Dal Municipio
Depuratori chiusi da gennaio, ordinanza per riaprirli
Per i lavori 68mila euro, ma ne servirebbero 1,7 milioni
Per i lavori 68mila euro, ma ne servirebbero 1,7 milioni
Provvedimento urgente del sindaco in seguito al sopralluogo dell'Arpa e alla
riconsegna delle chiavi da parte della ditta, che ha giudicato gli impianti
«in condizioni tali da non rispettare le norme ambientali e di sicurezza».
Gli impianti comunali di depurazione, fermi da oltre un mese e mezzo, dovrebbero
tornare presto a funzionare. Lo prevede un'ordinanza firmata dal sindaco di Vizzini,
Marco Sinatra, che ha disposto «la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro»
per poter «riprendere l'attività di depurazione affidandone la gestione a
ditta specializzata o ricercando soluzioni alternative».
Stop alle proroghe, via ai lavori - Dopo tre proroghe e, soprattutto, la riconsegna delle chiavi - con conseguente
licenziamento degli addetti, a fine dicembre - da parte della ditta incaricata
della manutenzione, che ha giudicato le tre strutture situate nelle contrade
Ulmi-Guzza, Masera e Formiche «in condizioni tali da non rispettare le norme
ambientali e di sicurezza», si passa all'azione con un provvedimento urgente
«per ragioni di sicurezza e a salvaguardia della incolumità dei lavoratori
e dell'ambiente».
Chiesto un finanziamento alla Regione - L'adeguamento al Codice dell'Ambiente resta ancora lontano, visto che occorrerebbero 1,7 milioni di euro. Dunque per il momento ci si "accontenterà" di rimettere in esercizio il sistema di trattamento delle acque reflue con un investimento da 68mila euro che, se non venisse accolta la richiesta di finanziamento inoltrata alla Regione, graverà per intero sul bilancio comunale.
Una scelta inevitabile, tenuto conto del sopralluogo di inizio gennaio al termine del quale l'Arpa ha invitato il sindaco a «rimuovere gli inconvenienti tecnici nel più breve tempo possibile».
I lavori serviranno a far ripartire i depuratori, ma non a evitare «le proposte sanzionatorie da parte dell'Arpa, che negli ultimi anni - si sottolinea nell'ordinanza - sono divenute frequenti oltre che costose». Le necessarie autorizzazioni agli scarichi sono infatti scadute da tempo e, in base alle condizioni attuali, non più rinnovabili senza prima procedere all'adeguamento e alla riqualificazione dell'intero sistema di gestione delle acque.
Servono fondi extra bilancio - Per ammodernare gli impianti di contrada Masera (che riceve i reflui di circa 1.100 abitanti del centro storico), di contrada Ulmi-Guzza (che tratta le acque dei
restanti 5.200 residenti) e di contrada Formiche (destinato al solo sollevamento),
fermi a quanto previsto dalla normativa del 1986, si era inizialmente pensato di
ricorrere al project financing, anziché a un mutuo pluriennale. Un'opzione bocciata
però in seguito alle polemiche sollevate dall'opposizione in Consiglio comunale,
dovute alla certezza che il rientro nell'investimento da parte dei privati avrebbe
comportato inevitabili rincari delle bollette per gli utenti. Adesso, dunque, si
riapre la non facile "caccia" ai fondi pubblici per i depuratori.
Scadute le autorizzazioni agli scarichi, negli ultimi anni al Comune frequenti e costose sanzioni dell'Arpa.
Chiesto un finanziamento alla Regione - L'adeguamento al Codice dell'Ambiente resta ancora lontano, visto che occorrerebbero 1,7 milioni di euro. Dunque per il momento ci si "accontenterà" di rimettere in esercizio il sistema di trattamento delle acque reflue con un investimento da 68mila euro che, se non venisse accolta la richiesta di finanziamento inoltrata alla Regione, graverà per intero sul bilancio comunale.
Una scelta inevitabile, tenuto conto del sopralluogo di inizio gennaio al termine del quale l'Arpa ha invitato il sindaco a «rimuovere gli inconvenienti tecnici nel più breve tempo possibile».
I lavori serviranno a far ripartire i depuratori, ma non a evitare «le proposte sanzionatorie da parte dell'Arpa, che negli ultimi anni - si sottolinea nell'ordinanza - sono divenute frequenti oltre che costose». Le necessarie autorizzazioni agli scarichi sono infatti scadute da tempo e, in base alle condizioni attuali, non più rinnovabili senza prima procedere all'adeguamento e alla riqualificazione dell'intero sistema di gestione delle acque.
Servono fondi extra bilancio - Per ammodernare gli impianti di contrada Masera (che riceve i reflui di circa 1.100 abitanti del centro storico), di contrada Ulmi-Guzza (che tratta le acque dei
Accantonata l'idea project financing, per l'adeguamento si cercano fondi pubblici.
20/02/2015 | 2111 letture | 0 commenti
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