Dal Municipio
"Valanga" di contestazioni ai vertici del Consiglio
«Illegittimità» dal bilancio alla sfiducia a Cassone
«Illegittimità» dal bilancio alla sfiducia a Cassone
Decine di irregolarità, illegittimità, violazioni di leggi, di dispopsizioni dello
statuto comunale e dei regolamenti, tutte articolate in venticinque punti. Trenta
pagine fitte di con...
Decine di irregolarità, illegittimità, violazioni di leggi, di dispopsizioni dello
statuto comunale e dei regolamenti, tutte articolate in venticinque punti. Trenta
pagine fitte di contestazioni, mittente l'assessorato regionale delle Autonomie
locali e della Funzione pubblica, destinatari il sindaco, Vito Cortese (che aveva
più volte inoltrato segnalazioni), e il presidente
del Consiglio comunale, Fortunato Di Benedetto.
Decine di irregolarità, illegittimità, violazioni di leggi, di dispopsizioni dello
statuto comunale e dei regolamenti, tutte articolate in venticinque punti. Trenta
pagine fitte di contestazioni, mittente l'assessorato regionale delle Autonomie
locali e della Funzione pubblica, destinatari il sindaco, Vito Cortese (che aveva
più volte inoltrato segnalazioni), e il presidente
del Consiglio comunale, Fortunato Di Benedetto.
Le risultanze della lunghissima indagine svolta dal dott. Carmelo Messina, iniziata
due anni fa, hanno "scosso" il palazzo municipale per il loro contenuto,
approdando anche all'ordine del giorno della massima assise cittadina.
La documentazione giunta all'Ente di piazza Umberto I è formata da una prima parte riassuntiva che evidenzia «alcune incongruenze dell'azione amministrativa» e da una seconda che riporta un estratto della relazione redatta al termine dell'intervento ispettivo, dal quale però sono state omesse le considerazioni finali e le conclusioni.
L'assortimento è dei più vari. Si comincia con il bilancio 2009, per il quale il presidente del Consiglio comunale non avrebbe «messo a disposizione dei consiglieri comunali lo schema di bilancio per la presentazione degli eventuali emendamenti». Nullo sarebbe l'atto di revoca della delibera di Giunta di approvazione dello schema di bilancio «per l'incompetenza dell'organo che lo ha emanato» e «deontologicamente censurabile il comportamento del presidente del Consiglio comunale nell'impedire al segretario comunale di far rilevare eventuali vizi di legittimità sull'adozione degli atti». L'approvazione dello strumento finanziario sarebbe stata inoltre viziata dalle modalità di convocazione della seduta.
Dito puntato anche sulle varie commissioni consiliari d'indagine, considerate illegittime a causa delle modalità con le quali sono state costituite, e sulla mancata discussione di alcuni emendamenti presentati dai consiglieri di minoranza che appoggiano il sindaco Cortese. Non va meglio all'emendamento con il quale è stato approvato in Consiglio comunale il bilancio 2009, nè all'approvazione degli equilibri per lo stesso anno contabile, passati in violazione di competenze della Giunta e di leggi e regolamenti in materia.
Un capitolo a parte occupano le modifiche apportate allo statuto comunale. In particolare, il dott. Messina contesta la procedura per giungere a tali modifiche e, sopratutto, l'illegittimità delle stesse. Sarebbero, quindi, irregolari le norme relative alla «decadenza dalla carica di presidente e vice presidente del Consiglio comunale» e all'abbassamento del quorum per la sfiducia ai vertici dell'assise (grazie alle quali, nel 2009, furono destituiti Cassone e il suo vice Barbuzza), nonché quelle relative alla composizione della Giunta municipale e alla figura del direttore generale, tanto da spingere l'ispettore regionale a considerare «illegittimo anche l'atto deliberativo relativo alla mozione di sfiducia al presidente del Consiglio comunale (Cassone n.d.r.) ed il successivo atto di nomina del nuovo presidente del Consiglio comunale (Di Benedetto n.d.r.)».
Sotto la lente d'ingrandimento dell'assessorato regionale passa anche il tanto contestato Piano regolatore generale. «Nulla di rilevante è stato evidenziato dall'Ispettore - si legge nella missiva - ad eccezione dell'asserita compatibilità dichiarata dai consiglieri comunali per l'adozione dell'atto deliberativo di approvazione del Prg, nonostante il segretario comunale avesse provveduto alla notifica dell'elenco delle particelle catastali intestate direttamente o indirettamente agli stessi consiglieri dichiaratisi compatibili. Il progetto di revisione del Prg è stato poi approvato, dal commissario regionale ad acta, evitando al Consiglio comunale di compiere, presumibilmente, con l'approvazione dell'atto consiliare, il reato discendente dalle predette dichiarazioni mendaci».
Nessun rilievo, invece, per le contestazioni del Consigliere La Rosa, non ritenute «pertinenti» dal dott. Messina perché relative alle vicende delle commissioni consiliari e delle modifiche statutarie, già "viziate" a monte da altre illegittimità. Stesso giudizio toccato alle presunte anomalie sulla composizione della Giunta.
Nessuna violazione di legge, infine, per i rinvii del Consiglio comunale nell'iter di approvazione del Prg, che sono però stati «effettivamente riscontrati».
Per le determinazioni del caso, adesso, l'assessorato regionale che fa capo a Caterina Chinnici attende le controdeduzioni del sindaco e del presidente del Consiglio comunale ai rilievi contenuti nella lettera. Ma, con ogni probabilità, l'epilogo di questa vicenda arriverà dopo le elezioni amministrative di maggio, quando in municipio siederà una nuova amministrazione e un nuovo consesso. Resta, comunque, la "certificazione" della Regione sulla lotta intestina che ha caratterizzato le vicende del Comune di Vizzini negli ultimi cinque anni, andando ben oltre quelle che potrebbero essere le "fisiologiche" contrapposizioni tra maggioranza e opposizione.
LE IRREGOLARITÀ CONTESTATE La lettera dell'assessorato regionale delle Autonomie locali e della Funzione pubblica.
La documentazione giunta all'Ente di piazza Umberto I è formata da una prima parte riassuntiva che evidenzia «alcune incongruenze dell'azione amministrativa» e da una seconda che riporta un estratto della relazione redatta al termine dell'intervento ispettivo, dal quale però sono state omesse le considerazioni finali e le conclusioni.
L'assortimento è dei più vari. Si comincia con il bilancio 2009, per il quale il presidente del Consiglio comunale non avrebbe «messo a disposizione dei consiglieri comunali lo schema di bilancio per la presentazione degli eventuali emendamenti». Nullo sarebbe l'atto di revoca della delibera di Giunta di approvazione dello schema di bilancio «per l'incompetenza dell'organo che lo ha emanato» e «deontologicamente censurabile il comportamento del presidente del Consiglio comunale nell'impedire al segretario comunale di far rilevare eventuali vizi di legittimità sull'adozione degli atti». L'approvazione dello strumento finanziario sarebbe stata inoltre viziata dalle modalità di convocazione della seduta.
Dito puntato anche sulle varie commissioni consiliari d'indagine, considerate illegittime a causa delle modalità con le quali sono state costituite, e sulla mancata discussione di alcuni emendamenti presentati dai consiglieri di minoranza che appoggiano il sindaco Cortese. Non va meglio all'emendamento con il quale è stato approvato in Consiglio comunale il bilancio 2009, nè all'approvazione degli equilibri per lo stesso anno contabile, passati in violazione di competenze della Giunta e di leggi e regolamenti in materia.
Un capitolo a parte occupano le modifiche apportate allo statuto comunale. In particolare, il dott. Messina contesta la procedura per giungere a tali modifiche e, sopratutto, l'illegittimità delle stesse. Sarebbero, quindi, irregolari le norme relative alla «decadenza dalla carica di presidente e vice presidente del Consiglio comunale» e all'abbassamento del quorum per la sfiducia ai vertici dell'assise (grazie alle quali, nel 2009, furono destituiti Cassone e il suo vice Barbuzza), nonché quelle relative alla composizione della Giunta municipale e alla figura del direttore generale, tanto da spingere l'ispettore regionale a considerare «illegittimo anche l'atto deliberativo relativo alla mozione di sfiducia al presidente del Consiglio comunale (Cassone n.d.r.) ed il successivo atto di nomina del nuovo presidente del Consiglio comunale (Di Benedetto n.d.r.)».
Sotto la lente d'ingrandimento dell'assessorato regionale passa anche il tanto contestato Piano regolatore generale. «Nulla di rilevante è stato evidenziato dall'Ispettore - si legge nella missiva - ad eccezione dell'asserita compatibilità dichiarata dai consiglieri comunali per l'adozione dell'atto deliberativo di approvazione del Prg, nonostante il segretario comunale avesse provveduto alla notifica dell'elenco delle particelle catastali intestate direttamente o indirettamente agli stessi consiglieri dichiaratisi compatibili. Il progetto di revisione del Prg è stato poi approvato, dal commissario regionale ad acta, evitando al Consiglio comunale di compiere, presumibilmente, con l'approvazione dell'atto consiliare, il reato discendente dalle predette dichiarazioni mendaci».
Nessun rilievo, invece, per le contestazioni del Consigliere La Rosa, non ritenute «pertinenti» dal dott. Messina perché relative alle vicende delle commissioni consiliari e delle modifiche statutarie, già "viziate" a monte da altre illegittimità. Stesso giudizio toccato alle presunte anomalie sulla composizione della Giunta.
Nessuna violazione di legge, infine, per i rinvii del Consiglio comunale nell'iter di approvazione del Prg, che sono però stati «effettivamente riscontrati».
Per le determinazioni del caso, adesso, l'assessorato regionale che fa capo a Caterina Chinnici attende le controdeduzioni del sindaco e del presidente del Consiglio comunale ai rilievi contenuti nella lettera. Ma, con ogni probabilità, l'epilogo di questa vicenda arriverà dopo le elezioni amministrative di maggio, quando in municipio siederà una nuova amministrazione e un nuovo consesso. Resta, comunque, la "certificazione" della Regione sulla lotta intestina che ha caratterizzato le vicende del Comune di Vizzini negli ultimi cinque anni, andando ben oltre quelle che potrebbero essere le "fisiologiche" contrapposizioni tra maggioranza e opposizione.
31/03/2012 | 2036 letture | 0 commenti
di R.I.
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