Dal Municipio
Depuratori, corsa contro il tempo per trovare 1,6 mln
A rischio trattamento delle acque e 2 posti di lavoro
A rischio trattamento delle acque e 2 posti di lavoro
Gli impianti comunali necessitano di adeguamenti urgenti. La ditta che li gestisce
prima molla e licenzia, poi trova l'accordo in extremis con il sindaco per altri tre mesi.
Novanta giorni di tempo, a partire da domani, per trovare un milione e 600mila
euro senza mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Una missione (quasi) impossibile,
che però dovrà approdare a una soluzione prima che gli impianti comunali di
depurazione vengano spenti. A Vizzini è corsa contro il tempo per reperire i
soldi necessari agli interventi di adeguamento delle due strutture di trattamento
delle acque reflue situate in contrada Ulmi-Guzza e in contrada Masera. In ballo
ci sono anche due posti di lavoro.
Il sistema elettrico da rifare, i motori vetusti e spesso guasti, insieme agli
impianti ormai datati, avevano spinto il Comune a diramare, un anno fa, un bando
per realizzare i lavori in project financing, con capitali di privati ai
quali affidare poi la gestione dei depuratori e dell'impianto di sollevamento di
contrada Formiche per 18 anni.
Una scelta che sembrava preludere a una rapida soluzione del problema, rimasto invece tale dopo le polemiche in Consiglio comunale. Prevedibile, infatti, una indiretta ricaduta dei costi sui contribuenti, tramite un inevitabile adeguamento delle tariffe del servizio. Da qui la parziale retromarcia sul provvedimento, ma anche un'apertura da parte del sindaco, Marco Sinatra, che si era detto disponibile ad ascoltare la minoranza sul metodo di finanziamento dell'opera. «Nessuna volontà di rinunciare ad altre soluzioni», aveva assicurato in aula.
Escluso in partenza il ricorso a risorse del bilancio comunale, le alternative al project financing offrono però davvero poche speranze: la Regione scuote la testa per mancanza di fondi, da ieri il primo cittadino, in missione a Roma, prova a bussare alla porta del governo nazionale.
Meno pazienza dimostra invece la ditta alla quale attualmente sono affidati gli impianti, che nei giorni scorsi ha inoltrato al Comune un avviso di interruzione della gestione e, contestualmente, ha anche avviato le procedure di licenziamento dei due operai utilizzati in loco (uno di Vizzini, l'altro di Gela). Lunedì sera, però, l'accordo in extremis con il sindaco per una proroga di tre mesi. I dipendenti - per ora - restano al loro posto.
«I lavori sono necessari e urgenti - ha spiegato Sinatra -, ma è nostra intenzione tentare ogni strada possibile per trovare finanziamenti pubblici ed evitare quindi ogni ripercussione dei costi, anche minima, sulle bollette dei contribuenti. Ci stiamo muovendo inoltre con rapidità perché abbiamo a cuore anche i posti di lavoro degli operai».
Una scelta che sembrava preludere a una rapida soluzione del problema, rimasto invece tale dopo le polemiche in Consiglio comunale. Prevedibile, infatti, una indiretta ricaduta dei costi sui contribuenti, tramite un inevitabile adeguamento delle tariffe del servizio. Da qui la parziale retromarcia sul provvedimento, ma anche un'apertura da parte del sindaco, Marco Sinatra, che si era detto disponibile ad ascoltare la minoranza sul metodo di finanziamento dell'opera. «Nessuna volontà di rinunciare ad altre soluzioni», aveva assicurato in aula.
Escluso in partenza il ricorso a risorse del bilancio comunale, le alternative al project financing offrono però davvero poche speranze: la Regione scuote la testa per mancanza di fondi, da ieri il primo cittadino, in missione a Roma, prova a bussare alla porta del governo nazionale.
Meno pazienza dimostra invece la ditta alla quale attualmente sono affidati gli impianti, che nei giorni scorsi ha inoltrato al Comune un avviso di interruzione della gestione e, contestualmente, ha anche avviato le procedure di licenziamento dei due operai utilizzati in loco (uno di Vizzini, l'altro di Gela). Lunedì sera, però, l'accordo in extremis con il sindaco per una proroga di tre mesi. I dipendenti - per ora - restano al loro posto.
«I lavori sono necessari e urgenti - ha spiegato Sinatra -, ma è nostra intenzione tentare ogni strada possibile per trovare finanziamenti pubblici ed evitare quindi ogni ripercussione dei costi, anche minima, sulle bollette dei contribuenti. Ci stiamo muovendo inoltre con rapidità perché abbiamo a cuore anche i posti di lavoro degli operai».
30/04/2014 | 2570 letture | 0 commenti
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