Dal Municipio
Studenti pendolari, il Comune chiude i "rubinetti"
Le famiglie anticiperanno i soldi per gli abbonamenti
Le famiglie anticiperanno i soldi per gli abbonamenti
Fondi di bilancio insufficienti non solo per compensare i mancati trasferimenti,
ma anche per far "credito" alla Regione, che trasferisce le somme in
ritardo. Anche per i rimborsi tempi incerti.
Per gli studenti pendolari di Vizzini si stringono ancora di più i cordoni della
"borsa" comunale. Da settembre, chi frequenta un istituto scolastico
fuori città potrà fare affidamento soltanto sul contributo della Regione per
coprire i costi di trasporto e dovrà anticipare di tasca propria tutte le somme
necessarie.
L'anno scorso servivano 120mila euro – Lo ha stabilito la Giunta, costretta
a un drastico taglio delle risorse (quantificate in circa 120mila euro lo scorso
anno) destinate ai pendolari da un bilancio sempre più asfittico.
«Il congruo numero di studenti pendolari e le risorse finanziarie di questo Comune – spiegano gli amministratori locali – non consentono di anticipare la spesa per garantire il servizio di trasporto scolastico attraverso il rilascio di abbonamenti a servizi pubblici di linea». Le famiglie dovranno dunque mettere mano al portafoglio, per poi attendere dalla Regione una restituzione delle somme tanto incerta quanto lontana nel tempo. Il rimborso, infatti, «sarà erogato – stabilisce la delibera – nella misura corrispondente ai trasferimenti operati dalla Regione, anche in più soluzioni».
Coperti solo i redditi bassi – L'unica eccezione alla regola sarà fatta per i nuclei familiari con Isee inferiore ai 6mila euro, per i quali il Comune
anticiperà i costi di trasporto.
Un primo giro di vite per i pendolari era già arrivato l'anno scorso, quando la Giunta aveva deciso di chiedere alle famiglie un contributo per i costi di trasporto basato sul reddito. Una scelta che aveva suscitato aspre polemiche non solo tra i 163 pendolari che studiavano nelle province di Catania, Ragusa e Siracusa, ma anche in Consiglio comunale.
Il rimborso dipenderà dal contributo stabilito a Palermo e dai tempi per incassarlo.
«Il congruo numero di studenti pendolari e le risorse finanziarie di questo Comune – spiegano gli amministratori locali – non consentono di anticipare la spesa per garantire il servizio di trasporto scolastico attraverso il rilascio di abbonamenti a servizi pubblici di linea». Le famiglie dovranno dunque mettere mano al portafoglio, per poi attendere dalla Regione una restituzione delle somme tanto incerta quanto lontana nel tempo. Il rimborso, infatti, «sarà erogato – stabilisce la delibera – nella misura corrispondente ai trasferimenti operati dalla Regione, anche in più soluzioni».
Coperti solo i redditi bassi – L'unica eccezione alla regola sarà fatta per i nuclei familiari con Isee inferiore ai 6mila euro, per i quali il Comune
Il primo giro di vite era già arrivato l'anno scorso.
Un primo giro di vite per i pendolari era già arrivato l'anno scorso, quando la Giunta aveva deciso di chiedere alle famiglie un contributo per i costi di trasporto basato sul reddito. Una scelta che aveva suscitato aspre polemiche non solo tra i 163 pendolari che studiavano nelle province di Catania, Ragusa e Siracusa, ma anche in Consiglio comunale.
08/08/2015 | 2638 letture | 0 commenti
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