Cronaca cittadina
Non voleva assistere impotente al rogo dell'abitazione
Si mette in salvo, ma poi torna in casa e muore bruciata
Si mette in salvo, ma poi torna in casa e muore bruciata
Silvana Modica avrebbe compiuto giovedì 43 anni. Per lei, però, la morte è giunta
prima, avvolgendo nel lutto quello che doveva essere un giorno di festa. La donna, una casalinga...
Silvana Modica avrebbe compiuto giovedì 43 anni. Per lei, però, la morte è giunta
prima, avvolgendo nel lutto quello che doveva essere un giorno di festa. La donna, una casalinga, ha perso la vita prima dell'alba di mercoledì, tra le fiamme, nel disperato tentativo
di evitare che le stesse divorassero la sua abitazione al civico 36 di via Duca
degli Abruzzi, a Vizzini. Una tragedia resa ancora più assurda dalla dinamica dei
fatti.
Silvana Modica avrebbe compiuto giovedì 43 anni. Per lei, però, la morte è giunta
prima, avvolgendo nel lutto quello che doveva essere un giorno di festa. La donna, una casalinga, ha perso la vita prima dell'alba di mercoledì, tra le fiamme, nel disperato tentativo
di evitare che le stesse divorassero la sua abitazione al civico 36 di via Duca
degli Abruzzi, a Vizzini. Una tragedia resa ancora più assurda dalla dinamica dei
fatti.
La signora Modica, messasi in un primo momento in salvo insieme
al marito cinquantaduenne e ai due figli, una bimba di 9 anni e un ragazzino di 12, è infatti tornata
poco dopo incautamente all'interno dell'appartamento per provare a domare da sola il rogo, finendo
però carbonizzata in una stanzetta del primo piano.
Il tragico evento ha colto nel sonno la famiglia Falconeri, che poco prima delle 4 del mattino si è accorta di un principio d'incendio in una stanza attigua alla camera da letto dei coniugi. L'istinto ha permesso inizialmente al marito Vito e alla moglie Silvana di abbandonare in fretta l'abitazione e portare i bambini in strada, lontano dalle fiamme. Poi l'azzardata decisione della donna di tornare dentro, forse spinta dalla volontà di non assistere impotente alla scena del fuoco che avrebbe distrutto la casa realizzata con tanti sacrifici.
Silvana Modica si è portata al primo piano per riempire d'acqua alcuni secchi.
Il cedimento dei vetri del balcone di una delle camere ha però determinato un
effetto "canna fumaria", con l'ossigeno ad alimentare all'improvviso
il rogo che, propagatosi rapidamente lungo le scale, ha intrappolato la donna in
un ambiente adibito a cucinino, senza concederle alcuna via di fuga.
Il corpo della signora Modica è stato trovato un'ora dopo, quasi completamente carbonizzato, riverso per terra vicino ai secchi con i quali aveva inutilmente tentato di opporsi alle fiamme. Le lingue di fuoco, le altissime temperature e probabilmente anche il denso fumo sviluppatosi dalla combustione di mobili e arredamento non hanno lasciato scampo alla vittima, inghiottita dallo stesso incendio dal quale in un primo momento era riuscita a salvarsi. Rimane, tuttavia, ancora difficile capire perché Silvana Modica non abbia tentato di mettersi in salvo spostandosi nel terrazzino adiacente al vano in cui è stato ritrovata.
A scatenare la tragedia, secondo le prime ipotesi, potrebbe essere stato un corto
circuito di un impianto elettrico un po' datato. Sul luogo sono giunti quasi subito
con i loro mezzi i vigili del fuoco volontari di Vizzini, coadiuvati da un'autobotte
messa a disposizione dal locale Distaccamento del Corpo Forestale. A supporto anche
una squadra dei pompieri di Caltagirone e un'autoscala proveniente da Catania.
Inutile, invece, l'intervento di un'ambulanza del pronto soccorso dell'ex ospedale
«Rinaldi», i cui sanitari hanno potuto soltanto certificare l'evidenza
dei fatti davanti al cadavere.
Complesse le operazioni di spegnimento, che hanno impegnato i vigili del fuoco per oltre un'ora e mezza a causa delle difficoltà di accedere all'edificio, trasformato in una "fornace" dalle alte temperature. I volontari del Distaccamento di contrada Conventazzo hanno evitato che la tragedia assumesse proporzioni maggiori, portando appena in tempo fuori dall'appartamento tre bombole del gas ed evitando che il crollo di una parte del solaio investisse i soccorritori.
In via Duca degli Abruzzi sono arrivati i carabinieri della locale stazione,
coordinati dal comandante Francesco Giovrello, che insieme ai colleghi del Comando
di Palagonia si occupano dei primi accertamenti, e una pattuglia della polizia
municipale. I funzionari dell'Ufficio Tecnico comunale, dopo le prime verifiche,
hanno disposto i puntellamenti delle parti pericolanti e il divieto di utilizzo
dell'immobile, transennando anche l'area sottostante i balconi che si affacciano
sul viale Margherita, lungo il quale ieri si svolgeva il mercato settimanale.
Anche se la dinamica dei fatti appare già abbastanza chiara ed è esclusa qualsiasi ipotesi di dolo, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Caltagirone ha aperto un'inchiesta e avviato le indagini di rito. Il corpo della donna è stato trasportato presso l'obitorio del cimitero di Vizzini, dove rimane a disposizione dell'autorità giudiziaria. Forse giovedì i funerali.
INTRAPPOLATA AL PRIMO PIANO DALLE FIAMME La stanza in cui è stato trovato il cadavere carbonizzato di Silvana Modica.
LA VITTIMA
Silvana Modica, 43 anni.
Silvana Modica, 43 anni.
Il tragico evento ha colto nel sonno la famiglia Falconeri, che poco prima delle 4 del mattino si è accorta di un principio d'incendio in una stanza attigua alla camera da letto dei coniugi. L'istinto ha permesso inizialmente al marito Vito e alla moglie Silvana di abbandonare in fretta l'abitazione e portare i bambini in strada, lontano dalle fiamme. Poi l'azzardata decisione della donna di tornare dentro, forse spinta dalla volontà di non assistere impotente alla scena del fuoco che avrebbe distrutto la casa realizzata con tanti sacrifici.
IN VIA DUCA DEGLI ABRUZZI L'ingresso dell'abitazione.
Il corpo della signora Modica è stato trovato un'ora dopo, quasi completamente carbonizzato, riverso per terra vicino ai secchi con i quali aveva inutilmente tentato di opporsi alle fiamme. Le lingue di fuoco, le altissime temperature e probabilmente anche il denso fumo sviluppatosi dalla combustione di mobili e arredamento non hanno lasciato scampo alla vittima, inghiottita dallo stesso incendio dal quale in un primo momento era riuscita a salvarsi. Rimane, tuttavia, ancora difficile capire perché Silvana Modica non abbia tentato di mettersi in salvo spostandosi nel terrazzino adiacente al vano in cui è stato ritrovata.
FIAMMA IN TUTTA LA CASA Una delle stanze andate in fumo.
Complesse le operazioni di spegnimento, che hanno impegnato i vigili del fuoco per oltre un'ora e mezza a causa delle difficoltà di accedere all'edificio, trasformato in una "fornace" dalle alte temperature. I volontari del Distaccamento di contrada Conventazzo hanno evitato che la tragedia assumesse proporzioni maggiori, portando appena in tempo fuori dall'appartamento tre bombole del gas ed evitando che il crollo di una parte del solaio investisse i soccorritori.
SUL VIALE MARGHERITA I balconi del lato sud.
Anche se la dinamica dei fatti appare già abbastanza chiara ed è esclusa qualsiasi ipotesi di dolo, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Caltagirone ha aperto un'inchiesta e avviato le indagini di rito. Il corpo della donna è stato trasportato presso l'obitorio del cimitero di Vizzini, dove rimane a disposizione dell'autorità giudiziaria. Forse giovedì i funerali.
INTERNI DISTRUTTI Le altre stanze divorate dal rogo.
05/09/2012 | 5276 letture | 0 commenti
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