Cronaca cittadina
Rubati un chilometro di cavi in rame e tombini in ghisa
Zona nuova al buio, per il ripristino ipotesi alluminio
Zona nuova al buio, per il ripristino ipotesi alluminio
Nella notte tra venerdì e sabato i ladri hanno sradicato gli impianti
dell'illuminazione pubblica di viale Buccheri, via Pertini, via Guzzardi e
via Sardo. Ma il mercato nero paga anche per altri metalli.
Il rame "accende" gli appetiti illegali dei ladri, che "spengono"
le luci della città. Un inevitabile legame di causa ed effetto che a Vizzini,
a partire dallo scorso fine settimana, ha lasciato al buio interi quartieri della
zona nuova, a sud-est del centro abitato.
Quello che inizialmente sembrava un guasto, si è invece rivelato la conseguenza
dell'ennesimo furto di cavi elettrici, compiuto nella notte tra venerdì e
sabato. L'episodio è stato scoperto lunedì, quando i tecnici comunali,
avvisati dai cittadini che segnalavano le strade rimaste al buio nel weekend, hanno
effettuato un sopralluogo che ha svelato l'origine del problema.
Alcuni malviventi, di notte, avevano sradicato dalle canaline che corrono sotto l'asfalto circa un chilometro di cavi in rame impiegati per gli impianti d'illuminazione di viale Buccheri, via Sandro Pertini, via Martino Guzzardi e di una parte di via Modesto Sardo. Un bottino che si aggira sui 300 chili e che sul mercato clandestino, dove le quotazioni dell'oro rosso si attestano sui 3 euro al chilo, può fruttare quasi mille euro.
Più ingente, invece, il danno per il Comune, ma forse inferiore a quanto inizialmente preventivato dagli autori del furto, visto che questi ultimi, per paura di essere scoperti o per il rischio di scariche elettriche, hanno lasciato il "lavoro" a metà, oltre che le strade in penombra.
Alcuni abitanti del quartiere, per far fronte al problema, hanno deciso di lasciare accese, in queste sere, le luci esterne delle proprie abitazioni. L'Ufficio tecnico, intanto, si è già attivato per il ripristino degli impianti, valutando la possibilità di impiegare il meno appetibile alluminio al posto del rame. Una scelta fatta in questi giorni anche per i lavori di posa dei nuovi cavi aerei
sui pali che costeggiano i due ingressi principali della città, dalle statali
194 e 124, lasciati al buio dall'aprile dello scorso anno in seguito al furto di
ben 4 chilometri di treccia in rame.
Un rimedio che, tuttavia, non sembra scoraggiare i "cacciatori" di metalli. Nel loro mirino c'è qualsiasi cosa abbia un mercato parallelo a quello ufficiale. E così se da tempo erano sparite diverse grondaie in rame dell'antico castello medievale, già durante la scorsa settimana, invece, i ladri avevano preso di mira, ancora una volta, i pozzetti della messa a terra situati in prossimità dei pali, rubandone i coperchi in ghisa.
Per cercare di illuminare la strada i residenti lasciano accese le luci esterne delle proprie case.
Alcuni malviventi, di notte, avevano sradicato dalle canaline che corrono sotto l'asfalto circa un chilometro di cavi in rame impiegati per gli impianti d'illuminazione di viale Buccheri, via Sandro Pertini, via Martino Guzzardi e di una parte di via Modesto Sardo. Un bottino che si aggira sui 300 chili e che sul mercato clandestino, dove le quotazioni dell'oro rosso si attestano sui 3 euro al chilo, può fruttare quasi mille euro.
Più ingente, invece, il danno per il Comune, ma forse inferiore a quanto inizialmente preventivato dagli autori del furto, visto che questi ultimi, per paura di essere scoperti o per il rischio di scariche elettriche, hanno lasciato il "lavoro" a metà, oltre che le strade in penombra.
Alcuni abitanti del quartiere, per far fronte al problema, hanno deciso di lasciare accese, in queste sere, le luci esterne delle proprie abitazioni. L'Ufficio tecnico, intanto, si è già attivato per il ripristino degli impianti, valutando la possibilità di impiegare il meno appetibile alluminio al posto del rame. Una scelta fatta in questi giorni anche per i lavori di posa dei nuovi cavi aerei
Già lo scorso aprile erano stati rubati 4 chilometri di cavi all'ingresso del paese.
Un rimedio che, tuttavia, non sembra scoraggiare i "cacciatori" di metalli. Nel loro mirino c'è qualsiasi cosa abbia un mercato parallelo a quello ufficiale. E così se da tempo erano sparite diverse grondaie in rame dell'antico castello medievale, già durante la scorsa settimana, invece, i ladri avevano preso di mira, ancora una volta, i pozzetti della messa a terra situati in prossimità dei pali, rubandone i coperchi in ghisa.
21/01/2015 | 3317 letture | 0 commenti
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