Cronaca
Coniglione contro "politici-dipendenti" di Cara e Sprar
«Stop al business, no a un nuovo centro a Vizzini Scalo»
«Stop al business, no a un nuovo centro a Vizzini Scalo»
Sabato scorso è stato presentato presso il villino Milazzo, a Caltagirone, un
coordinamento di consiglieri comunali del Calatino che avrà lo scopo di monitorare
le modalità di a...
Sabato scorso è stato presentato presso il villino Milazzo, a Caltagirone, un
coordinamento di consiglieri comunali del Calatino che avrà lo scopo di monitorare
le modalità di accoglienza dei migranti, richiedenti asilo e minori e di tutto ciò
che riguarda il Cara di Mineo e i centri Sprar sparsi per tutto il territorio del
Calatino. Tra i promotori ci sono diversi consiglieri comunali, tra cui Gemma Marino
(Caltagirone), Salvo Grasso (presidente del Consiglio comunale di Palagonia), Giuseppe
La Rocca (Grammichele), Giuseppe Coniglione (Vizzini) e Arianna Ardizzone (Palagonia).
Il Cara di Mineo, che inizialmente doveva dare accoglienza temporanea a un numero
già elevato di migranti (da 1.200 a 1.800), è finito per ospitare quasi 4.000
persone, senza possibilità effettiva di verificare attualmente il numero reale
dei migranti al suo interno, e questo in una zona abbastanza isolata dai centri
abitati che sembra contrastare molto con l'idea di accoglienza che comunemente si
ha.
«L'idea che ci ha spinto a formare l'Osservatorio – ha sottolineato Giuseppe Coniglione a margine dell'incontro – è quella della trasparenza nei processi di gestione del fenomeno dell'immigrazione e del rispetto, quello vero e non solo di facciata e per convenienza, delle vite dei migranti. Il Cara di Mineo è il più grande d'Europa, un'anomalia tutta italiana, una sorta di "lager" dove vengono tenuti forzatamente i rifugiati anche per diversi anni, quando invece dovrebbero permanerci solo per pochi mesi, purtroppo in condizioni non sempre dignitose e molto spesso spiacevoli. Perché tutto questo? Perché gli interessi in gioco sono alti, anche e soprattutto gli interessi politici ed economici. La gestione dell'accoglienza è divenuta un "sottogoverno" e un business che a molti fa comodo ed è per questo che è necessario ripristinare chiare regole al suo interno, perché bisogna pur sempre ricordare che si tratta di soldi pubblici che tramite i Cara e gli Sprar vengono gestiti. Tanti i casi nel Calatino di personaggi politici (consiglieri, assessori etc.) che figurano tra i dipendenti del Cara di Mineo o dei centri Sprar o di personaggi strettamente legati ad essi, che molto spesso non hanno nemmeno le competenze adatte per ricoprire determinati incarichi che dovrebbero essere ricoperti da chi particolari titoli li possiede veramente e magari è costretto ad emigrare (a sua volta) per trovare un impiego perché è stato preceduto da qualcuno che non l'ha meritato. Lo scopo dell'Osservatorio sarà, dunque, quello di controllare, riferire all'opinione pubblica e agire politicamente e in sinergia tra di noi consiglieri comunali del Calatino ove e quando sarà possibile. Un altro punto in più del nostro coordinamento sarà quello di prendere in considerazione anche le condizioni e la tutela dei lavoratori del Cara e dei centri Sprar, sempre più soggetti ai ricatti politici e costretti ad aspettare i loro salari per mesi e mesi mettendo a repentaglio la sopravvivenza di intere famiglie. Il lavoratore che opera nell'accoglienza deve, inoltre, potersi sentire tutelato dalle istituzioni, deve potersi iscrivere e rivolgere a un sindacato che ne tuteli i suoi diritti ogni qual volta ne senta il bisogno senza dover subire alcuna forma di intimidazione, declassamenti sul posto di lavoro o doverlo addirittura rischiare. La nostra più grande ambizione è quella di far diventare il Cara e i centri Sprar dei luoghi sereni, dei luoghi di vera accoglienza e di democrazia reali, di far conoscere i loro bilanci all'opinione pubblica, poterli esaminare con attenzione e finalmente dire basta alle speculazioni e allo spietato uso che dell'accoglienza ne fa la politica. Da vizzinese, inoltre, ricevo continue sollecitazioni sul futuro del deposito dell'aereonautica militare e sento sulla mia persona le paure di chi teme un nuovo centro Cara nel territorio di Vizzini che possa condizionare il già fragile equilibrio della nostra comunità. Come anche non sarebbe accettabile un nuovo centro Sprar che possa sfruttare l'accoglienza e la disperazione dei migranti a esclusivo vantaggio politico-elettorale di pochi e non come reale prospettiva di lavoro e di arricchimento del territorio nella piena trasparenza e legalità come dovrebbe essere. Per questo, come Osservatorio, oltre ad avere con noi una persona come Gemma Marino, esperta nelle politiche dell'accoglienza, abbiamo già stabilito importanti contatti con esponenti del Parlamento disponibili a portare avanti le nostre istanze a Roma e non escludiamo nemmeno future azioni che possano coinvolgere persino la Commissione Europea, visto che la questione rifugiati non appartiene solo all'Italia od alla Sicilia ma all'intera Unione Europea».
«L'idea che ci ha spinto a formare l'Osservatorio – ha sottolineato Giuseppe Coniglione a margine dell'incontro – è quella della trasparenza nei processi di gestione del fenomeno dell'immigrazione e del rispetto, quello vero e non solo di facciata e per convenienza, delle vite dei migranti. Il Cara di Mineo è il più grande d'Europa, un'anomalia tutta italiana, una sorta di "lager" dove vengono tenuti forzatamente i rifugiati anche per diversi anni, quando invece dovrebbero permanerci solo per pochi mesi, purtroppo in condizioni non sempre dignitose e molto spesso spiacevoli. Perché tutto questo? Perché gli interessi in gioco sono alti, anche e soprattutto gli interessi politici ed economici. La gestione dell'accoglienza è divenuta un "sottogoverno" e un business che a molti fa comodo ed è per questo che è necessario ripristinare chiare regole al suo interno, perché bisogna pur sempre ricordare che si tratta di soldi pubblici che tramite i Cara e gli Sprar vengono gestiti. Tanti i casi nel Calatino di personaggi politici (consiglieri, assessori etc.) che figurano tra i dipendenti del Cara di Mineo o dei centri Sprar o di personaggi strettamente legati ad essi, che molto spesso non hanno nemmeno le competenze adatte per ricoprire determinati incarichi che dovrebbero essere ricoperti da chi particolari titoli li possiede veramente e magari è costretto ad emigrare (a sua volta) per trovare un impiego perché è stato preceduto da qualcuno che non l'ha meritato. Lo scopo dell'Osservatorio sarà, dunque, quello di controllare, riferire all'opinione pubblica e agire politicamente e in sinergia tra di noi consiglieri comunali del Calatino ove e quando sarà possibile. Un altro punto in più del nostro coordinamento sarà quello di prendere in considerazione anche le condizioni e la tutela dei lavoratori del Cara e dei centri Sprar, sempre più soggetti ai ricatti politici e costretti ad aspettare i loro salari per mesi e mesi mettendo a repentaglio la sopravvivenza di intere famiglie. Il lavoratore che opera nell'accoglienza deve, inoltre, potersi sentire tutelato dalle istituzioni, deve potersi iscrivere e rivolgere a un sindacato che ne tuteli i suoi diritti ogni qual volta ne senta il bisogno senza dover subire alcuna forma di intimidazione, declassamenti sul posto di lavoro o doverlo addirittura rischiare. La nostra più grande ambizione è quella di far diventare il Cara e i centri Sprar dei luoghi sereni, dei luoghi di vera accoglienza e di democrazia reali, di far conoscere i loro bilanci all'opinione pubblica, poterli esaminare con attenzione e finalmente dire basta alle speculazioni e allo spietato uso che dell'accoglienza ne fa la politica. Da vizzinese, inoltre, ricevo continue sollecitazioni sul futuro del deposito dell'aereonautica militare e sento sulla mia persona le paure di chi teme un nuovo centro Cara nel territorio di Vizzini che possa condizionare il già fragile equilibrio della nostra comunità. Come anche non sarebbe accettabile un nuovo centro Sprar che possa sfruttare l'accoglienza e la disperazione dei migranti a esclusivo vantaggio politico-elettorale di pochi e non come reale prospettiva di lavoro e di arricchimento del territorio nella piena trasparenza e legalità come dovrebbe essere. Per questo, come Osservatorio, oltre ad avere con noi una persona come Gemma Marino, esperta nelle politiche dell'accoglienza, abbiamo già stabilito importanti contatti con esponenti del Parlamento disponibili a portare avanti le nostre istanze a Roma e non escludiamo nemmeno future azioni che possano coinvolgere persino la Commissione Europea, visto che la questione rifugiati non appartiene solo all'Italia od alla Sicilia ma all'intera Unione Europea».
06/03/2014 | 3120 letture | 0 commenti
di R.I.
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