuol dire che, tenuto conto dei 44 in scadenza, altri 150 dipendenti potrebbero finire a casa.
Referendum sui contratti di solidarietà – Le cifre saranno più chiare dopo l'avvio del confronto con le associazioni di categoria, già in agitazione per il ritardo nei pagamenti delle ultime tre mensilità. Oggi la Fp Cgil di Caltagirone si riunirà in assemblea sindacale, mentre lunedì sarà impegnata a Catania per un'audizione in prefettura e, contemporaneamente, al Cara per un sit-in di protesta. In ballo c'è la proposta dei contratti di solidarietà, per i quali si voterà lunedì
e martedì.Roccuzzo sembra però scettico su questa opzione. «Quelli previsti
dalla norma – spiega l'a.d. – non sono applicabili. Solo un accordo interno può
determinare un recupero di posti, ma con regole chiare tra i lavoratori. L'importante
è ridurre le ore».
Il segretario della Fp Cgil, Francesco D'Amico, prova invece a sensibilizzare il governo nazionale. «Abbiamo incontrato l'on. Luisa Albanella – annuncia il sindacalista – per sottoporre la questione all'attenzione del ministero dell'Interno».
Roberto Roccuzzo, amministratore delegato del consorzio Nuovo Cara di Mineo, non si sbilancia sugli esuberi.
I conti sono presto fatti. I 390 lavoratori attualmente in servizio al Cara sono stati assunti per assistere i circa 3.800 migranti ospitati fino a qualche mese fa. Ma gli stranieri nel Residence degli aranci, che domani scenderanno a quota 2.030 per effetto dell'ultimo decreto di trasferimento, secondo il manager sono destinati ad attestarsi intorno ai 1.800. Meno della metà rispetto al pienone, che significa quindi anche un dimezzamento degli operatori. Questo vuol dire che, tenuto conto dei 44 in scadenza, altri 150 dipendenti potrebbero finire a casa.
Referendum sui contratti di solidarietà – Le cifre saranno più chiare dopo l'avvio del confronto con le associazioni di categoria, già in agitazione per il ritardo nei pagamenti delle ultime tre mensilità. Oggi la Fp Cgil di Caltagirone si riunirà in assemblea sindacale, mentre lunedì sarà impegnata a Catania per un'audizione in prefettura e, contemporaneamente, al Cara per un sit-in di protesta. In ballo c'è la proposta dei contratti di solidarietà, per i quali si voterà lunedì
Lunedì mattina sit-in della Cgil e incontro in prefettura a Catania.
Il segretario della Fp Cgil, Francesco D'Amico, prova invece a sensibilizzare il governo nazionale. «Abbiamo incontrato l'on. Luisa Albanella – annuncia il sindacalista – per sottoporre la questione all'attenzione del ministero dell'Interno».
03/10/2015 | 4132 letture | 0 commenti
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