Giustizia
Processo "Reset", per 4 imputati «il fatto non sussiste»
Assolto in primo grado carabiniere originario di Vizzini
Assolto in primo grado carabiniere originario di Vizzini
Assolti con formula piena. Si chiude con un verdetto favorevole per quattro degli
imputati, tutti carabinieri in servizio all'epoca dei fatti presso la compagnia
di Lucera (in provincia di Foggia), ...
Assolti con formula piena. Si chiude con un verdetto favorevole per quattro degli
imputati, tutti carabinieri in servizio all'epoca dei fatti presso la compagnia
di Lucera (in provincia di Foggia), il processo di primo grado scaturito dall'operazione
Reset. Tra di loro anche un maresciallo originario di Vizzini.
Assolti con formula piena. Si chiude con un verdetto favorevole per quattro degli
imputati, tutti carabinieri in servizio all'epoca dei fatti presso la compagnia
di Lucera (in provincia di Foggia), il processo di primo grado scaturito dall'operazione
Reset. Tra di loro anche un maresciallo originario di Vizzini.
I quattro appartenenti all'Arma (un 52enne di Foggia, un 49enne di Napoli, un 46enne
di Caltanissetta e un 48enne originario di Vizzini) erano stati arrestati lo scorso
anno a conclusione di un'indagine che aveva portato in carcere 16 persone, accusate
a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla commissione dei reati
di concorso in omicidio premeditato, estorsione, incendio, danneggiamento aggravato,
minacce e favoreggiamento reale.
Il presidente della Corte d'assise di Foggia, Antonio De Luce, al termine del processo di primo grado, ha reso nota la sentenza che assolve i quattro carabinieri «perché il fatto non sussiste». Per uno di loro l'accusa mossa dal pubblico ministero Alessio Marangelli era di estorsione, mentre agli altri tre erano stati attribuiti alcuni episodi di favoreggiamento.
«Benché difficile e sudatissimo – ha dichiarato agli organi d'informazione pugliesi il legale dei quattro carabinieri, l'avvocato Giacomo Grasso - è un risultato che ci aspettavamo. Era totalmente vacua ed infondata la tesi accusatoria. Aspetto di leggere il dispositivo di sentenza ed anche qualora la Procura di Lucera volesse andare avanti facendo ricorso in appello, noi saremo pronti a fare tutto quello che è nelle nostre facoltà»
L'ACCUSA Il pubblico ministerio Alessio Marangelli.
Il presidente della Corte d'assise di Foggia, Antonio De Luce, al termine del processo di primo grado, ha reso nota la sentenza che assolve i quattro carabinieri «perché il fatto non sussiste». Per uno di loro l'accusa mossa dal pubblico ministero Alessio Marangelli era di estorsione, mentre agli altri tre erano stati attribuiti alcuni episodi di favoreggiamento.
«Benché difficile e sudatissimo – ha dichiarato agli organi d'informazione pugliesi il legale dei quattro carabinieri, l'avvocato Giacomo Grasso - è un risultato che ci aspettavamo. Era totalmente vacua ed infondata la tesi accusatoria. Aspetto di leggere il dispositivo di sentenza ed anche qualora la Procura di Lucera volesse andare avanti facendo ricorso in appello, noi saremo pronti a fare tutto quello che è nelle nostre facoltà»
19/12/2013 | 2426 letture | 0 commenti
di R.I.
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