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Lavoro
Il Cara si "sgonfia", i dipendenti iniziano a tremare
Gestori pronti a tagliare gli esuberi, Cgil preoccupata
Il calo degli ospiti nel centro d'accoglienza di Mineo si ripercuote sul numero di operatori necessari. Licenziamenti inevitabili e ansia tra i lavoratori del Calatino, che devono anche ricevere due stipendi arretrati.
Nella più grande "azienda" del Calatino tira aria di crisi. Il Cara di Mineo, attorno al quale ruotano 400 operatori, inizia a sentire gli effetti della riduzione del numero di ospiti, da più parti invocata e negli ultimi mesi diventata concreta.
Foto n. 2
Martedì partono altri 200 migranti – Dopo aver raggiunto, in passato, picchi di oltre 4mila presenze, dallo scorso giugno a oggi il centro d'accoglienza di contrada Cucinella ha iniziato a "sgonfiarsi". Tanto da far diventare negativo il saldo tra arrivi e partenze.
Attualmente, nel Residence degli aranci vivono 2.700 migranti, che entro martedì scenderanno a 2.500 per effetto dell'ultimo decreto di trasferimento. Con una media
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Bisognerà scegliere se tagliare le ore lavorative o il personale.
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di 3.300 ospiti nel 2015 e una forza lavoro tarata su 3.800, è evidente che i conti, per i gestori, non tornano più.
«Siamo preoccupati per il futuro del Cara – spiega Francesco D'Amico, segretario della Fp Cgil di Caltagirone –, in particolar modo dopo essere stati informati sul trend negativo delle presenze».
Meno migranti, dunque, vuol dire anche meno lavoratori. «Tutte le opzioni sono al vaglio, sceglieremo la strada più indolore», annuncia Roberto Roccuzzo, amministratore delegato del consorzio Nuovo Cara Mineo, che non valuta negativamente la "crisi" di presenza e, anzi, aggiunge che «finalmente lavoreremo con maggiore tranquillità». Le opzioni, che verranno discusse con i sindacati, riguardano la riduzione del numero di ore e quella del numero di dipendenti.

La validazione rallenta gli stipendi – Non va meglio sul fronte stipendi. Due le mensilità arretrate, diretta conseguenza della lento processo con il quale prefettura e stazione appaltante validano le fatture del consorzio. «Finora
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Il consorzio non anticipa più i fondi, gli operatori giovedì protesteranno in prefettura.
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abbiamo fatto fronte ai ritardi – chiarisce ancora Roccuzzo –, ma la nostra esposizione è troppo ampia e le banche non ci fanno più credito. Siamo tuttavia fiduciosi su una prossima soluzione perché sicuri del nostro operato».
La Cgil, che chiederà la costituzione immediata di un tavolo tecnico, prepara un sit-in davanti al Cara per lunedì mattina e uno sciopero con manifestazione davanti alla prefettura per giovedì.
«Chiederemo alle istituzioni soluzioni alternative anche per i lavoratori – fa sapere intanto Luisa Albanella, deputata del Pd –, ma che il numero di ospiti fosse eccessivo è stato riconosciuto da tutti».
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21/09/2015 | 2420 letture | 0 commenti
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