Iniziative
Immigrati, Vizzini "modello" di accoglienza diffusa
Ajana ha 8 anni, è somala, ed è giunta con sua madre a Vizzini da pochi giorni,
ospite del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. A lei il
sindaco Vito Cortese ha fat...
Ajana ha 8 anni, è somala, ed è giunta con sua madre a Vizzini da pochi giorni,
ospite del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. A lei il
sindaco Vito Cortese ha fatto simbolicamente tagliare il nastro della struttura
di contrada Albanicchi destinata a ospitare chi, richiedente asilo o rifugiato,
presenta disagi psichici. La nuova ala della comunità per immigrati inaugurata
lunedì sera sarà un ulteriore aiuto per i migranti.
Ajana ha 8 anni, è somala, ed è giunta con sua madre a Vizzini da pochi giorni,
ospite del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. A lei il
sindaco Vito Cortese ha fatto simbolicamente tagliare il nastro della struttura
di contrada Albanicchi destinata a ospitare chi, richiedente asilo o rifugiato,
presenta disagi psichici. La nuova ala della comunità per immigrati inaugurata
lunedì sera sarà un ulteriore aiuto per i migranti.
Un argomento delicato, quello degli stranieri provenienti dalle coste africane,
mentre il vicino Villaggio della Solidarietà di Mineo continua a creare malumori,
divisioni e polemiche. L'opposto di quello che è successo qui, a nemmeno 30
chilometri dal Residence degli aranci, da due anni a questa parte. Da quando,
cioè, il Comune e il consorzio Sol.Calatino hanno deciso di puntare, in maniera
sperimentale, su progetti di accoglienza e integrazione rivolti agli immigrati.
Prima, nell'estate del 2009, con una residenza da 15 posti finanziata dal Ministero
dell'Interno e pensata per ospitare donne e minori. Oggi con un nuovo progetto,
che attinge dai fondi dell'otto per mille del 2010 e che servirà per offrire un
tetto e l'adeguata assistenza a chi, oltre a lasciare la propria terra, è
costretto a lottare con i disagi psichici.
«Ventitre nostri fratelli - sottolinea il sindaco Cortese - che abbiamo il dovere di aiutare, senza attendere le emergenze. Oggi le nostre strutture ci permettono di ospitarne un numero contenuto, ma se ne avessimo la possibilità non ci tireremmo indietro nel dare accoglienza ad altri». Un'accoglienza che non è solo un tetto a tempo determinato. «Durante la loro permanenza nella struttura di contrada Albanicchi - spiega Paolo Ragusa, presidente di Sol.Calatino - gli ospiti sono coinvolti in iniziative di integrazione socio lavorativa e seguono percorsi di autonomia. Qualcuno ha anche trovato lavoro. Non esistono nè mostri, nè gente pericolosa. Piuttosto, la sicurezza è rappresentata dalle attività che vengono affiancate all'ospitalità».
«Un'iniziativa lodevole - l'ha definita il consigliere provinciale Sergio Gruttadauria, presente all'inaugurazione - che rappresenterà anche un "laboratorio" per l'integrazione dei migranti nel territorio».
L'evento ha rappresentato anche l'occasione per approfondire temi quanto mai attuali con un convegno, al castello medievale, dal titolo «Visioni di territorio e scelte di comunità: il Calatino Sud-Simeto terra di accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati».
L'INAUGURAZIONE La piccola Ajana insieme al sindco, Vito Cortese, al presidente di Sol.Calatino, Paolo Ragusa, e al consigliere provinciale Sergio Gruttadauria.
«Ventitre nostri fratelli - sottolinea il sindaco Cortese - che abbiamo il dovere di aiutare, senza attendere le emergenze. Oggi le nostre strutture ci permettono di ospitarne un numero contenuto, ma se ne avessimo la possibilità non ci tireremmo indietro nel dare accoglienza ad altri». Un'accoglienza che non è solo un tetto a tempo determinato. «Durante la loro permanenza nella struttura di contrada Albanicchi - spiega Paolo Ragusa, presidente di Sol.Calatino - gli ospiti sono coinvolti in iniziative di integrazione socio lavorativa e seguono percorsi di autonomia. Qualcuno ha anche trovato lavoro. Non esistono nè mostri, nè gente pericolosa. Piuttosto, la sicurezza è rappresentata dalle attività che vengono affiancate all'ospitalità».
«Un'iniziativa lodevole - l'ha definita il consigliere provinciale Sergio Gruttadauria, presente all'inaugurazione - che rappresenterà anche un "laboratorio" per l'integrazione dei migranti nel territorio».
L'evento ha rappresentato anche l'occasione per approfondire temi quanto mai attuali con un convegno, al castello medievale, dal titolo «Visioni di territorio e scelte di comunità: il Calatino Sud-Simeto terra di accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati».
29/03/2011 | 2332 letture | 0 commenti
di La Sicilia
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