Iniziative
Migranti e accoglienza: «Non chiamatela emergenza»
Tra operatori ed esperti un confronto su Sprar e Cara
Tra operatori ed esperti un confronto su Sprar e Cara
Al castello medievale di Vizzini un meeting su «Cultura e immigrazione: nuovi
percorsi identitari». Massimiliano Perrotta e Walter Manfrè presentano lo spettacolo «Mare nostrum».
Mentre sulle coste del Ragusano, lontane non più di una settantina di chilometri,
continuano ad approdare migranti e cadaveri di una tragedia diventata ormai quotidianità,
undici Comuni del Calatino sono in questi giorni al lavoro con l'obiettivo di
consolidare la rete dell'accoglienza di secondo livello per chi, su quelle spiagge,
ha avuto la fortuna di giungere ancora vivo. Con una consapevolezza: «Non
possiamo parlare più di emergenza, visto che la situazione è la stessa da anni e
lo sarà anche in futuro».
Un monito chiaro, ribadito da Daniela Di Capua, direttrice del Servizio centrale
del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, nel corso dell'incontro
sul tema «Cultura e immigrazione: nuovi percorsi identitari» organizzato
lunedì al castello medievale di Vizzini. Un faccia a faccia con sindaci e operatori
del settore, a pochi giorni dalla firma di un protocollo tra Comuni per fare "rete",
che fa parte del mese di iniziative dedicate all'integrazione.
Al meeting, davanti agli operatori di Cara e Sprar che non hanno mancato di sottoporre i loro quesiti e suggerimenti, hanno preso la parola anche il sindaco di Vizzini, Marco Sinatra, che ha sottolineato l'importanza del nuovo modello diffuso ma collaborativo, e il responsabile della Comunità Sant'Egidio di Catania, Emiliano Ambramo, che ha portato la testimonianza di due ospiti del Cara pronti, a loro volta, a dare il loro aiuto nella realtà in cui sono approdati.
«Non ci arrendiamo alla logica dell'emergenza - ha aggiunto Paolo Ragusa, presidente di Sol.Calatino - ma lavoriamo per trasformare la disperazione in speranza. Il progetto del Teatro del Mediterraneo è il simbolo di questa impegno». I migranti vestiranno infatti i panni degli attori, anche quest'anno, grazie al workshop teatrale «Mare nostrum», che si concluderà con uno spettacolo a Mineo e Caltagirone, il 10 e l'11 luglio.
Il dramma si basa su un testo di Massimiliano Perrotta, direttore artistico del Teatro del Mediterraneo, e sarà diretto dal regista Walter Manfrè, che ha ricordato come «in Egitto ho imparato cos'è la tolleranza, a Mineo ho visto cos'è l'integrazione».
Al meeting, davanti agli operatori di Cara e Sprar che non hanno mancato di sottoporre i loro quesiti e suggerimenti, hanno preso la parola anche il sindaco di Vizzini, Marco Sinatra, che ha sottolineato l'importanza del nuovo modello diffuso ma collaborativo, e il responsabile della Comunità Sant'Egidio di Catania, Emiliano Ambramo, che ha portato la testimonianza di due ospiti del Cara pronti, a loro volta, a dare il loro aiuto nella realtà in cui sono approdati.
«Non ci arrendiamo alla logica dell'emergenza - ha aggiunto Paolo Ragusa, presidente di Sol.Calatino - ma lavoriamo per trasformare la disperazione in speranza. Il progetto del Teatro del Mediterraneo è il simbolo di questa impegno». I migranti vestiranno infatti i panni degli attori, anche quest'anno, grazie al workshop teatrale «Mare nostrum», che si concluderà con uno spettacolo a Mineo e Caltagirone, il 10 e l'11 luglio.
Il dramma si basa su un testo di Massimiliano Perrotta, direttore artistico del Teatro del Mediterraneo, e sarà diretto dal regista Walter Manfrè, che ha ricordato come «in Egitto ho imparato cos'è la tolleranza, a Mineo ho visto cos'è l'integrazione».
05/07/2014 | 2179 letture | 0 commenti
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