Lavoro
Operai forestali «pronti anche a occupare i cantieri»
Non c'è pace per i lavoratori forestali. Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati
da rivendicazioni e richieste. Sugli stipendi (poi finalmente pagati, con buona
pace di tutti), ma soprattut...
Non c'è pace per i lavoratori forestali. Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati
da rivendicazioni e richieste. Sugli stipendi (poi finalmente pagati, con buona
pace di tutti), ma soprattutto sul rispetto, cui è chiamato il governo regionale,
dell'accordo sottoscritto con i sindacati, che prevede lo stabile incremento delle
giornate lavorative.
Nel contesto di generale incertezza, anche i «settantottisti» si sentono
traditi. Non sono, quindi, soltanto i lavoratori dell'antincendio (che, dopo
l'incontro fra il governatore Raffaele Lombardo e i rappresentanti regionali di
Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil, hanno parlato di «montagna che ha partorito
il topolino») a ritenersi «presi in giro dai continui rinvii, mentre
il completamento delle giornate appare ancora una chimera».
Infatti, anche gli operai "settantottisti" (che sono la maggior parte: quasi 800 nei due distretti di Caltagirone e Vizzini) si dicono stufi. «Chiediamo l'applicazione integrale dell'accordo del mese di maggio del 2009, con il conseguente raggiungimento delle 101 giornate - affermano Giuseppe Buoncuore e Massimiliano Alberghina -. I mesi sono trascorsi invano, fra una promessa e l'altra. E adesso ci ritroviamo a ottobre e il nostro futuro appare nebuloso».
La protesta monta e potrebbe presto sfociare in azioni eclatanti. «Noi - dicono i lavoratori - non intendiamo andare via dai cantieri e prima della scadenza dei termini, vale a dire prima della conclusione delle giornate a oggi riconosciute, valuteremo se occupare i cantieri, dove contiamo di rimanere sino al completamento delle giornate promesse».
(M. Messineo)
Quasi 800 lavoratori vivono ancora in situazione di incertezza
Infatti, anche gli operai "settantottisti" (che sono la maggior parte: quasi 800 nei due distretti di Caltagirone e Vizzini) si dicono stufi. «Chiediamo l'applicazione integrale dell'accordo del mese di maggio del 2009, con il conseguente raggiungimento delle 101 giornate - affermano Giuseppe Buoncuore e Massimiliano Alberghina -. I mesi sono trascorsi invano, fra una promessa e l'altra. E adesso ci ritroviamo a ottobre e il nostro futuro appare nebuloso».
La protesta monta e potrebbe presto sfociare in azioni eclatanti. «Noi - dicono i lavoratori - non intendiamo andare via dai cantieri e prima della scadenza dei termini, vale a dire prima della conclusione delle giornate a oggi riconosciute, valuteremo se occupare i cantieri, dove contiamo di rimanere sino al completamento delle giornate promesse».
(M. Messineo)
10/10/2010 | 1586 letture | 0 commenti
di La Sicilia
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