Indagini
Il Ros pedinava gli indagati dell'inchiesta Mafia Capitale
Il sindaco Sinatra fotografato con Odevaine a Roma
Il sindaco Sinatra fotografato con Odevaine a Roma
Spuntano le foto scattate dagli uomini del Reparto operativo speciale dell'Arma,
che seguivano gli spostamenti di uno dei personaggi chiave del "business dei
migranti", immortalato al Viminale.
La mattina del 29 luglio del 2014, a pochi giorni dalla conclusione dei lavori della commissione
di gara per i servizi milionari del Cara di Mineo e alla vigilia dell'aggiudicazione definitiva,
sette persone si ritrovano a Roma, davanti al Viminale. Si tratta di Luca Odevaine,
Michele Cappella e Giovanni Ferrera, rispettivamente consulenti e direttore del consorzio
«Calatino terra d'accoglienza», Anna Aloisi e Marco Sinatra, sindaci
di Mineo e Vizzini oltre che presidenti del Cda e dell'Assemblea dello stesso
consorzio, Paolo Ragusa e Massimo Millesoli, presidente di Sol.Calatino e della
Fondazione «Sturzo». Cinque di loro (Odevaine, Ferrera, Aloisi, Sinatra
e Ragusa) sono oggi indagati dalla Procura di Catania nel filone etneo dell'inchiesta
Mafia Capitale (insieme al sottosegretario Giuseppe Castiglione), mentre Millesoli e Cappella risultano estranei ai fatti.
Al Viminale con l'uomo "chiave" - Nessuno di loro, finora,
sapeva che a pedinarli, quel giorno, c'erano gli uomini del Reparto operativo
speciale dell'Arma dei carabinieri. I magistrati della Procura di Roma avevano
già fiutato possibili illeciti intorno al "business dei migranti", tanto da
mettere gli investigatori alle costole di uno degli uomini "chiave"
di questa storia, quel Luca Odevaine che aveva già l'utenza telefonica sotto
controllo e le "cimici" negli uffici.
Proprio a Odevaine si affidano i 6 partiti dalla Sicilia per essere ricevuti al Ministero dell'Interno e con lui vengono immortalati di nascosto nelle foto pubblicate dall'Huffington Post, che fanno parte del fascicolo romano di Mafia Capitale. Gli obiettivi delle macchine fotografiche del Ros inquadrano anche il sindaco di Vizzini, in tre distinti momenti: con l'intero gruppo in piazza del Viminale, davanti a un bar mentre saluta Odevaine, e da solo in strada.
«Eravamo lì per gli arretrati» Ferrera, intervistato da Live Sicilia, spiega che «dovevamo fare un incontro con il capo dipartimento del Ministero dell'Interno per discutere degli arretrati nei pagamenti per le imprese che, in
quel momento, erano fermi al settembre 2013. Penso non ci sia nulla di strano,
la gara era stata già aggiudicata provvisoriamente un mese prima e il giorno dopo
dovevamo fare solo l'aggiudicazione definitiva, un atto dovuto».
Quelle foto, tuttavia, oggi diventano uno degli elementi sui quali la Procura capitolina e quella etnea stanno costruendo le accuse di un'inchiesta che coinvolge imprenditori e politici, facendo tremare anche il premier Matteo Renzi. «Su Mineo - avverte uno degli arrestati, Salvatore Buzzi, durante l'interrogatorio - casca il governo».
Tre scatti dei carabinieri immortalano il sindaco Sinatra durante il suo viaggio nella Capitale.
Proprio a Odevaine si affidano i 6 partiti dalla Sicilia per essere ricevuti al Ministero dell'Interno e con lui vengono immortalati di nascosto nelle foto pubblicate dall'Huffington Post, che fanno parte del fascicolo romano di Mafia Capitale. Gli obiettivi delle macchine fotografiche del Ros inquadrano anche il sindaco di Vizzini, in tre distinti momenti: con l'intero gruppo in piazza del Viminale, davanti a un bar mentre saluta Odevaine, e da solo in strada.
«Eravamo lì per gli arretrati» Ferrera, intervistato da Live Sicilia, spiega che «dovevamo fare un incontro con il capo dipartimento del Ministero dell'Interno per discutere degli arretrati nei pagamenti per le imprese che, in
Per Buzzi, uno degli arrestati, sulla questione di Mineo rischia di cadere il
governo.
governo.
Quelle foto, tuttavia, oggi diventano uno degli elementi sui quali la Procura capitolina e quella etnea stanno costruendo le accuse di un'inchiesta che coinvolge imprenditori e politici, facendo tremare anche il premier Matteo Renzi. «Su Mineo - avverte uno degli arrestati, Salvatore Buzzi, durante l'interrogatorio - casca il governo».
11/06/2015 | 3972 letture | 0 commenti
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