Cronaca nera
«Preparavano una ritorsione per l'attentato di agosto»
In Procura svelati i dettagli dell'operazione "Ciclope"
In Procura svelati i dettagli dell'operazione "Ciclope"
Nove persone arrestate, droga, armi e denaro sequestrato, ma soprattutto una sanguinosa
faida bloccata sul nascere. A tracciare il bilancio dell'operazione Ciclope,
che ha assestato un duro col...
Nove persone arrestate, droga, armi e denaro sequestrato, ma soprattutto una sanguinosa
faida bloccata sul nascere. A tracciare il bilancio dell'operazione Ciclope,
che ha assestato un duro colpo agli ambienti mafiosi nei territori tra Vizzini
e Francofonte, sono il procuratore generale presso il Tribunale di Catania, Gianni
Salvi, e il nuovo comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Alessandro
Casarsa, in una conferenza stampa tenutasi questa mattina in Procura. All'interno il video dell'operazione.
Nove persone arrestate, droga, armi e denaro sequestrato, ma soprattutto una sanguinosa
faida bloccata sul nascere. A tracciare il bilancio dell'operazione Ciclope,
che ha assestato un duro colpo agli ambienti mafiosi nei territori tra Vizzini
e Francofonte, sono il procuratore generale presso il Tribunale di Catania, Gianni
Salvi, e il nuovo comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Alessandro
Casarsa, in una conferenza stampa tenutasi questa mattina in Procura.
A mettere in allarme la Dda è stato il tentato omicidio con il quale, lo scorso
8 agosto, i "fedelissimi" di Michele D'Avola - capo clan arrestato dai
carabinieri nel dicembre del 2012 per associazione a delinquere, traffico di
stupefacenti e detenzione illegale di armi - avevano tentato di eliminare
Salvatore Navanteri, che ambiva a prendere il posto di comando che fu di D'Avola.
L'agguato, al quale la vittima predestinata scampò cavandosela con una ferita a
un occhio, era stato messo in atto con l'ausilio di un fucile calibro 12 da un
commando composto da due degli arrestati, un trentaduenne e un ventitreenne, rimasti
vicini a D'Avola. L'episodio innescò una spaccatura all'ambiente mafioso che,
secondo gli inquirenti, stava portando a un progetto di vendetta da parte degli
uomini di Salvatore Navanteri.
I militari dell'Arma hanno quindi arrestato all'alba di oggi, tra Catania, Siracusa, Agrigento e Cremona, i pregiudicati A. C. (31 anni), S. G. (32 anni), S. N. (58 anni), C. N. (26 anni), L. N. (23 anni), M. P. (41 anni) e T. V. (48 anni). Insieme a loro sono finiti in manette anche due incensurati, un uomo di 55 anni e una donna di 54. I provvedimenti di custodia (nei carceri di Bicocca, Siracusa, Agrigento e Milano) andranno adesso al vaglio del Gip, che ne deciderà la convalida.
Il gruppo malavitoso era considerato vicino agli ambienti di Cosa nostra catanese. I luogotenenti un quarantottenne e un cinquantacinquenne, mentre un trentunenne svolgeva il ruolo di "cassiere". Alcune delle persone arrestate erano tenute già da diversi mesi sotto osservazione dai carabinieri in seguito alle indagini scaturite dagli omicidi di 3 allevatori nelle campagne vizzinesi.
Le attività investigative sono state effettuate con l'ausilio di intercettazioni telefoniche e ambientali. Nel corso dell'operazione sono stati sequestrati anche 10 chili di marijuana, alcuni bilancini di precisione, una pistola calibro 7.65 (con caricatori) la cui matricola era stata abrasa, radio trasmittenti e 7mila euro contanti.
«A seguito di una serie di omicidi che si erano verificati nel Calatino –
ha rivelato il procuratore Salvi – avevamo sotto controllo alcune persone e avuto
il sentore sia che si stessero preparando alcune latitanze, sia che fosse in preparazione
una ritorsione per l'attentato dell'agosto di quest'anno. Siamo dovuti intervenire
per interrompere queste due situazioni preoccupanti».
Soddisfazione è stata espressa anche dal colonnello Casarsa. «Iniziare un'attività impegnativa come quella del Comando provinciale di Catania – ha sottolineato il comandante provinciale dei carabinieri – con delle operazioni di servizio è sicuramente un buon inizio».
LE INDAGINI DELLA DDA Un momento della conferenza stampa presso la Procura di Catania. Al centro il colonnello Casarsa e il procuratore Salvi.
Alcuni degli arrestati erano già sotto osservazione dopo gli omicidi dei tre
allevatori
allevatori
I militari dell'Arma hanno quindi arrestato all'alba di oggi, tra Catania, Siracusa, Agrigento e Cremona, i pregiudicati A. C. (31 anni), S. G. (32 anni), S. N. (58 anni), C. N. (26 anni), L. N. (23 anni), M. P. (41 anni) e T. V. (48 anni). Insieme a loro sono finiti in manette anche due incensurati, un uomo di 55 anni e una donna di 54. I provvedimenti di custodia (nei carceri di Bicocca, Siracusa, Agrigento e Milano) andranno adesso al vaglio del Gip, che ne deciderà la convalida.
Il gruppo malavitoso era considerato vicino agli ambienti di Cosa nostra catanese. I luogotenenti un quarantottenne e un cinquantacinquenne, mentre un trentunenne svolgeva il ruolo di "cassiere". Alcune delle persone arrestate erano tenute già da diversi mesi sotto osservazione dai carabinieri in seguito alle indagini scaturite dagli omicidi di 3 allevatori nelle campagne vizzinesi.
Le attività investigative sono state effettuate con l'ausilio di intercettazioni telefoniche e ambientali. Nel corso dell'operazione sono stati sequestrati anche 10 chili di marijuana, alcuni bilancini di precisione, una pistola calibro 7.65 (con caricatori) la cui matricola era stata abrasa, radio trasmittenti e 7mila euro contanti.
IL VIDEO DELLA RETATA Le immagini girate dai carabinieri.
Soddisfazione è stata espressa anche dal colonnello Casarsa. «Iniziare un'attività impegnativa come quella del Comando provinciale di Catania – ha sottolineato il comandante provinciale dei carabinieri – con delle operazioni di servizio è sicuramente un buon inizio».
19/09/2013 | 7623 letture | 0 commenti
di R.I.
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