Elezioni
Cortese invita all'unità: «Non è momento di dividersi»
Primo incontro pubblico a Vizzini per il sindaco Vito Cortese, che venerdì sera
è salito sul palco di piazza Umberto I in vista del voto per le elezioni regionali
del 13 e 14 aprile pr...
Primo incontro pubblico a Vizzini per il sindaco Vito Cortese, che venerdì sera
è salito sul palco di piazza Umberto I in vista del voto per le elezioni regionali
del 13 e 14 aprile prossimo. Con lui gli onorevoli Salvatore Raiti, Marilena Samperi
e Giovanni Burtone, del Partito Democratico.
Primo incontro pubblico a Vizzini per il sindaco Vito Cortese, che venerdì sera
è salito sul palco di piazza Umberto I in vista del voto per le elezioni regionali
del 13 e 14 aprile prossimo. Con lui gli onorevoli Salvatore Raiti, Marilena Samperi
e Giovanni Burtone, del Partito Democratico.
L'apertura del comizio è toccata all'assessore Lidia Costa, che ha lanciato il
primo invito a votare per Cortese. Intervento all'insegna delllo slogan «si
può fare», invece, per l'on. Raiti, che si è detto fiducioso di un buon
risultato del Pd sia in ambito regionale che nazionale.
Sul palco di piazza Umberto I ha preso parola anche l'ex sindaco di Caltagirone, l'on. Samperi, che ha invece sottolineato i motivi delle dimissioni di Cuffaro e ha incentrato il suo discorso sui temi dell'equità sociale e fiscale, dello sviluppo e dello sfruttamento delle risorse locali.
«Questo momento mi permette di chiarire il rapporto con i miei concittaidni». Con queste parole ha esordito il sindaco Cortese, che ha aggiunto: «Vizzini è un paese che ha bisogno di guardare al futuro, bisogna evitare di guardare indietro ai momenti di non concordia. La mia non è una piccola impresa». Per il primo cittadino anche un riferimento a un grande politico vizzinese del passato, Matteo Agosta, e un richiamo all'unità. «Oggi non è il momento di dividersi - ha aggiunto Cortese -, non ci è consentito di governare senza ambizioni. La mia non è una candidatura di servizio, ma una candidatura del nostro paese, e gli altri devono rispettarla come tale. Dobbiamo fare uscire dalla perifericità questo paese».
La chiusura degli interventi è stata invece affidata all'on. Burtone, che ha ricordato il lavoro del governo di centrosinistra («abbiamo lavorato per risanare i conti del nostro paese») e, con un riferimento non troppo velato all'ex ministro Mastella, ha aggiunto: «Qualcuno si è venduto e ci ha fatto un'imboscata». Burtone non ha avuto parole tenere nemmeno per il governo regionale e, oltre a ricordare l'ormai famoso episodio dei cannoli di Cuffaro, ha puntato il dito sul sistema delle raccomandazioni che «non danno ai giovani la possibilità di crescere secondo merito».
PRIMO COMIZIO Il sindaco Cortese e l'on. Salvatore Raiti sul palco.
Sul palco di piazza Umberto I ha preso parola anche l'ex sindaco di Caltagirone, l'on. Samperi, che ha invece sottolineato i motivi delle dimissioni di Cuffaro e ha incentrato il suo discorso sui temi dell'equità sociale e fiscale, dello sviluppo e dello sfruttamento delle risorse locali.
«Questo momento mi permette di chiarire il rapporto con i miei concittaidni». Con queste parole ha esordito il sindaco Cortese, che ha aggiunto: «Vizzini è un paese che ha bisogno di guardare al futuro, bisogna evitare di guardare indietro ai momenti di non concordia. La mia non è una piccola impresa». Per il primo cittadino anche un riferimento a un grande politico vizzinese del passato, Matteo Agosta, e un richiamo all'unità. «Oggi non è il momento di dividersi - ha aggiunto Cortese -, non ci è consentito di governare senza ambizioni. La mia non è una candidatura di servizio, ma una candidatura del nostro paese, e gli altri devono rispettarla come tale. Dobbiamo fare uscire dalla perifericità questo paese».
La chiusura degli interventi è stata invece affidata all'on. Burtone, che ha ricordato il lavoro del governo di centrosinistra («abbiamo lavorato per risanare i conti del nostro paese») e, con un riferimento non troppo velato all'ex ministro Mastella, ha aggiunto: «Qualcuno si è venduto e ci ha fatto un'imboscata». Burtone non ha avuto parole tenere nemmeno per il governo regionale e, oltre a ricordare l'ormai famoso episodio dei cannoli di Cuffaro, ha puntato il dito sul sistema delle raccomandazioni che «non danno ai giovani la possibilità di crescere secondo merito».
05/04/2008 | 2264 letture | 0 commenti
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