Dal Municipio
Depuratori, stop al "balletto" del project financing
Annullato il bando, si torna a sperare nella Regione
Annullato il bando, si torna a sperare nella Regione
Va in soffitta la procedura per selezionare un partner pubblico in grado di esegure
i lavori da 1,76 milioni di euro. Da Palermo nessuna notizia, mentre il soggetto
promotore minaccia di chiedere un risarcimento.
Nuovo cambio di strategia dell'Amministrazione comunale di Vizzini per risolvere
l'annoso problema dell'adeguamento dei depuratori. è stata annullata la procedura
di gara in project financing per eseguire i lavori negli impianti di trattamento
delle acque reflue e in quello di sollevamento per un valore di 1,76 milioni di
euro. Il Comune torna dunque a sperare in un finanziamento regionale, per scongiurare
gli inevitabili aumenti in bolletta.
Prima mossa nel 2012 - L'intricata vicenda inizia nel settembre del 2012,
I depuratori ancora fermi
alla normativa del 1986
L.G.) A Vizzini le acque reflue vengono trattate in due impianti. Quello di contrada Masera, a nord del centro abitato, è posto al servizio dei circa 1.100 abitanti della zona più antica del paese, mentre a sud, in contrada Ulmi-Guzza, si trova il depuratore destinato a trattare le acque dei restanti 5.200 residenti. Entrambi sono fermi alla normativa del 1986 e per adeguarli occorrono almeno 600mila euro. A febbraio ne sono stati spesi 70mila per rimetterli in funzione.
quando l'ente sceglie di selezionare un partner privato che si faccia
carico della ristrutturazione dei depuratori, ottenendo in cambio la gestione
pluriennale degli stessi. Tuttavia, l'iter viene subito sospeso, sperando di
accedere a fondi regionali.
Con il nuovo anno e l'entrata in vigore della legge sulla liquidazione degli Ato idrici, l'Utc riprende le procedure di gara, prima che fosse di nuovo bloccata per «dubbi circa la procedura indetta» espressi sia dal commissario dell'Ato sia dalla Regione.
Nuovo stop, dunque, e nuova virata sui fondi regionali. Che però non arrivano, nonostante tre istanze e tante sollecitazioni. Nel frattempo, sul project financing esprime perplessità anche il Consiglio comunale e l'Amministrazione questa volta accantona definitivamente l'idea, tornando a bussare alla porta della Regione.
Una clausola del bando "salva" il Comune - A farsi vivo, finora, è stato soltanto il soggetto promotore del progetto, per evidenziare «gli investimenti
già sostenuti che dovranno essere ammortizzati o, in denegata ipotesi, risarciti».
Una "minaccia" che però non spaventa il Comune, forte di una clausola che permette all'ente di fare marcia indietro in qualsiasi momento e senza dover sostenere alcun onere.
Intanto la Giunta spiega che «non appare peregrina la possibilità di ottenere un finanziamento» e riapre la "caccia" ad almeno 600mila euro per un adeguamento "low cost".
IMPIANTI FUORI NORMA
I depuratori ancora fermi
alla normativa del 1986
L.G.) A Vizzini le acque reflue vengono trattate in due impianti. Quello di contrada Masera, a nord del centro abitato, è posto al servizio dei circa 1.100 abitanti della zona più antica del paese, mentre a sud, in contrada Ulmi-Guzza, si trova il depuratore destinato a trattare le acque dei restanti 5.200 residenti. Entrambi sono fermi alla normativa del 1986 e per adeguarli occorrono almeno 600mila euro. A febbraio ne sono stati spesi 70mila per rimetterli in funzione.
Con il nuovo anno e l'entrata in vigore della legge sulla liquidazione degli Ato idrici, l'Utc riprende le procedure di gara, prima che fosse di nuovo bloccata per «dubbi circa la procedura indetta» espressi sia dal commissario dell'Ato sia dalla Regione.
Nuovo stop, dunque, e nuova virata sui fondi regionali. Che però non arrivano, nonostante tre istanze e tante sollecitazioni. Nel frattempo, sul project financing esprime perplessità anche il Consiglio comunale e l'Amministrazione questa volta accantona definitivamente l'idea, tornando a bussare alla porta della Regione.
Una clausola del bando "salva" il Comune - A farsi vivo, finora, è stato soltanto il soggetto promotore del progetto, per evidenziare «gli investimenti
Secondo la Giunta ci sarebbe la possibilità di ottenere un finanziamento.
Una "minaccia" che però non spaventa il Comune, forte di una clausola che permette all'ente di fare marcia indietro in qualsiasi momento e senza dover sostenere alcun onere.
Intanto la Giunta spiega che «non appare peregrina la possibilità di ottenere un finanziamento» e riapre la "caccia" ad almeno 600mila euro per un adeguamento "low cost".
15/07/2015 | 2332 letture | 0 commenti
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