Cronaca nera
Lo massacrano a bastonate e chiamano il 112: «Venite»
Un'atroce vendetta per tre auto bruciate nella notte?
Un'atroce vendetta per tre auto bruciate nella notte?
Le prime indagini sull'omicidio del 50enne Giovanni Cutrera seguono la pista dei
dissidi tra allevatori. La vittima uccisa con inaudita violenza. Arrestati i
presunti colpevoli, due allevatori originari del Messinese.
Massacrato a colpi di bastone da due allevatori, gli stessi che poi, con altrettanta
freddezza, hanno chiamato i carabinieri per avvisarli della "lezione"
che avevano impartito alla vittima. Sarebbe morto così Giovanni Cutrera, un
cinquantenne di Vizzini ucciso nella notte tra sabato e domenica in contrada
Conventazzo, all'uscita nord-est del paese. Nella stessa circostanza è rimasto
ferito un giovane, anch'egli vizzinese, che ha evitato conseguenze più gravi
riuscendo appena in tempo a fuggire.
La prima ipotesi: una lite tra allevatori – Incensurato, sposato e padre di
due bambini, Cutrera gestiva una già consolidata attività di servizi funebri e
cimiteriali insieme al fratello. Negli ultimi tempi, però, pare che avesse deciso
di diversificare i suoi affari, investendo nel settore dell'allevamento. La scelta
del luogo in cui impiantare la sua nuova attività, in un territorio tanto vasto
quanto di lunga tradizione agricola, è forse la causa di ripetuti dissidi sfociati
ieri nel sangue.
I rapporti con i confinanti, infatti, non sarebbero stati sin dall'inizio di "buon vicinato". Qualche parola di troppo, episodi mal digeriti e il tragico epilogo affidato alla giustizia fai-da-te.
Una notte di fuoco finita nel sangue – All'omicidio, secondo le prime ricostruzioni, sarebbero riconducibili i tre incendi di altrettante auto date alle fiamme durante la stessa notte, una delle quali di proprietà di un confinante di Cutrera. Telecamere di sorveglianza privata avrebbero messo i presunti assassini sulle tracce dell'uomo. Il cinquantenne, per motivi ancora poco chiari, si sarebbe recato con la sua Citroen Picasso (all'interno della quale sarebbe stata rinvenuta una tanica di benzina), in compagnia di un amico, in contrada Conventazzo, dove in quel momento si trovavano i due allevatori, a pochi passi dall'abitazione del
più grande.
Forse dopo un contatto con la loro Fiat Punto, Cutrera avrebbe accostato in una stradina secondaria, per poi essere colpito mortalmente più volte, in varie parti del corpo, con un grosso bastone, lo stesso che avrebbe distrutto parzialmente la sua vettura, oltre a sfigurargli il volto. Al termine dell'agghiacciante esecuzione, la telefonata ai carabinieri e l'arrivo dell'ambulanza, che ha tentato inutilmente di rianimare la vittima.
Alla guardia medica dell'ex ospedale Rinaldi, sporco di benzina, si è invece presentato il giovane passeggero che viaggia con Cutrera e che, durante la violenta aggressione, ha riportato ferite alla testa forse provocate da un attrezzo affilato. La sua posizione è al vaglio degli inquirenti, che potrebbero prendere provvedimenti già nelle prossime ore.
Arrestati due fratelli – Subito dopo il delitto i carabinieri hanno arrestato due fratelli originari della provincia di Messina ma da tempo residenti a Vizzini, di 54 e 42 anni, entrambi accusati di omicidio. I presunti autori del delitto, difesi dall'avvocato Francesco Villardita, sono stati condotti in caserma,
ma si sono avvalsi della facoltà di non rispondere e nella tarda serata di ieri
sono stati trasferiti nel carcere di Caltagirone.
Sul caso indaga la Procura di Caltagirone, che ha delegato l'attività investigativa ai carabinieri della Compagnia di Palagonia, guidati dal capitano Felice Pagliara, coadiuvati dai colleghi della Stazione di Vizzini. Coordinati dal sostituto procuratore Antonia Sartori, i militari dell'Arma, ovviamente, stanno approfondendo anche il profilo della vittima per ricostruire al meglio il "peso" di un omicidio che ha comunque sconvolto l'intero paese.
Probabili dissidi tra confinanti sfociati nella giustizia
fai-da-te.
fai-da-te.
I rapporti con i confinanti, infatti, non sarebbero stati sin dall'inizio di "buon vicinato". Qualche parola di troppo, episodi mal digeriti e il tragico epilogo affidato alla giustizia fai-da-te.
Una notte di fuoco finita nel sangue – All'omicidio, secondo le prime ricostruzioni, sarebbero riconducibili i tre incendi di altrettante auto date alle fiamme durante la stessa notte, una delle quali di proprietà di un confinante di Cutrera. Telecamere di sorveglianza privata avrebbero messo i presunti assassini sulle tracce dell'uomo. Il cinquantenne, per motivi ancora poco chiari, si sarebbe recato con la sua Citroen Picasso (all'interno della quale sarebbe stata rinvenuta una tanica di benzina), in compagnia di un amico, in contrada Conventazzo, dove in quel momento si trovavano i due allevatori, a pochi passi dall'abitazione del
Telecamere private di sorveglianza avrebbero ripreso uno degli atti incendiari.
Forse dopo un contatto con la loro Fiat Punto, Cutrera avrebbe accostato in una stradina secondaria, per poi essere colpito mortalmente più volte, in varie parti del corpo, con un grosso bastone, lo stesso che avrebbe distrutto parzialmente la sua vettura, oltre a sfigurargli il volto. Al termine dell'agghiacciante esecuzione, la telefonata ai carabinieri e l'arrivo dell'ambulanza, che ha tentato inutilmente di rianimare la vittima.
Alla guardia medica dell'ex ospedale Rinaldi, sporco di benzina, si è invece presentato il giovane passeggero che viaggia con Cutrera e che, durante la violenta aggressione, ha riportato ferite alla testa forse provocate da un attrezzo affilato. La sua posizione è al vaglio degli inquirenti, che potrebbero prendere provvedimenti già nelle prossime ore.
Arrestati due fratelli – Subito dopo il delitto i carabinieri hanno arrestato due fratelli originari della provincia di Messina ma da tempo residenti a Vizzini, di 54 e 42 anni, entrambi accusati di omicidio. I presunti autori del delitto, difesi dall'avvocato Francesco Villardita, sono stati condotti in caserma,
I presunti assassini non hanno risposto alle prime domande in caserma.
Sul caso indaga la Procura di Caltagirone, che ha delegato l'attività investigativa ai carabinieri della Compagnia di Palagonia, guidati dal capitano Felice Pagliara, coadiuvati dai colleghi della Stazione di Vizzini. Coordinati dal sostituto procuratore Antonia Sartori, i militari dell'Arma, ovviamente, stanno approfondendo anche il profilo della vittima per ricostruire al meglio il "peso" di un omicidio che ha comunque sconvolto l'intero paese.
12/10/2015 | 15419 letture | 0 commenti
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