Lavoro
Il personale della Cta «Cappuccini» incrocia le braccia
La Cgil: «Mobilitazione finché non avremo certezze»
La Cgil: «Mobilitazione finché non avremo certezze»
I 40 lavoratori della struttura terapeutica hanno aderito allo sciopero, garantendo
tuttavia i servizi essenziali. La replica di un amministratore: «Ingerenze
nella società, valutiamo azioni legali».
Per la prima volta in 33 anni di attività il personale della Comunità terapeutica
assistita «Cappuccini» di Vizzini ha incrociato le braccia. Venerdì
i 40 dipendenti della struttura hanno aderito allo sciopero (garantendo tuttavia
i servizi essenziali) proclamato dalla Fp-Cgil del Calatino, che, preoccupata per
«le dimissioni di 10 pazienti su 40», rivendica chiarezza su «eventuali
trattative di vendita o liquidazione, sul pagamento degli stipendi di agosto e
sulle contestazioni disciplinari ad alcuni lavoratori».
A sostenere gli scioperanti sono giunti anche il segretario della Cgil del Calatino,
Totò Brigadeci, e il coordinatore Sanità della stessa organizzazione, Enzo Maggiore.
«La mobilitazione - ha annunciato il segretario della Fp-Cgil, Francesco
D'amico - non si fermerà fino a quando non avremo certezze sul futuro della Cta
e dei lavoratori. Chiediamo, inoltre, che vengano eletti i nuovi vertici, già in
proroga».
Secondo il sindacato, i lavoratori avrebbero chiesto un avvicendamento al vertice della società, auspicando un ritorno di Salvatore Arena, già direttore della struttura, al posto del suo omonimo (ma più giovane) che attualmente riveste il ruolo di co-amministratore.
«Si tratta di ingerenze - replica l'amministratore chiamato in causa, Salvatore Arena - che non competono né alla Cgil né ai lavoratori. È strano che si chieda il ritorno del vecchio amministratore, il quale ha manifestato l'intenzione di mettere in liquidazione la società. Questo è un tentativo disperato di chi non ha accettato di essere sostituito. Ci sono tentativi di destabilizzazione, ma noi siamo in carica per volere di tutti i soci, quindi continueremo con il nostro impegno e garantiremo i posti di lavoro. Abbiamo già dato mandato ai nostri legali di valutare le azioni da intraprendere».
Secondo il sindacato, i lavoratori avrebbero chiesto un avvicendamento al vertice della società, auspicando un ritorno di Salvatore Arena, già direttore della struttura, al posto del suo omonimo (ma più giovane) che attualmente riveste il ruolo di co-amministratore.
«Si tratta di ingerenze - replica l'amministratore chiamato in causa, Salvatore Arena - che non competono né alla Cgil né ai lavoratori. È strano che si chieda il ritorno del vecchio amministratore, il quale ha manifestato l'intenzione di mettere in liquidazione la società. Questo è un tentativo disperato di chi non ha accettato di essere sostituito. Ci sono tentativi di destabilizzazione, ma noi siamo in carica per volere di tutti i soci, quindi continueremo con il nostro impegno e garantiremo i posti di lavoro. Abbiamo già dato mandato ai nostri legali di valutare le azioni da intraprendere».
13/09/2014 | 3318 letture | 0 commenti
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