Cronaca
Legname rubato nei boschi demaniali, denunciato 16enne
Il mercato nero uccide 60 alberi, alcuni quasi centenari
Il mercato nero uccide 60 alberi, alcuni quasi centenari
Cinquecento quintali di legname già tagliato e accatastato "spariti"
nel giro di due mesi dai boschi a cavallo tra Vizzini, Licodia Eubea e Mineo.
Troppi per passare inosservati, ab...
Cinquecento quintali di legname già tagliato e accatastato "spariti"
nel giro di due mesi dai boschi a cavallo tra Vizzini, Licodia Eubea e Mineo.
Troppi per passare inosservati, abbastanza per far pensare a qualcosa di più
serio di uno sporadico (ma comunque illecito) approvvigionamento da parte di
ignoti alle prese con il freddo della stagione invernale.
Cinquecento quintali di legname già tagliato e accatastato "spariti"
nel giro di due mesi dai boschi a cavallo tra Vizzini, Licodia Eubea e Mineo.
Troppi per passare inosservati, abbastanza per far pensare a qualcosa di più
serio di uno sporadico (ma comunque illecito) approvvigionamento da parte di
ignoti alle prese con il freddo della stagione invernale.
Piuttosto, dietro i furti denunciati alla Procura della Repubblica presso il
Tribunale di Caltagirone dal Distaccamento forestale di Vizzini sembra esserci
un commercio in nero tutt'altro che saltuario.
Il sospetto è nato nelle scorse settimane, in seguito alle sempre più frequenti segnalazioni, da parte dei dipendenti dell'Azienda forestale, di ammanchi di legname che gli operai addetti alla manutenzione accantonano durante l'anno. Episodi divenuti oggetto di un esposto inoltrato alla Procura calatina, che ha dato incarica al Nucleo Operativo Forestale di Catania di effettuare le indagini.
Per risalire a una parte del “bottino” non c'è voluto molto. Gli uomini del Noc hanno individuato in un terreno privato in contrada Guzza, a pochi chilometri dalla periferia sud di Vizzini, circa cinquanta quintali di legname riconducibile a quello sottratto dai boschi demaniali. Una probabile refurtiva sufficiente a mettere nei guai un ragazzo sedicenne che ha in uso il terreno. Per il minorenne è infatti scattata la denuncia per furto. Non è da escludere, tuttavia, che altre persone possano essere coinvolte nella sottrazione delle cataste.
Ma la caccia alla legna da rivendere in nero non si limita, purtroppo, a quella
prodotta nei cantieri demaniali. Ben più grave, infatti, è il danno inflitto a
un bosco di roverelle ricadente in terreni privati (alcuni dei quali di proprietà
della Curia arcivescovile di Catania) nelle contrade vizzinesi di San Giuseppe,
Santa Barbara e Roccaro, a ridosso del tracciato dell'ex ferrovia per Buccheri.
In questo caso i malviventi hanno prima sfrondato una sessantina di alberi, per poi portarne via i grossi fusti, tagliati senza troppi riguardi alla base. Legno prezioso da rivendere, la cui ricerca ha portato alla distruzione di piante adulte di età compresa tra i 30 e gli 80 anni. Uno scempio ambientale sottoposto a indagini,
ma che, al di là dell'individuazione dei colpevoli, provoca un danno difficile da
sanare. Il Distaccamento forestale di Vizzini si è reso disponibile a supportare
i proprietaria dei terreni per cercare di far riattecchire con interventi mirati,
dove possibile, gli alberi abbattuti, che impiegheranno comunque non meno di vent'anni
per tornare piante adulte.
Nel frattempo è in arrivo una stretta sui controlli. Per chi sottrae il legname il rischio è una denuncia per furto alla quale, in caso di abbattimento di piante demaniali, si aggiungono anche i reati di danneggiamento e deturpamento del patrimonio naturalistico. Altrettanto cara può costare l'imprudenza di acquistare legna di incerta provenienza: l'accusa in cui si potrebbe incappare è quella di ricettazione. Un rischio assurdo se si pensa che la stessa Azienda forestale permette ai privati, tramite il versamento di una modica cifra, l'approvvigionamento legale e privo di impatto ambientale di legname.
IL LEGNAME RUBATO Gli uomini del Noc hanno trovato parte della refurtiva in un terreno privato in contrada Guzza e denunciato un sedicenne per furto.
Il sospetto è nato nelle scorse settimane, in seguito alle sempre più frequenti segnalazioni, da parte dei dipendenti dell'Azienda forestale, di ammanchi di legname che gli operai addetti alla manutenzione accantonano durante l'anno. Episodi divenuti oggetto di un esposto inoltrato alla Procura calatina, che ha dato incarica al Nucleo Operativo Forestale di Catania di effettuare le indagini.
Per risalire a una parte del “bottino” non c'è voluto molto. Gli uomini del Noc hanno individuato in un terreno privato in contrada Guzza, a pochi chilometri dalla periferia sud di Vizzini, circa cinquanta quintali di legname riconducibile a quello sottratto dai boschi demaniali. Una probabile refurtiva sufficiente a mettere nei guai un ragazzo sedicenne che ha in uso il terreno. Per il minorenne è infatti scattata la denuncia per furto. Non è da escludere, tuttavia, che altre persone possano essere coinvolte nella sottrazione delle cataste.
LE ROVERELLE ABBATTUTE Circa 60 alberi adulti sono stati tagliate nelle contrade San Giuseppe, Santa Barbara e Roccaro per rivenderne il legno.
In questo caso i malviventi hanno prima sfrondato una sessantina di alberi, per poi portarne via i grossi fusti, tagliati senza troppi riguardi alla base. Legno prezioso da rivendere, la cui ricerca ha portato alla distruzione di piante adulte di età compresa tra i 30 e gli 80 anni. Uno scempio ambientale sottoposto a indagini,
Chi acquista legname di dubbia provenienza rischia una denuncia per ricettazione
Nel frattempo è in arrivo una stretta sui controlli. Per chi sottrae il legname il rischio è una denuncia per furto alla quale, in caso di abbattimento di piante demaniali, si aggiungono anche i reati di danneggiamento e deturpamento del patrimonio naturalistico. Altrettanto cara può costare l'imprudenza di acquistare legna di incerta provenienza: l'accusa in cui si potrebbe incappare è quella di ricettazione. Un rischio assurdo se si pensa che la stessa Azienda forestale permette ai privati, tramite il versamento di una modica cifra, l'approvvigionamento legale e privo di impatto ambientale di legname.
29/01/2014 | 2593 letture | 0 commenti
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